Maria  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 05/01/2021

Modena

Friendzone in ufficio o...? Lui giovane, lei sposata

Buongiorno, sono una donna sposata, assieme a mio marito da 20 anni, un figlio di 15. Con tutte le difficoltà della vita, abbiamo un bellissimo, forte e sano rapporto e non siamo per nulla annoiati. Non ho mai avuto tentazioni verso altri uomini in passato, mai un tradimento. Ho un nuovo lavoro da un anno e fin dall'inizio mi ha corteggiato un collega più giovane di me di oltre dieci anni, impegnato da qualche mese con una ragazza più giovane in un rapporto immaturo, tra allontanamenti, distanze, capricci, tanti tradimenti (da parte di lui). Sempre impegnato in avventure sessuali con molte donne diverse, talvolta quasi ossessionato dal sesso, ma molto divertente. Corteggia le altre in mia presenza, parla apertamente in modo disinibito delle sue avventure sessuali. I primi mesi, nonostante l'attrazione reciproca, non gli ho dato confidenza, mantenendo un atteggiamento distaccato, ma educato. Poi, pian piano, è riuscito ad avvicinarsi a me, instaurando un rapporto confidenziale, di amicizia, anche se ambigua - mi chiede consigli sul rapporto con la ragazza, si sfoga, mi parla, io brava ad ascoltare gli altri e parlo pochissimo di me - , abbiamo intensificato incontri e momenti insieme sempre nell'ambito del lavoro: la mattina prima di entrare in ufficio, la pausa pranzo, il caffè, le telefonate, tanto che alcuni colleghi hanno pensato a una relazione... lui mi corteggia sempre, giochiamo verbalmente in modo malizioso... io ho spesso un atteggiamento altalenante, talvolta contraddittorio nei suoi confronti... lui dice che sono sposata, che non andrebbe mai oltre, che sta bene con me, che non sa perché si è legato tanto a me, mi riempie di complimenti, ogni tanto anche qualche frecciatina "cattiva", a volte gesti dolcissimi. In presenza dei colleghi, fa un po' il galletto. Ma alla fine non abbiamo mai chiuso un appuntamento fuori dal contesto lavorativo, mai andati oltre. Approfondendo la conoscenza, ho scoperto in questi mesi un lato sensibile e qualità umane nonostante la maschera esteriore di vanità e sfrontatezza. Pensavo, al contrario, e speravo (!) di scoprire alcuni difetti o ombre, trovare cose che non mi piacevano di lui. Così, l'infatuazione sarebbe svanita... Invece, è successo l'esatto contrario e mi piace anche di più il lato che mi ha svelato, piuttosto che quello che palesa esteriormente. Mi sta manipolando? Finge? Sono solo una preda? Tra poco andrà a lavorare presso un altro ufficio, forse aspetta il momento in cui non saremo più colleghi per farsi avanti? Lui dice di essere innamorato dalla ragazza, ma la tradisce sempre (dice che con le altre è solo sesso)... nei primi mesi di un rapporto un uomo innamorato non cerca altrove, a mio parere... A volte mi sento la seconda opzione dopo la prima (quando litiga con lei, noto che torna più alla carica con me). Io lo penso continuamente, in ogni momento, ogni istante (mio marito si è accorto della mia assenza), ma non lo cerco mai, è sempre lui a cercarmi, a telefonarmi, invitarmi... l'attrazione cresce, anziché placarsi, mi sento spesso ridicola... a volte sono più lucida e cancello tutti i desideri, ma poi lui mi ripesca con una telefonata, un'attenzione, una parola... aspetterò questi pochi mesi e poi lo dimenticherò, cancellerò tutto, eviterò contatti futuri, la distanza, si sa, fa miracoli... per ora cerco di resistere. È l'amore per la mia famiglia che mi fa resistere dall'espormi troppo a lui, ma anche il mio orgoglio, l'orgoglio di non concedermi a un uomo per il quale potrei essere soltanto una delle tante, una bella bambola da mettere sullo scaffale e magari tirar giù ogni volta che gli va, per sfogare il suo narcisismo. Come ho fatto, mi chiedo, a cadere nella rete... e lui che cosa prova realmente? L'uomo riesce a essere molto più lucido, razionale, a decidere se farsi coinvolgere o no... perché dovrebbe farsi coinvolgere da una donna sposata, molto più grande di lui, collega per giunta? Noi donne in questo siamo più deboli, quando un uomo rapisce il nostro cuore, perdiamo inesorabilmente il controllo dei sentimenti e delle emozioni. Se avessi la certezza che non gioca e fa sul serio, sarei pronta a mettere in discussione tutto... Odio pensare che lui senta tutto questo, che lo sappia, odio pensare che lui abbia la consapevolezza di avermi in pugno, e di quanto questo lo faccia sentire potente... tanto da prendersi gioco di me? Ma a volte lo sento così sincero non solo nell'attrazione carnale, ma anche nell'affetto nei miei confronti, nell'ammirazione, nella stima, nel rispetto che porta a me come donna e che nega alle altre... quando si incanta a volte mentre passeggiamo o si sofferma sui miei occhi e viaggia con la mente chissà dove... ma talvolta è talmente preso dalle sue cose, che non mi fila neppure con uno sguardo come fossi una qualsiasi collega (in realtà spesso volutamente lo faccio anch'io e lui, in genere, me lo fa notare). Perché non mi lascia andare e mi tiene in ostaggio in questa amicizia che non è amicizia? Spesso rispondo a me stessa che lo fa perché gli dà prestigio avere per amica a lavoro una bella donna più grande di lui, corteggiata spesso anche dai colleghi più grandi, gli stessi che non perdono occasione per ricordargli la sua giovane età (un modo per screditarlo). Stupida. So solo che soffro, che questo mi allontana dalla mia famiglia, che sono perdutamente innamorata o... infatuata? Chiedo gentilmente un vostro parere prezioso che possa aiutarmi a far chiarezza o ad avere un atteggiamento più "critico" e lucido... Grazie di cuore

