Effetto Pigmalione: cos’è la profezia che si autoavvera?

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effetto pigmalione


Effetto pigmalione: di cosa si tratta?

L’effetto Pigmalione o effetto Rosenthal è un fenomeno di suggestione psicologica per il quale le prestazioni di una persona vengono influenzate dalle aspettative di chi gli sta intorno. Questo meccanismo porta a un miglioramento dei risultati di una persona quando qualcuno si aspetta da quella persona dei risultati positivi.

Essere un pigmalione” significa tendere a plasmare una persona o un gruppo perché agisca come ci si aspetta o perché adotti i propri canoni comportamentali.

Pigmalione, nella mitologia greca, era re di Cipro e scultore. Si innamorò perdutamente di una donna, Galatea, e realizzò una statua della sua immagine. In seguito alle implorazioni rivolte agli dèi, la statua prese vita e Pigmalione la sposò.

L’effetto Pigmalione dà una spiegazione psicologica al fenomeno della “profezia che si auto-avvera”, per cui le aspettative si trasformano in realtà.
 

Esperimento di Rosenthal

L’effetto Pigmalione o effetto Rosenthal è stato identificato negli anni ’60 grazie agli studi del professore di psicologia di Harvard Robert Rosenthal e la maestra di scuola elementare Lenore Jacobson. Essi condussero un esperimento che spiegò la tendenza a adeguare il proprio comportamento in modo uniforme alle aspettative altrui.

Sembra che l’idea della loro investigazione derivi da un noto caso del ‘900 di un cavallo, di nome Clever Hans, che aveva l’abilità di risolvere problemi matematici. In realtà, secondo Oskar Pfungst, lo psicologo che lo studiò, l’animale utilizzava i segnali corporei dell’addestratore per cercare di cogliere l’opzione corretta.

Rosenthal e Jacobson ipotizzarono che anche nei bambini si potesse riscontrare una simile influenza delle aspettative.

Gli studiosi sottoposero i bambini di una scuola ad un test d’intelligenza, l’Harvard test of Inflected Acquisition e comunicarono agli insegnanti della scuola una lista di bambini che avevano ottenuto punteggi elevati, indice di un quoziente intellettivo (Q.I.) molto alto. Dissero agli insegnanti di tenere segreta questa lista e di trattare i bambini più intelligenti esattamente come gli altri.

In realtà tale test era una pura invenzione e i dati comunicati ai docenti sull’intelligenza dei bambini erano del tutto casuali.

Dopo un anno, fu riproposto il test d’intelligenza ai bambini. Si osservò che, in media, i bambini che erano sulla lista dei più intelligenti, avevano davvero sviluppato un punteggio superiore, con un Q.I. incrementato di 4 punti rispetto al resto della classe.

Dall’esperimento si concluse che l’aspettativa degli insegnanti durante l’anno condizionò positivamente il rendimento dei bambini reputati più dotati. Anche se tutti i bambini venivano trattati allo stesso modo, inconsciamente, gli insegnanti avevano trasmesso segnali diversi ai bambini a cui attribuivano un potenziale maggiore.

Questi risultati hanno messo in evidenza come le aspettative si traducano in profezie che si auto-avverano.

Si notò anche che questo fenomeno avveniva in maggior misura nelle classi di bimbi più piccoli. Si ipotizza che la ragione è che i più giovani sono più plasmabili, flessibili e più sensibili a segnali di manifestazione delle aspettative nei loro confronti.

Il sociologo Merton, già nel 1948, affermava che una supposizione o profezia, per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa sì che si confermi la veridicità stessa di quanto era stato formulato inizialmente e che si realizzi l’avvenimento preannunciato. Ed è proprio ciò che successe nell’esperimento di Rosenthal e che succede oggi nelle scuole: se l’insegnante ritiene che uno studente sia più o meno bravo, nutrirà delle aspettative che lo studente interiorizzerà e così manifesterà dei comportamenti che le confermino.
 

Effetto positivo vs effetto negativo

Se da un lato le aspettative positive di chi ci sta attorno possono condizionare positivamente i nostri risultati, dall’altro, le aspettative negative possono condizionarci negativamente e diminuire le nostre prestazioni, facendoci credere di avere dei limiti che in realtà non abbiamo.

Questo fenomeno è noto come effetto Pigmalione negativo o effetto Golem, dal nome di un gigante di argilla privo di facoltà intellettive del folklore medievale ebraico.

