Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA): cosa sono e caratteristiche

Pubblicato il 25 maggio, 2021  / Psicologia e dintorni
Disturbi Specifici dell'Apprendimento

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) sono un gruppo di disordini del neurosviluppo che si caratterizza per la persistente difficoltà nell'apprendimento delle abilità scolastiche in bambini con un normale livello intellettivo, tipica esperienza scolastica e d'istruzione e in assenza di alterazioni neurosensoriali tali da giustificare difficoltà così significative (Caselli, Vicari, 2013). Tali abilità risulteranno, quindi, inferiori a quelle attese per l'età del bambino, interferendo con il suo rendimento accademico.

Vediamo nel dettaglio i criteri diagnostici che vengono specificati nel DSM 5 per porre la diagnosi di DSA:

A – Difficoltà di apprendimento e nell’uso di abilità scolastiche, come indicato dalla presenza di almeno uno dei seguenti sintomi che sono persistenti per almeno 6 mesi, nonostante la messa a disposizione d’interventi mirati su tali difficoltà:

  1. Lettura delle parole imprecisa o lenta e faticosa;
  2. Difficoltà nella comprensione del significato di ciò che viene letto;
  3. Difficoltà nello spelling;
  4. Difficoltà con l’espressione scritta;
  5. Difficoltà nel padroneggiare il concetto di numero, i dati numerici o il calcolo;
  6. Difficoltà nel ragionamento aritmetico; 

B – Le abilità scolastiche colpite sono notevolmente e quantificabilmente al di sotto di quelle attese per l’età cronologica dell’individuo e causano una significativa interferenza con il rendimento scolastico o lavorativo o con la attività della vita quotidiana,come confermato da misurazioni standardizzate somministrate individualmente dei risultati raggiunti e da valutazioni cliniche complete.

C – Le difficoltà di apprendimento iniziano durante gli anni scolastici, ma possono non manifestarsi pienamente fino a che la richiesta rispetto a queste capacità scolastiche colpite supera le limitate capacità dell’individuo

D – Le difficoltà di apprendimento non sono meglio giustificate da disabilità intellettive, acuità visiva o uditiva alterata, altri disturbi mentali o neurologici, avversità psico-sociali, mancata conoscenza della lingua dell’istruzione scolastica o istruzione scolastica inadeguata Quindi potremo avere un disturbo specifico dell'apprendimento con compromissione dell'area della lettura (Dislessia), della scrittura (Disortografia e Disgrafia) e del calcolo (Discalculia) del quale va segnalata, al momento della diagnosi, la gravità. La prevalenza di DSA nella popolazione di lingua italiana oscilla tra il 2.5 ed il 3.5%.

Quando parliamo di disordini del neurosviluppo ci riferiamo ad una neurodiversità, cioè ad uno sviluppo del cervello del bambino che ha preso una "via differente" rispetto a quella della maggioranza della popolazione; di conseguenza il DSA accompagna la persona per tutta la vita. Però, con gli adeguati strumenti compensativi e dispensativi, e grazie a potenziamenti cognitivi specifici ed il giusto metodo di studio, il ragazzo potrà avere una carriera scolastica adeguata. Infatti,come già chiarito, un DSA ha un'intelligenza almeno nella norma, quindi sarà perfettamente in grado di apprendere come i suoi compagni di classe, solo che dovrà farlo usando metodi diversi e personalizzati.

Dobbiamo sempre ricordare che il nostro cervello (e soprattutto quello dei bambini) ha una neuroplasticità che ci permette di agire per potenziare le funzioni e le abilità carenti, se sappiamo come farlo.

I quattro disturbi specifici dell'apprendimento di cui stiamo parlando possono presentarsi tutti insieme o indipendentemente l'uno dall'altro: possiamo trovare bambini dislessici ma non discalculici, o bambini solo disgrafici e non disortografici e così via.


Come si diagnostica un DSA?

Per porre diagnosi di DSA c'è bisogno di effettuare una valutazione neuropsicologica del bambino. In primo luogo sarà fondamentale verificare il livello intellettivo, per escludere una disabilità intellettiva o un FIL (Funzionamento Intellettivo Limite). Solitamente, per questa verifica, si utilizza la Wechsler Intelligence Scale for Children IV (WISC IV). Questo strumento è utilissimo per valutare diverse aree del funzionamento intellettivo, quali la comprensione verbale, la velocità di elaborazione, il ragionamento visuo - percettivo e la memoria di lavoro.

Una volta appurato che l'intelligenza del bambino è nella norma, si passerà alla valutazione del livello degli apprendimenti; quindi il bambino sarà sottoposto a prove di lettura, scrittura e calcolo. Altri test specifici o batterie neuropsicologiche potranno essere utilizzate per valutare funzioni particolari: attenzione verbale selettiva, divisa e sostenuta, attenzione uditiva, memoria di lavoro, pianificazione, capacità di inibizione e controllo degli impulsi, flessibilità cognitiva, problem solving, ecc. Sarà discrezione del clinico decidere di approfondire un'area piuttosto che un'altra.
 

