Teoria gender, identità di genere e orientamento sessuale

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Teoria gender

Il termine inglese gender viene tradotto con il termine italiano genere, sesso. Il genere è un costrutto sociale, mentre il sesso è un aspetto biologico. Ciascuno percepisce il proprio genere indipendentemente dal fatto di essere di sesso maschile o femminile. Alcuni si sentono una via di mezzo o nessuna delle due cose. Quindi, il termine gender indica l'appartenenza ad uno dei due sessi sulla base dei condizionamenti culturali, educativi e ambientali cui ciascuno è soggetto.

Per identità di genere si intende l’insieme dei comportamenti collegati all’essere femmina e all’essere maschio che concorrono a definire l’appartenenza al genere maschile o femminile. L'identità di genere può essere correlata al sesso assegnato alla nascita o può differire da esso. Infatti, il termine cisgender indica le persone la cui identità di genere corrisponde al genere e al sesso biologico assegnatogli alla nascita. Al contrario, è definita transgender la persona che presenta un'identità di genere diversa dal sesso e/o dal genere alla nascita.

Attualmente non si è giunti a una piena comprensione dello sviluppo dell'identità di genere nell'individuo. Non si è definita con precisione l'età entro la quale l'identità di genere sia definitivamente formata e risulta molto variabile anche l'età in cui potrebbero sorgere eventuali disagi legati all'identità di genere. Certamente concorrono diversi fattori, biologici e sociali, che potrebbero avere un ruolo nella sua formazione. I fattori biologici che possono influenzare l'identità di genere includono i livelli ormonali sia in fase prenatale che nelle fasi successive. I fattori sociali, invece, includono le informazioni relative al genere portate da famiglia, mass media e le altre istituzioni.

Orientamento sessuale invece è un concetto che non ha niente a che vedere con l’identità di genere. Esso indica l’attrazione erotica ed affettiva per un sesso o per l’altro o per entrambi, per cui si parla rispettivamente di omosessuale, eterosessuale, bisessuale. Orientamento sessuale rimanda all’idea di una certa stabilità nelle forme d’attrazione sessuale, all’idea che la personalità si organizzi in modo duraturo, per quanto sempre esposto al mutamento.

Il ruolo di genere, invece, indica una serie di norme comportamentali determinate dalla cultura associate ai maschi e alle femmine in un dato gruppo o sistema sociale. In altre parole, ogni contesto socioculturale riconosce dei comportamenti, degli stereotipi e delle attitudini come propri di un dato genere.

A seconda dell'identità di genere e dell'orientamento sessuale vi sono diverse tipologie di individui:

Cisgender

Si riferisce alle persone la cui identità di genere corrisponde al sesso assegnato alla nascita.

 

Cishet

È l’abbreviazione di cisgender heterosexual (cisgender eterosessuale). In questa definizione viene introdotto l’orientamento sessuale. Sei Cishet se hai gli organi genitali femminili, ti senti donna e ti piacciono gli uomini o se hai gli organi genitali maschili, ti senti uomo e ti piacciono le donne.

 

Trans

È l’abbreviazione di transgender o transessuale. Trans è una condizione in cui il sesso attribuito alla nascita non corrisponde al genere.

 

Eterosessuale

Una persona che si sente attratta da persone del sesso opposto. Per esempio una donna da un uomo, e viceversa.

 

Omosessuale

Chi si sente attratto da persone del suo stesso sesso: si usa gay per gli uomini e lesbica per le donne.

 

Queer

Queer è un termine inglese che significa strano, insolito per indicare qualcuno che rifiuta la visione binaria del genere, perché non si sente né maschio, né femmina. Può sentirsi entrambi o nessuno dei due.

 

Genderfluid

È una persona che percepisce il suo genere in modo fluido, accettando che possa cambiare nel tempo o a seconda delle situazioni.

 

Agender

Chi rifiuta di appartenere a un genere viene definito in molti modi: agender, nogender, non binario.

 

Ermafrodito o intersessuale

Il termine ermafrodito è usato per descrivere persone che presentano organi genitali ambigui. Invece, il termine intersessuale è molto più ampio e moderno. L'ermafrodito presenta contemporaneamente organi genitali maschili o femminili ben riconoscibili e definiti oppure una condizione intermedia fra i due. Con la pubertà si sviluppano i caratteri sessuali secondari di tutti e due i generi: baffi, seno, ciclo mestruale, un notevole squilibrio ormonale. In genere gli ermafroditi, come gli intersessuali, vengono corretti alla nascita in maschi o femmine al 100%. Non sempre, però, il sesso assegnato corrisponde al genere a cui la persona sente di appartenere o l'anatomia non corrisponde ai cromosomi sessuali.

 

Androgino

Questo termine, diverso da ermafrodito, si riferisce ad una persona che ha un aspetto ed un comportamento in parte sovrapponibile a quello del sesso opposto, pur conservando gli organi genitali del proprio sesso biologico.