L’effetto Golem spiega una profezia che si autoavvera con un connotato negativo: gli altri si aspettano che non siamo in grado di fare qualcosa e noi ci convinciamo che realmente non possiamo farla e non ce la facciamo per davvero.
 

Effetto Alone

Un meccanismo diverso, ma con alcuni punti in comune con l’effetto Pigmalione è l’effetto alone.

Si tratta di quel fenomeno psicologico che ci porta a giudicare una persona solo sulla base di una sua caratteristica. Degli esempi tipici sono credere che una persona sia intelligente solo sulla base della sua bellezza esteriore o comprare un prodotto anche se di scarsa qualità perché ha una confezione attraente.

Ciò che emerge dagli studi su questo argomento è incredibile: la bellezza esteriore sarebbe in grado di cambiare la percezione di una persona. Gli esperimenti realizzati forniscono dati davvero sorprendenti, ecco degli esempi riguardanti le persone più belle fisicamente:

  • in sede processuale vengono condannate a pene più miti e a multe più basse

  • in sede d’esame tendono ad ottenere punteggi più alti

  • nei colloqui di lavoro hanno risultati migliori

  • in caso di emergenza hanno più probabilità di ricevere soccorso

  • in politica vengono elette con più probabilità

  • in generale vengono ritenute più felici nella vita e più realizzate professionalmente

  • addirittura, sembra che migliorare l’aspetto fisico dei carcerati con la chirurgia estetica sia più efficace della riabilitazione nel diminuire le probabilità che essi commettano nuovi reati una volta liberi.

L’effetto alone non si osserva solo con la bellezza, ma anche con lo status, con la ricchezza e con altre caratteristiche.

In un esperimento è stato studiato l’effetto alone sullo status sociale: veniva chiesto a diversi gruppi di stimare la statura di diverse persone, in realtà tutte della stessa altezza, che venivano presentate come studente, ricercatore o professore. All’aumentare dello status, veniva attribuita una statura più alta, in media di 5 cm.

Vi sono alcuni aspetti in comune tra effetto alone ed effetto Pigmalione. In entrambi i casi vi è una predisposizione positiva (o negativa), una specie di atteggiamento affettivo (o di avversione), che coinvolge la relazione tra due persone. Per esempio, un bambino che ha talento nella pittura, riceve oltre alle aspettative dell’insegnante, anche una sorta di rispetto del “pittore che è in lui”.

Tuttavia, l’effetto alone rimane un bias cognitivo, nonché una distorsione valutativa nei confronti di un individuo, mentre l’effetto Pigmalione è un condizionamento che coinvolge le due parti, come l’insegnante e l’alunno.
 

Caratteristiche ed esempi dell’effetto Pigmalione

L’effetto Pigmalione risalta l’importanza delle aspettative sociali, pertanto riguarda molti aspetti della vita. Vediamo degli esempi e degli esperimenti significativi:

  • Negli anni ’60, due ricercatori condussero un esperimento scientifico con 12 studenti e 60 ratti. Agli studenti fu detto che avrebbero dovuto insegnare a dei ratti a percorrere dei labirinti, e che per questioni genetiche i ratti erano di due tipi: un gruppo di ratti era particolarmente predisposto all’apprendimento di questo scopo, mentre un altro gruppo di ratti sarebbe stato incapace. 6 studenti dovevano fare da tutor ai ratti “intelligenti” e 6 studenti ai ratti “non intelligenti”. Le condizioni esterne dell'apprendimento erano uguali per tutti i ratti.

In realtà tutti i ratti avevano le stesse facoltà intellettive. Le prestazioni degli animali ritenuti intelligenti dai loro tutor erano ottime, mentre quelle degli animali ritenuti non intelligenti erano inferiori.

Dopo l’esperimento, gli studenti furono intervistati. Coloro che avevano creduto di avere a che fare con ratti intelligenti, consideravano i loro animali simpatici, li avevano accarezzati ed erano entusiasti dell’esperimento. Quelli che avevano creduto di avere a che fare con ratti meno intelligenti si erano comportati in modo opposto.

  • Nella famosa commedia Pygmalion (1928) di George Bernard Shaw, il “Pigmalione” è un professore di fonetica di nome Higgin, che scommette con il suo amico, il colonnello Pickering, che sarà in grado di trasformare una fioraia di un sobborgo (Eliza) in una persona raffinata, insegnandole le buone maniere e rendendola una donna d’alta classe sociale. Qui l’effetto Pigmalione sta nella convinzione delle potenzialità trasformative della donna, nelle aspettative nutrite verso di lei e nel modo in cui viene trattata: un insieme di fattori che funziona al punto che la donna si trasforma per davvero.