Che fare in presenza di una diagnosi di DSA?

Se la diagnosi è stata effettuata da uno psicologo privato potrà essere consegnata alla scuola che, come specificato nella circolare n°8 del 6 marzo 2013, deve accettare la certificazione del privato ed attivare un PDP (Piano Didattico Personalizzato) nel minor tempo possibile.

Riporto parte della circolare in questione:

"Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata, si raccomanda - nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate – di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010, qualora il Consiglio di classe o il team dei docenti della scuola primaria ravvisino e riscontrino, sulla base di considerazioni psicopedagogiche e didattiche, carenze fondatamente riconducibili al disturbo. Pervengono infatti numerose segnalazioni relative ad alunni (già sottoposti ad accertamenti diagnostici nei primi mesi di scuola) che, riuscendo soltanto verso la fine dell’anno scolastico ad ottenere la certificazione, permangono senza le tutele cui sostanzialmente avrebbero diritto. Si evidenzia pertanto la necessità di superare e risolvere le difficoltà legate ai tempi di rilascio delle certificazioni (in molti casi superiori ai sei mesi) adottando comunque un piano didattico individualizzato e personalizzato nonché tutte le misure che le esigenze educative riscontrate richiedono. Negli anni terminali di ciascun ciclo scolastico, in ragione degli adempimenti connessi agli esami di Stato, le certificazioni dovranno essere presentate entro il termine del 31 marzo, come previsto all’art.1 dell’Accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni sulle certificazioni per i DSA (R.A. n. 140 del 25 luglio 2012)".

Quindi, in attesa di una certificazione approvata dall'ASL, la scuola accetta quella del privato professionista ed agisce di conseguenza.

In aggiunta alle misure adottate dagli insegnanti, è molto importante che il bambino segua un percorso di potenziamento cognitivo che sarà personalizzato in base a quanto emerso dalla valutazione neuropsicologica, che farà leva sui suoi punti di forza per migliorare le funzioni cognitive più carenti. Allo stesso tempo è d'aiuto insegnare al bambino metodi di studio alternativi che possano essere più funzionali allo stato attuale dei suoi apprendimenti: è quindi consigliabile che lo studente venga seguito da un tutor specializzato.
 

La comorbilità con altri disturbi

Molto frequente è la compresenza di DSA e ADHD (Sindrome da Deficit dell'Attenzione e Iperattività). Uno studio longitudinale [Catts et al. 2005] ha anche dimostrato una significativa contiguità tra Disturbo Specifico del Linguaggio (DSL) e DSA; infatti una percentuale variabile tra il 16 e il 25% di bambini con DSL diagnosticato durante la scuola dell'infanzia presenta, in seguito, un DSA; allo stesso tempo, tra il 16 ed il 19% dei bambini con diagnosi di DSA ha presentato un DSL prima dell'ingresso nella scuola dell'infanzia.

Anche disturbi psicopatologici come ansia, depressione e disturbi del comportamento e della condotta sono frequentemente diagnosticati a bambini con Disturbo dell'Apprendimento. É chiaro che l'impatto emotivo di una palese difficoltà scolastica, nel bambino, è forte. Soprattuto quando il DSA non viene riconosciuto subito, il piccolo potrebbe sentirsi diverso dai suoi coetanei, meno capace, e quindi sviluppare vissuti emotivi depressivi e/o ansiosi oppure andare sul versante dei disturbi del comportamento. Ecco perchè è fondamentale avere una diagnosi entro il minor tempo possibile: un bimbo che sa di essere Dislessico e non "svogliato, stupido, pigro, ecc." (come spesso vengono etichettati i DSA) saprà anche che può compensare in modo ottimale, ma soprattutto avrà ben chiaro che la sua difficoltà non è dovuta a una sua colpa e che lui non è inferiore a nessuno. In altre parole, la diagnosi protegge il bambino.

Non posso che consigliare a tutti i genitori, qualora il loro bambino avesse problemi a scuola, di rivolgersi ad un professionista formato nell'ambito dell'età evolutiva, perchè questo è l'unico modo per proteggere il piccolo e assicurargli una vita scolastica (e non solo) serena e produttiva.

 

Letture consigliate:

  • Gianluca Lo Presti, “Nostro figlio è dislessico. Manuale di autoaiuto per i genitori di bambini con DSA” – Erickson editore.

 

Fonti:

- “Consenus Conference”, I disturbi evolutivi specifici dell’apprendimento: raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della Consensus Conference, Circolo della Stampa, Milano (2007), pubblicato integralmente sul sito aiditalia.it.

- Vicari, S., Caselli, M. C. (a cura di) (2010). Neuropsicologia dello sviluppo. Bologna: il Mulino.

- Vio, C., Tressoldi, P.E., Lo Presti, G. (2012). Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico. Trento: Erikson.