 

Pansessuale

È una persona che è attratta dalle altre persone indipendentemente dal genere. Il pansessuale si differenzia dal bisessuale per il fatto che non tiene in alcuna considerazione, come fattore discriminante, il fatto che la persona abbia gli organi genitali maschili o gli organi genitali femminili, ma si sente attratto o si innamora di lui o di lei solamente in quanto persona, indipendentemente dai caratteri sessuali.

 

Bisessuale

Le persone bisessuali sono attratte sia da persone del loro genere, sia da altri generi che non devono essere per forza etichettati come maschili o femminili (per esempio queer). La bisessualità è un orientamento sessuale, non coinvolge l’identità di genere. La persona vive in modo soddisfacente la propria appartenenza al genere maschile o femminile e non ha alcuna intenzione di intervenire per modificare i propri caratteri sessuali.

 

Sapiosessuale

È qualcuno attratto dall’intelligenza più che dal genere o dal loro sesso genetico.

 

LGBT

LGBT è un acronimo di origine anglosassone che tiene insieme le parole lesbica, gay, bisessuale e transgender.

 

Kink

È il termine che si usa per definire chi ama le pratiche sessuali non convenzionali come: sadismo, masochismo, feticismo, voyeurismo, sesso di gruppo, ecc...

 

Dragqueen

È un’artista, in genere di sesso maschile, che si traveste con abiti iper-femminili, si trucca in modo esagerato e appariscente, e si esibisce in spettacoli di canto e ballo.

 

Travestito

È un termine obsoleto. In genere si parla di travestitismo quando una persona ama vestirsi in modo da camuffare il suo sesso biologico e sembrare del sesso opposto, cioè un uomo vestito da donna e viceversa. L'indossare indumenti del sesso opposto, in inglese cross-dressing, è fonte nel soggetto travestito di eccitazione sessuale. Spesso si tratta di maschi eterosessuali.

 

Nel DSM-5 (Manuale diagnostico e statitisco dei disturbi mentali) la disforia di genere si trova in una categoria a sé stante, ove il disturbo stesso è la sofferenza provata dagli individui il cui sesso assegnato alla nascita non coincide col genere percepito. Secondo il DSM-5, i criteri diagnostici per identificare l'incongruenza di genere negli adolescenti e negli adulti sono i seguenti:

A. Una marcata incongruenza tra il genere esperito/espresso da un individuo e il genere assegnato, della durata di almeno 6 mesi, che si manifesta attreverso almeno due dei seguenti criteri:

  1. Marcata incongruenza tra genere esperito/espresso da un individuo e le caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie (oppure, in giovani adolescenti, le caratteristiche sessuali secondarie previste).

  2. Un forte desiderio di liberarsi delle proprie caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie a causa di una marcata incongruenza con il genere esperito/espresso (oppure, nei giovani adolescenti, un desiderio di impedire lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie attese).

  3. Un forte desiderio per le caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie del genere opposto.

  4. Un forte desiderio di appartenere al genere opposto (o un genere alternativo diverso dal genere assegnato).

  5. Un forte desiderio di essere trattato come appartenente al genere opposto (o un genere alternativo diverso dal genere assegnato).

  6. Una forte convinzione di avere sentimenti e le reazioni tipici del genere opposto (o di un genere alternativo diverso dal genere assegnato).

B. La condizione è associata a sofferenza clinicamente significativa o a compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

 

Prima e durante la prima metà del XX secolo, la psicologia considerava l'omosessualità come una vera e propria malattia mentale. Già a partire da Sigmund Freud l'omosessualità non viene più considerata tale ma soltanto un arresto nel corso dello sviluppo. Egli espone per la prima volta le sue teorie sulla sessualità nel 1905 nei Tre saggi sulla teoria sessuale. Nel 1935 in una Lettera a una madre americana (Jones, 1953, p. 236) datata 9 aprile dichiara che: «Sicuramente l'omosessualità non è un vantaggio, ma non è nulla di cui ci si debba vergognare, non è un vizio, non è una degradazione, non la si può classificare come una malattia: la consideriamo come una variante della funzione sessuale, provocata da un certo arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili del presente e del passato lo erano, e tra di loro alcuni dei più grandi mai esistiti. È una grande ingiustizia e anche una crudeltà perseguitarla come fosse un crimine…»

Per Carl Gustav Jung, invece, l’omosessualità deriva da un’identificazione con le componenti controsessuali, che nel maschio sono rappresentate dalla sua “Anima” e nella femmina dal suo “Animus”. La personalità di un uomo identificato con l’Anima assume una inclinazione femminile che lo indurrà a ricercare un partner maschile. Il contrario succede con la donna identificata con il suo Animus. Jung riconosce al maschio omosessuale numerose doti positive derivanti dall’elemento femminino più sviluppato: senso estetico, capacità di immedesimazione, senso dell’amicizia, tenerezza, il donarsi e l'accogliere.

 

Fonti:

  • Biondi, M. (a cura di) (2012), DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Milano, Raffaello Cortina Editore
  • Freud, S. (1905), Tre saggi sulla teoria sessuale, Torino, Bollati Borighieri 2012
  • Jones, E. (1953), Vita e oper di Sigmund Freud vol. III, Milano, Il Saggiatore 1995