  • Il campo dell’educazione è quello dove più si è studiato l’effetto Pigmalione, grazie all’esperimento di Rosenthal. Oggi si sa che se un alunno pensa che l’insegnante nutra un’antipatia nei suoi confronti o crede che non valga, il risultato sarà un effetto demotivante e questo porterà l’alunno ad interiorizzare il pregiudizio negativo ed assumere un comportamento che andrà a confermare l’ipotesi iniziale, per esempio il ragazzo non avrà una buona condotta o dei buoni voti. Dal momento che le aspettative possono condizionare tanto il rendimento, l’effetto Pigmalione può essere usato in modo positivo e può aiutare gli insegnanti a essere dei buoni maestri.

  • In sociologia, l’effetto Pigmalione è stato molto studiato in relazione all’istruzione e alla classe sociale. I risultati in generale mostrano una correlazione positiva tra le aspettative del leader e le prestazioni di chi lo segue (i followers).

  • Sul lavoro, è stato dimostrato che chi riceve dal proprio capo feedback positivi e commenti sulle proprie capacità, sarà più produttivo e più soddisfatto professionalmente. La fiducia di chi assume dei ruoli più alti verso i suoi collaboratori è fondamentale per il successo personale e dell’intera azienda. Invece, la sottovalutazione e le aspettative negative nei confronti dei colleghi depotenziano le prestazioni lavorative e predispongono al fallimento.

  • Nello sport, l’atleta percepisce le aspettative dell’allenatore e sulla base di questa percezione la sua motivazione sarà più alta e le prestazioni migliori. Lo stesso meccanismo può avvenire in modo opposto: se l’allenatore non ha fiducia nell’atleta, il condizionamento assumerà connotati negativi, l’atleta non tirerà fuori il meglio di sé, credendo di non farcela, e le prestazioni saranno inferiori.

  • Nelle relazioni di coppia, se uno dei partner agisce da Pigmalione, potrebbe esercitare una sorta di autorità psicologica o fisica nei confronti dell’altro, con il rischio di sviluppare una dipendenza affettiva o creare aspettative eccessive.

  • Nel campo del soprannaturale, si sa che se riceviamo un oracolo, o anche se crediamo che per il fatto di appartenere a un segno zodiacale la nostra vita seguirà un percorso ben preciso, allora questa credenza condizionerà il nostro futuro, che si svilupperà in modo da confermare l'oracolo o le caratteristiche del segno zodiacale.


Come utilizzare l’effetto Pigmalione a proprio vantaggio?

È possibile utilizzare l’effetto Pigmalione a proprio vantaggio. Ecco alcuni consigli utili:

  • Possiamo agire sulle aspettative che noi stessi abbiamo sulle nostre possibilità di successo, nutrendoci di pensieri potenzianti e positivi, che rinforzino l’autostima, come “posso farcela” e “sono all’altezza”.

  • Bisogna difendersi dalle conseguenze negative (effetto Golem), analizzando le aspettative altrui e resistendo alla tentazione di uniformarsi ad esse, senza identificarsi con le opinioni di chi sta intorno.

  • Una strategia è utilizzare il “growth mindset”, che consiste nel pensare sempre alle situazioni in termini di “se lo voglio, posso migliorare” o “posso sviluppare le mie abilità fino ad avere successo”. In questo modo non ci si fossilizza su una visione precostituita di sé stesso e si pone l’enfasi sulla forza di volontà e la possibilità di cambiamento positivo.

 


Bibliografia:

  • Rosenthal, R. “Pygmalion in the Classroom. Teacher Expectation and Pupils’ Intellectual Development”, 1968

  • Aspettative dell’insegnante e sviluppo intellettuale degli allievi, trad. it. Franco Angeli, Milano, 1992. 5 R.K. MERTON (1949),

  • Watzlawick P. "Le profezie che si Autodeterminano" in AA.VV. 1988. La realtà inventata, Milano: Feltrinelli

  • Brown, R. “Psicologia sociale dei gruppi”, Il Mulino, 2000

  • Merton R.K. "La profezia che si autoavvera", 1970

  • Zusne, L. (1984). Biographical Dictionary of Psychology. Greenwood Press.

  • Maurizio Mazzotta, Come educare alla creatività, Giunti Lisciani editori.

  • G.B. SHAW (1913), Pigmalione, trad. it. Oscar Mondadori, Milano, 1993. Quaderni di Intercultura Anno IX/2017 ISSN 2035-858X DOI 10.3271/M57 192