La differenza tra ansia normale e ansia patologica

Pubblicato il 31 marzo, 2020  / Ansia e Depressione
Ansia normale e patologica

Ansia, ansia, ansia!

Termine ampiamente diffuso, forse addirittura inflazionato ai tempi odierni. D’altronde in una società in cui i tempi sono iper accelerati e il focus è rivolto alla performance e ai risultati, si è visto un incremento dei disturbi ansiosi.

Ma facciamo un po’ di chiarezza.

L’ansia è di per sé una dimensione malsana e negativa? Possiamo rispondere che certamente non lo è.

È infatti doveroso però fare una differenziazione tra vari tipi di ansia.

Ma andiamo per ordine…

Cosa è l’ansia? È uno stato emotivo caratterizzato da una sensazione di apprensione e di preoccupazione riguardo a qualcosa di spiacevole che potrebbe accadere.

A differenza della paura, l’ansia è un’emozione tipicamente umana in quanto propria di un sistema cognitivo complesso, assente nella specie animale.

In questa definizione notiamo che l’ansia è rivolta verso un evento spiacevole che potrebbe verificarsi, ma che ancora non è in atto. Quindi è una preoccupazione anticipatoria, frutto di un processo cognitivo legato al pensiero e all’elaborazione di informazioni.

Alcune delle situazioni che comunemente possono causare ansia sono: la possibilità di punizioni, solitudine, frustrazioni emotive, una mancanza di affermazione personale e così via.

Finora appare tutto normale, giusto?

Infatti fino a questo momento abbiamo considerato il costrutto dell’ansia in assenza di psicopatologia, quindi in un contesto di “sanità”.

L’ansia però può diventare patologica quando la persona non riesce ad adattarsi a situazioni nuove o impreviste, perdendo il controllo sulle proprie emozioni e provando sentimenti di impotenza, associati ad elevati livelli di sofferenza.

I disturbi d’ansia fanno riferimento a meccanismi a circolo vizioso che riguardano la nascita e il mantenimento dell’ansia stessa.

Questi meccanismi concernono:

  • Pensieri catastrofici riguardo all’evento temuto;
  • Pensare che l’evento temuto abbia una grande probabilità di verificarsi;
  • Sottovalutazione delle proprie capacità personali di gestire l’evento temuto.

Facciamo un esempio per chiarire il tutto.

Chiara deve preparare l’esame di analisi matematica.

Infatti studia diligentemente ogni giorno, ma non riesce a togliersi dalla mente una serie di preoccupazioni riguardo la complessità dell’esame.

Inoltre più si avvicina la data dell’esame più comincia a non sentirsi in grado di affrontare il compito e comincia a farsi una serie di domande:

“E se anche studiando, ci saranno degli esercizi che non so fare?”, “Magari il professore inserirà degli esercizi che non ha spiegato a lezione”, “Non me la sento, forse è meglio rimandare…”, “Sono sempre sfortunata, magari l’esame sarà più difficile del solito…”, “E se mi venisse un blocco di memoria?”.

In questi pensieri che Chiara elabora troviamo tutti gli elementi sopra riportati: sottovalutazione delle proprie capacità, pensieri catastrofici e percezione dell’alta probabilità che l’evento possa verificarsi.

Oltre a ciò, Chiara comincerà a sperimentare l’attivazione fisiologica tipica dell’ansia (respirazione affannosa, aumento del battito cardiaco, ecc.), che peggiorerà la situazione e renderà più reale il pericolo temuto.

Questo è un esempio di circolo vizioso dell’ansia.

Oltre a ciò ci sono numerosi altri meccanismi.

In questo caso, un tipo di ansia funzionale sarebbe stata quella che avrebbe permesso a Chiara di preparare l’esame in maniera corretta, senza sfociare in pensieri ed emozioni incontrollate ed esagerate.

Come affrontare l’ansia patologica? Ci sono tecniche molto valide che permettono di gestire l’ansia.

Ma questo non basta: per eliminare l’ansia alla radice dobbiamo andare alla motivazione profonda scatenante la sintomatologia ansiosa.

Se ho un carattere ansioso, non potrò cambiarlo totalmente, ma sicuramente riuscire a sviluppare una serie di competenze personali ed emotive in grado di gestire al meglio l’ansia nel corso della mia vita.

Concludendo, possiamo affermare che l'ansia sia un costrutto multidimensionale, come molti altri in psicologia e, come tale, vada trattato. Ci sono vari fattori che possono innescare un disturbo ansioso, ma non per questo è il caso di abbattersi.

Le soluzioni ci sono! Serve mettersi al lavoro.