Come difendersi dalle domande inopportune?

Impariamo a difenderci, in maniera cortese ma ferma

Pubblicato il 6 dicembre, 2019  / Psicologia e dintorni
domande inopportune

Soprattutto in occasione delle festività natalizie aumentano le probabilità di incontro e conversazione con persone che vediamo poco e che spesso ci fanno domande inopportune sulla nostra vita. Vediamo come gestirle, senza farci ferire nell'autostima.

Quando la nostra autostima attraversa un momento di crisi o semplicemente ci sentiamo un po' giù di morale, alcune domande e commenti sulla vita privata ci feriscono più del dovuto. Gli argomenti possono spaziare dalla vita sentimentale alle domande sul peso forma, dalla situazione lavorativa a quella studentesca: dipende da qual è il nostro punto debole al momento. Ad esempio, se sto soffrendo perché sono alla ricerca di lavoro e non ho riscontri positivi, una domanda quale " che lavoro fai?" potrebbe acuire il mio malessere e gettarmi ulteriormente nello sconforto. Se invece al momento di accomodarsi a una cena di famiglia mi viene chiesto " la tua dieta come procede?" e sono in crisi perché la bilancia non si smuove di un etto, potrei sentirmi ulteriormente giudicata e osservata ogni volta che mi servirò una porzione.

Soprattutto in prossimità delle festività natalizie si moltiplicano le occasioni di ritrovo con persone - familiari, amici o semplici conoscenti - e di conseguenza anche la probabilità di sentirsi porre domande poco gradite. Spesso ( a seconda dell'intimità che abbiamo con il nostro interlocutore) si tratta di domande fatte più per formalità che non per un reale interesse; ciò non toglie che possano infastidirci o farci stare male. Vediamo insieme come difenderci.

Impariamo a dare il giusto peso

Quando soffriamo per un determinato argomento, può sembrarci che ogni commento in proposito sia un tentativo deliberato per ferirci, anche se la persona non ne aveva alcuna intenzione o non era a conoscenza del nostro malessere. Anche se fosse vero il contrario - cioè il nostro interlocutore ci sta volutamente lanciando una frecciatina - limitiamoci a ignorare la provocazione e farla sgonfiare come una bolla di sapone.

Mettiamo dei limiti

Impariamo a essere chiari sugli argomenti che vogliamo condividere e con chi. Abbiamo tutto il diritto di non raccontare alla prozia come stano andando gli esami all'università e di non parlare di forma fisica con l'amica di famiglia. Questo non significa essere scortesi, bensì mostrarsi gentilmente fermi e risoluti. Di solito una riposta generica ma chiusa come "tutto bene, grazie" magari accompagnata da una controdomanda "...e tu invece, cosa mi racconti?" dovrebbe bastare. Quando invece le domande si fanno insistenti è bene mostrarci ancora più saldi sulle nostre posizioni. Deve arrivare il messaggio che di quell'argomento non vogliamo parlare ( e non siamo tenuti nemmeno a spiegarne il motivo). Se l'amica di famiglia continua a domandarci come va la dieta, cosa mangiamo e quanto abbiamo perso, non siamo tenuti a rispondere se non vogliamo. Stabilire dei limiti significa rispondere che non desideriamo scendere ulteriormente nei dettagli e che preferiamo parlare di altro.

Infine...rivolgiamo l'attenzione all'interno

Purtroppo non possiamo impedire alle persone di muoverci commenti inopportuni ( intenzionali o meno). Possiamo invece distribuire meglio le nostre energie concentrandole su noi stessi, anziché sulle parole altrui. Proviamo per un momento a domandarci perché parlare di un determinato argomento ci faccia così male e se abbiamo gli strumenti per migliorare la situazione. Ad esempio, se sono uno studente universitario e una domanda neutra sullo stato dei miei esami mi fa soffrire, forse c'è qualcosa dentro di me che mi sta dicendo che dovrei migliorare la mia situazione. Il passo successivo è domandarsi cosa e in che modo: dovrei cambiare il mio metodo di studio? C'è qualcosa del mio corso che non sta andando come vorrei? Sono soddisfatto/a della carriera che ho scelto? Porci queste domande significa anche recuperare un ruolo attivo nella nostra vita, utilizzando le nostre energie per migliorarci e non per restare fermi in uno stato di cose che non ci piace.