Alcune problematiche sociali sulla sessualità

Conoscere meglio il "codice rosso"

Pubblicato il 6 maggio, 2021  / Sesso e Amore
violenza sessuale

Credo che ognuno di noi abbia sentito parlare in modo più  o meno approfondito del famoso Articolo 609 bis,  conosciuto generalmente anche come " Codice Rosso ".

I media, soprattutto la Tv, in questo periodo di pandemia, hanno più  e più  volte ricordato questo Articolo, introdotto non da molto nel Codice Penale Italiano, attraverso la omonima legge firmata e resa attuativa a tutti gli effetti dal Presidente della Repubblica Italiana dott. Sergio Mattarella.

Orbene, come spesso accade, sebbene il pensiero possa corrompere il linguaggio, spesso succede ( soprattutto attraverso i media ) che anche il linguaggio possa corrompere il pensiero, rendendo, di fatto, abbastanza "difficile" o per meglio dire, un po'  meno chiaro, quale è il vero contenuto della legge in questione ( n.d.r. come di molte altre ) .

Penso quindi che rinfrancarne alcuni punti, senza scendere in diatribe giuridiche o legali, che non sarebbero opportune in questa sede, sia oltremodo profiquo, anche perché ciò  permette di introdurre un'altro importante tema, che qui riassumo  in poche righe, e cioè:

" Una volta verificatisi gli eventi più o meno traumatici sottintesi dalla Legge, come possiamo farvi fronte, sotto il profilo umano e personale? " È giusto chiederselo poiché, ognuno di noi, cosi come diverso "biologicamente" e quindi fisicamente dagli altri suoi simili, lo è  anche "psicologicamente" soprattutto  nel modo in cui reagisce ad un "comportamento" dato.

L'ordinamento italiano, definisce nel suddetto articolo di legge, la violenza sessuale quale un " delitto" di violenza sessuale appunto, e prevede la competenza di un Tribunale monocratico in grado di procedere analizzando la "querela della persona offesa" che è  considerata " irrevocabile ", entro un anno dalla consumazione del delitto.

Testualmente si legge :

" CHIUNQUE, CON VIOLENZA O MINACCIA O MEDIANTE ABUSO DI AUTORITÀ COSTRINGE TALUNO A COMPIERE O SUBIRE ATTI SESSUALI È  PUNITO CON LA RECLUSIONE DA SEI A DODICI ANNI. ALLA STESSA PENA SOGGIACE CHI INDUCE TALUNO A COMPIERE O SUBIRE ATTI SESSUALI" 

Già da questa formulazione ci accorgiamo del livello di gravità della situazione affrontata dalla legge 609 bis e segg. del codice penale italiano.

Si fa anche riferimento ad eventuali "condizioni di inferiorità fisica o psichica, della persona offesa al momento del fatto", nonché alla possibilità  di "trarre in inganno" e/o sostituirsi ad altra persona al fine di perpetrare tale delitto.

Come possiamo notare il quadro previsto dal legislatore è abbastanza vasto, includendo anche " la violenza sessuale e di gruppo" ( art. 609 octis ), i coautori della quale sono puniti sempre con la reclusione dai sei ai dodici anni.

Altre note importanti da segnalare, sono le seguenti, nella fattispecie:

È prevista la pena dai 9 ai 18 anni se la violenza è commessa nei confronti di una persona che non ha compiuto 14 anni, nei confronti di una persona della quale il consapevole sia l'ascendente, ovvero il genitore ( anche adottivo) o il tutore;

Se nel compiere il delitto si fa uso di armi e/o di sostanze alcoliche, narcotiche e stupefacenti, o di altri strumenti che possono essere considerati gravemente lesivi per la salute della person offesa; 

Se la persona offesa è comunque sottoposta a limitazioni della liberta personale, ecc. ecc.

Questa Legge, della quale stiamo parlando, è del 17 luglio 2019, ed è  stata approvata definitivamente dal Senato della Repubblica Italiana, a tutela delle vittime della violenza domestica e di genere, per coloro che subiscono atti persecutori, violenze e maltrattamenti gravi, per porre fine ad una vecchia diatriba giuridico-legislativa inerente notevoli " limiti " del vecchio codice penale, che distingueva fra due distinte fattispecie delittuose:

- La violenza carnale;

- Gli atti di libidine violenta; 

Se ci siamo permessi di ricordarla è solo per rimarcarne il grande intrinseco VALORE sul piano sociale, politico, giuridico e, per dirla con parole semplici, soprattutto UMANO.

Ciò che succede quotidianamente e che non vorremmo succedesse ancora, è  purtroppo smentito dalla attualità, e la legge, non essendo retroattiva, come tutte del resto, cerca di orientare ed aiutare le persone a far fronte a crescenti problematiche sociali che vedono sempre più la persona o alcuni individui particolari, vittime di questa o quella situazione.

Al fine di aiutare queste persone ed allo scopo di trovare soluzioni valide affinché la loro vita possa procedere meglio, anche la psicologia e la psicoterapia, possono oggi, anzi devono, aver coscienza che tali problemi esistono così come esistono mezzi e strumenti, per meglio dire specifiche metodiche, che permettonono ai soggetti interessati di usufruirne, per superare traumi, shock, esperienze assolutamente negative o disconnessioni psico-emotive profonde, che a lungo termine possono compromettere del tutto la loro vita, emozionale, familiare e sociale.

La tecnica definita E.M.D.R. è  una delle più importanti metodologie, che permette di elaborare traumi di diversa natura, in base alla caratteristiche psicologiche dell'individuo; Essa è basata su una "rievocazione del vissuto" attraverso l'utilizzo di un testo schematico, nel quale si riassumono tutti i tipi di shock e traumi subiti, utilizzando quelle che vengono definite " cognizioni " negative, confrontandole seduta stante con " cognizioni " positive.

E.M.D.R. significa testualmente EYE MOVEMENT DESENSITISATION AND REPROCESSING, ed è stata inventata ed elaborata dal Prof. Salomon e dalla Francine Shapiro, Ph.D. ed in Italia è stata introdotta presso la Scuola di Formazione Ericksoniana di Milano, facente parte dell'European Association for E.M.D.R. Research Foundation.

Oltre ad essere utilizzata da diverso tempo da noti psichiatri e psicoterapeuti statunitensi e non solo, essa, forse, non tutti sanno che, venne anche praticata con successo, dopo il tristemente noto disastro delle "Torri Gemelle" di New York.

A causa di quell'evento, infatti, i sopravvissuti, per periodi diversi, vennero tutti sottoposti ad apposite sedute che utilizzavano nello specifico appunto l' E.M.D.R. al fine di superare lo stress post-traumatico.

Concludo questo articolo ricordando che questa modalità psicoterapeutica, assieme ad altre, funziona nel breve e lungo termine, anche con donne o minori che sono stati abusati, maltrattati o che abbiano subito altro.