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Beatrice Segalini Inserita il 11/01/2021 - 11:54

Milano
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Buongiorno Maria, per aiutarla a rispondere alle sue domande la invito a spostare il focus su di sè.
Potrebbe chiedersi: in che fase della mia vita ( personale, famigliare, professionale) è arrivato quest'uomo ?
Scrive di un matrimonio di lungo corso, di un figlio adolescente, di un cambio di lavoro.... la invito a fare una riflessione su come vive tutti questi aspetti, quali sono le sue eventuali difficoltà, i suoi bisogni, i suoi desideri.
L'ambivalenza della relazione, inoltre, fa pensare che da un lato alimenti l'attrazione e la stimoli e dall'altro, tuttavia, la faccia soffrire.
Porsi domande che partano da se stessa, dalle sue necessità e da ciò che desidera non è semplice, può richiedere tempo e attenzione, ma la può aiutare a recuperare un ruolo piu attivo, di scelta.
Può inoltre aiutarla a capire come ha trovato posto nella sua vita attuale questa relazione e questo profondo coinvolgimento di cui racconta, con l'obiettivo di avere più elementi per sentire che è lei a scegliere e a gestire la relazione oggi e in futuro.
Resto a disposizione se avesse bisogno e le auguro buon proseguimento.
Cordialmente
Dottsa Segalini

Dott.ssa Alessandra Melli Inserita il 11/01/2021 - 12:41

Mestrino
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Buongiorno Maria,
da quanto scrive si evidenzia un valore, una relazione significativa: “Con tutte le difficoltà della vita, abbiamo un bellissimo, forte e sano rapporto e non siamo per nulla annoiati” .
L’ ammirazione, la stima ed il rispetto che il suo collega le porta a me come donna “e che nega alle altre“ potrebbe essere correlato alle sue resistenze, in nome di quel valore.
Ma se una parte di lui la rispetta e la pone sinceramente in una sorta di piedistallo ideale forse per questo “quando si incanta a volte mentre passeggiamo o si sofferma sui miei occhi e viaggia con la mente chissà dove...” , un’altra parte di lui la svaluta, corteggiando le altre in sua presenza, e svalutando le sue relazioni, parlando apertamente in modo disinibito delle sue avventure sessuali.
Credo sia importante focalizzare l’attenzione su ciò che per lei costituisce una solida relazione( e che ha percepito la sua assenza) e valutare i pro ed i contro di approfondire questa relazione, soprattutto alla luce di quanto lei scrive: “Se avessi la certezza che non gioca e fa sul serio, sarei pronta a mettere in discussione tutto...”
Cordialmente
dott.ssa Alessandra Melli