Complesso di edipo: caratteristiche e consigli per i genitori

Pubblicato il 21 febbraio, 2021  / Genitori e figli
Complesso di Edipo


Cos’è il complesso di Edipo?

Il complesso di Edipo è un fenomeno fisiologico che si verifica nei bambini ed è parte del loro sviluppo psicoemotivo e del processo di costruzione della loro identità sessuale.

Il nome deriva dalla leggenda di Edipo, re di Tebe, che, uccise il padre Laio e sposò la madre Giocasta.

Nella teoria psicoanalitica di Freud, che lo formulò, il complesso di Edipo è quell’insieme di desideri e attaccamento morboso che il figlio prova nei confronti della madre, accompagnati da una competizione inconscia nei confronti del padre. Lo stesso fenomeno avviene nel caso delle bambine, che sperimentano un’attrazione verso il padre, sentendo al contempo un sentimento di rivalità con la madre; in questa versione femminile prende il nome di complesso di Elettra.
 

Sintomi del complesso di Edipo: come si manifesta?

I sintomi, o meglio, le manifestazioni del complesso di Edipo appaiono tra i 3 e i 6 anni e sono:

  • Possessività morbosa verso la mamma (nel caso di un bambino)

  • Richieste di affetto e desiderio di attenzioni esagerato nei confronti della mamma

  • Aggressività, collera, attacchi d’ira, incubi

  • Intromissione nella sfera intima dei genitori, desiderio di dormire con la mamma e mandare via il papà

  • Curiosità sessuale nei confronti della mamma.

Freud identificò diverse fasi:

  1. La prima è la fase orale, che si presenta entro un anno e mezzo di età. In questo momento, caratterizzato dall’allattamento e dalla suzione, il bambino conosce il mondo attraverso la bocca, che costituisce la zona del nutrimento e anche della libido.

  2. La successiva è la fase orale, che si presenta entro i 3 anni. Si caratterizza per il controllo dello sfintere sulla defecazione, il che si associa allo sviluppo dell’autonomia e dell’autostima.

  3. Segue la fase fallica, che si presenta tra i 3 e i 5 o 6 anni di età. Questa è la fase della massima espressione del complesso. La libido, che si basava fino a quel momento sull’autoerotismo, comincia a rivolgersi verso l’esterno ed emergono le pulsioni sessuali. Qui compare il cosiddetto complesso di castrazione, per il quale il bambino sente un senso di colpa per il proprio pene, che la mamma non ha, e arriva a pensare che possa arrivare a una punizione da parte del padre: la castrazione. È qui che inizia il tentativo di seduzione verso la madre e l’ostilità verso il padre. Per le bimbe compare invece l’invidia del pene, che viene considerato come una fonte di gratificazione.

 

Superare il complesso di Edipo

Il bambino supererà naturalmente il complesso di Edipo con la crescita. Tra i 5 e i 7 anni ci sarà la risoluzione del complesso di Edipo. Una volta inteso che non può sedurre la madre, sposterà la sua attenzione verso altre figure femminili e, interiorizzando il divieto, adotterà comportamenti simili a quelli del padre.

Avviene un’identificazione con la figura paterna: il bimbo inizia ad imitare il papà. È così che per Freud si crea il Super-io, alla base della moralità. Per le femmine avverrà un po’ più tardi il momento di identificazione con la mamma, che diventa un modello da imitare. Gli interessi iniziano a spostarsi verso ambienti che sono al di fuori della famiglia.

Dopo le tre fasi, il bambino entra nella fase di latenza, che va dai 6 anni alla pubertà. È un momento in cui la sessualità non viene espressa.

L’ingresso al periodo preadolescenziale segna la fine dell’infanzia. Durante l’adolescenza ci sarà una reviviscenza del complesso che si concentrerà sui rapporti esterni. Si passerà infine alla fase genitale, dove la libido torna nell’area genitale.

 

Consigli ai genitori per gestire questa fase

Il complesso di Edipo è una tappa chiave nello sviluppo della personalità e della sessualità del bambino e merita un’attenzione particolare dei genitori, che dovrebbero apportare chiarezza e serenità emotiva. Per far sì che il bambino cresca autonomo e in pace, è consigliabile spiegare al proprio figlio che non si potrà mai sposare con la mamma.

È bene ignorare i comportamenti possessivi, aumentare il valore del genitore visto come rivale ed aiutare il bimbo a canalizzare la rabbia. Il padre dovrebbe mostrare con autorevolezza e amore al figlio le regole da seguire, così che capisca che ci sono dei limiti ai propri desideri.


Conseguenze del complesso di Edipo non superato

Se il processo non evolve e il bambino continua ad essere attaccato patologicamente alla mamma, il complesso di Edipo potrebbe rimanere irrisolto. Questo potrebbe portare, secondo Freud, a disturbi di identità, di personalità e della sfera sessuale. Le situazioni tipiche di un individuo che non ha superato il complesso di Edipo sono:

  • Difficoltà a separarsi dalla famiglia e ad essere autonomo

  • Problemi a costruire o a mantenere relazioni di coppia o di amicizia

  • Approccio conflittuale con il sesso opposto

  • Idealizzazione del partner

  • Rabbia e tensioni represse

  • Incapacità di comunicazione

È interessante precisare che per molti professionisti, la teoria di Freud non è valida. In effetti, è difficile da applicare alle nuove forme di famiglia, come le monoparentali o le omoparentali.

Inoltre, non ci sono evidenze empiriche scientifiche che possano spiegare con chiarezza il complesso di Edipo. Al di fuori della scuola freudiana, ad esempio, è tipico dei bambini richiedere attenzioni ai genitori, così come ad altre figure, con delle modalità che possono sembrare seduttive.


 

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