articoli di psicologia della Dott.ssa Martina Salteri

risposte dello specialista Martina Salteri

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Come superare un disturbo del comportamento alimentare?

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Buongiorno Ylej, purtroppo la sua domanda non ha una risposta semplice, nel senso che non c'è un modo facile e veloce di superare un disturbo alimentare. La sua richiesta è già un primo passo importante, segno del desiderio e della motivazione ad uscirne e a vivere un rapporto sereno ed equilibrato col cibo. Non è scontato, perchè riconosce la sofferenza e l'impotenza di questa situazione, e senza motivazione non è possibile lavorarci sopra e superarla. Chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta e decidere di affrontare un percorso psicologico può aiutarla non solo a "lottare" con questo devastante disturbo, ma soprattutto a capire cosa l'abbia portata a svilupparlo, quali stress e sofferenze vi siano sotto, e quindi a superarlo per davvero. Il cibo infatti è un mezzo attraverso il quale si può esprimere un altro malessere lasciato in sordina, forse troppo difficile da affrontare, e finchè non lo toccherà continuerà a concentrarsi sul cibo. Può essere molto importante inoltre l'aiuto di un medico dietologo (ma da accompagnare al percorso psicologico, se no non affronta il problema alla radice). Mi scriva privatamente se lo desidera. Un caro saluto dott.ssa Martina Salteri...

Nervosismo e stato di malessere continuo. Cosa fare?

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Salve Marika, nella sua domanda parla di nervosismo, insicurezza, ansia, senso di inferiorità, solitudine, insoddisfazione e bisogno di riconoscimento da parte dell'altro. Mentre è chiaro l'oggetto della sua sofferenza, non emerge invece il perchè stia così male ed è qui che mi soffermo: comprendere il senso della sua sofferenza è fondamentale per poterci mettere mano e ritrovare la serenità che desidera. Non entro nello specifico di quello che descrive perchè so troppo poco di lei e sarebbe prematuro, ma sicuramente è da diversi anni che si porta dentro un forte disagio e la precedente relazione violenta ne è lo specchio. Purtroppo non c'è un modo facile e veloce di eliminare il malessere, deve essere paziente e lavorarci sopra, "ascoltando se stessa" come dice lei. Mi sembra motivata ad abbandonare tutta questa sofferenza e questa spinta vitale è già il primo step per stare meglio. La invito a chiedere l'aiuto di uno psicologo per essere accompagnata in questo percorso, anche perchè, come ha scritto anche lei rispetto al non sentirsi all'altezza, non è così semplice darsi delle spiegazioni rispetto a come ci si sente....

Come affrontare la fine di una relazione?

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Cara Agnese, mi dispiace per la fine della sua relazione e per quanto sta soffrendo, ha scritto tanto e ha descritto dettagliatamente la relazione, si capisce quanto lei si sia impegnata per farla funzionare e di conseguenza quanto possa stare male ora che è finita nonostante tutti quei tentativi e sforzi. La prima domanda che pone è se stia reagendo bene: non c'è un modo buono o cattivo di reagire alla fine di una relazione, lei sta mettendo in campo il suo modo di affrontare la rottura per come è fatta lei; spiega poi che le viene da analizzare e cercare di dare un senso a tutto, questo fa parte evidentemente di un suo bisogno per elaborare la rottura, non è facile andare avanti senza aver compreso cosa sia successo e cosa sia andato storto. Ci vuole il tempo che ci vuole purtroppo, è necessaria una elaborazione della separazione e non c'è una soluzione immediata per riuscire ad uscirne e non soffrire. Penso sia importante la terza domanda che pone, ovvero come abbia potuto accettare tutto senza condizioni, come abbia potuto amarlo nonostante il carattere pesante (e le restrizioni che le imponeva aggiungerei). Si è legata ad una persona che la limitava nella sua libertà, che le imponeva dei sacrifici e dei cambiamenti, col quale finiva continuamente col litigare, ed è rimasta con lui a lungo impegnandosi e facendo qualsiasi cosa per lui. Capire come mai si sia innamorata di una persona che richiedeva tanto sacrificio, sofferenza e cambiamento da parte sua è fondamentale. Il fatto che oggi si colpevolizzi e cerchi in se stessa qualche sbaglio o mancanza che non abbia fatto funzionare la relazione è un altro punto molto importante su cui riflettere e da mettere in discussione. Si è presa e sta continuando a prendersi tutto il peso e le responsabilità di questa relazione, dando per scontato che questo sacrificio basti per far funzionare una relazione, ma non è per forza così. Le consiglio di consultare uno psicologo per poter analizzare questi punti insieme, non solo per riuscire ad accettare e superare la rottura, ma anche per comprendere meglio se stessa nel suo modo di stare in relazione (sentimentale e non) e per vivere più serenamente le future relazioni. Per qualsiasi dubbio può contattarmi privatamente. La saluto, dott.ssa Martina Salteri...

Litigo spesso con il mio compagno

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Cara Anna, sembra chiaro che lei ed il suo compagno abbiate due modi differenti di vivere e giudicare la vita da single, in particolare lui ritiene che la condotta che si ha quando si è liberi si rifletta nella vita di coppia mentre lei no. Lei chiede se sia davvero come pensa lei ma non è definibile in generale una regola su questo, non c'è una verità, proprio perché cambia da persona a persona, dunque per qualcuno è vero quel che sostiene lei, per altri quel che sostiene il suo compagno. Un punto su cui riflettere è cosa vi unisca nonostante le divergenze, come mai è tornata col suo compagno nonostante i litigi e i termini offensivi? come mai lui vuole stare con lei nonostante nutra dubbi sulla sua fedeltà e la giudichi negativamente? Le suggerisco di provare a rivolgersi ad uno psicologo per una consultazione di coppia, in modo da avere uno spazio neutrale nel quale poter affrontare in modo costruttivo queste liti e le dinamiche della vostra relazione. Nel caso il suo compagno non sia d'accordo può comunque utilizzare uno spazio psicologico individuale per lavorare su di lei nella coppia. Per ulteriori informazioni può contattarmi privatamente. Buona giornata dott.ssa Salteri...