Sara  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 28/12/2020

Roma

Asessuale o...?

Salve. Sono una ragazza di 22 anni (da compiere a gennaio), da molto tempo mi turbano non pochi pensieri e sensazioni che non si soffermano soltanto sulla mia sessualità problematica, affatto... Questa è una piccola premessa doverosa perché vi è anche la possibilità che possano esistere dei condizionamenti in atto, tramandati da esperienze e intervalli di tempo precedenti. Sinceramente spero sia così. Ho sofferto in passato (durante le medie e superiori) di derealizzazione cronica, depressione, ansia generalizzata e pensieri ossessivo-compulsivi che riuscivano a protrarsi anche per più giorni nella loro fase più intensa ; tutto ciò in seguito ad episodi di bullismo verbale che mi hanno portato ad un'emarginazione e solitudine profonda. Attualmente mi sento meglio, più sicura ma allo stesso tempo sempre confusa, conservando una patina, spessa anche se non sembra, di necessità di mantenere le distanze. Inoltre a volte mi sento bloccata, soprattutto se devo agire per il futuro, come congelata, ho molte idee e passioni varie ma mi sento come ancorata all'immobilità; Ho un carattere naturalmente introverso e sensibile e questi eventi traumatici, almeno per la mia persona, mi hanno portato ad allontanarmi ancora di più, vivo nel mio mondo fatto di fantasticherie e passeggiate in mezzo alla natura in solitaria. Da molto tempo penso di voler entrare in terapia solo che, a dirla tutta, non trovandomi in situazioni economiche eccellenti ciò mi ha sempre in qualche modo 'bloccato'...e non saprei se rivolgermi ad un analista o sessuologo, vista la varietà delle 'difficoltà'. In passato sono andata da due psicologi (uno situato al liceo) che mi hanno aiutato ad affrontare l'angoscia del momento ma se mi ritrovo ancora a fare questi discorsi penso che ci sia ancora molto margine di miglioramento... Detto ciò, rientrando nell'argomento principale, ossia la mia sessualità, ciò mi turba profondamente perché mi piacerebbe almeno riuscire a godere la mia sessualità e invece no, neanche questo piacere, ciò risulta essere un problema ingombrante a dismisura, portando alla creazione di una grande invidia per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale... Più nello specifico e cercando di descrivere le mie sensazioni sull'argomento...ho pensato che, all'epoca, la derealizzazione che si è protratta per qualche tempo e lo stato pietoso del mio stato d'animo avessero potuto deviare in qualche modo il desiderio di avere un po' d'intimità con qualsivoglia persona, dato che a momenti provavo vergogna nel mostrare la mia persona fisica mentre passeggiavo per strada ai passanti. Soltanto che vorrei aver fatto qualche passo avanti al giorno d'oggi, ho 22 anni e non sono più giovanissima, avrei potuto capirci qualcosa fino ad oggi almeno e invece niente . Ho letto che l'asessualità dovrebbe manifestarsi, come concetto base, in mancanza d'attrazione sessuale... In realtà sembrerà strano a dirsi ma non so se io l'abbia mai provata o meno, nel senso che non sono molto brava ad etichettare le sensazioni che provo e a dire con certezza che è stato così, trovo tutto molto vago e vario. Parto dicendo che sono molto romantica, quando vedo un ragazzo riesco a capire se mi piace o meno fisicamente anche se sono piuttosto cerebrale e considero altri aspetti molto importanti, perciò da quel punto di vista è chiaro. Il fatto è che non ho mai provato Quella pulsazione imminente, tranne rarissime volte(si possono contare sulla punta delle dita), altre volte(sempre raramente) una sorta di eccitazione sì, qualche volta anche in maniera abbastanza intensa, ma sto notando che accadeva maggiormente verso i due annetti fa, circa, in ogni caso tutto ciò svaniva nel rapporto vero e proprio il 95%delle volte. Inoltre le mie fantasie sono piuttosto bizzarre e ricorrenti quando mi masturbo, e la natura di esse è la fonte di una buona parte delle mie inquietudini; ad esempio immagino spesso di essere un uomo con membro annesso...(ovviamente) e di avere rapporti con donne ed uomini. Ora. Io sono fermamente convinta di voler restare donna e mi considero anche abbastanza femminile, non ho mai avuto tendenze o desideri che potessero far pensare di voler appartenere all'altro universo. Detto ciò vi ringrazio, ci ho impiegato un po' per scrivere ciò, è stato uno sfogo... Saluti

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Helen Fioretti Inserita il 07/01/2021 - 14:19

Roma - Prenestina, Casilina, Quadraro, Pigneto
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Cara Sara, più che focalizzare il punto sulla sessualità sono dell'idea che sarebbe il caso di approfondire la tua persona, in quanto la sessualità altro non mi appare se non il riflesso del tuo stile di vita, lontano, attento osservatore distaccato di ogni sfumatura.
La mia paura è che tutto si fermi alla sfera personale della comprensione e con essa esaurisca un po' il suo slancio vitale. Ma la comprensione mentale è solo un aspetto delle nostre possibilità e non sempre è il migliore o ciò che rende possibile il cambiamento.
Ciò che rende possibile il cambiamento è l'esperienza e l'emotività paradossalmente, molto meno l'astrazione.
La invito a non accontentarsi delle sue capacità di lettura di stessa e della vita, ma a tuffarsi in ciò che va realmente esperito per essere vissuto e pianamente assimilato, non soltanto compreso.
Un caro saluto
Dott.ssa
Helen Fioretti