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Crisi d’identità e d’amore
Sono una giovane ragazza di 25 anni e sto insieme al mio ragazzo (27 anni) da più di quattro anni. In momento sto finendo la magistrale all’estero, dove mi sono trasferita da poco e ormai da un paio di anni viviamo la nostra relazione a distanza. Da poco il mio fidanzato mi ha chiesto di andare a vivere insieme post laurea, per un periodo determinato, ma io ho rifiutato. I motivi sono tanti ma uno di questi è che io mi sento di non essere pronta a vivere con lui sotto lo stesso tetto, inoltre mi sentirei in trappola. Lui è una persona meravigliosa, presente e comprensiva. Gli ho parlato dei miei dubbi sulla nostra relazione di recente e lui mi ha dato la migliore delle risposte: qualunque sarà la mia scelta, lui mi ama ed è pronto a fare tutti gli sforzi necessari per venirmi incontro, se lo desidererò.
Purtroppo io non sono così sicura dei miei sentimenti, in generale faccio fatica a parlare di amore anche in terapia. È come se io fossi molto fredda a riguardo. Mi sento sposata nonostante la mia (nostra) giovane età e mi chiedo quindi come sarà tra 2 o 10 anni.
Non c’è nulla che non vada di per se: mi fa ridere, è comprensivo e passiamo del tempo di qualità insieme. Ma questa non è la prima crisi che affronta il nostro rapporto: due anni fa io ho avuto un’altra “relazione” durante una pausa che avevo chiesto per poi pentirmene e ritornare insieme due mesi dopo.
All’epoca ciò che mi mancava era una maggiore libertà e l’intesa intellettuale.
Io e lui siamo diversi, quindi alle volte sento di non essere pienamente soddisfatta quando parlo del mio mondo, dei miei studi, ecc Nonostante lui cerchi di stare il più attento possibile.
Tutto questo si mescola al fatto che nell’ultimo periodo, dopo un anno passato in maniera depressiva a causa della chiusura di un rapporto di amicizia molto importante, sono ossessionata dal passare del tempo. So che risulta ridicolo ma mi sento vecchia con questi 25 anni addosso, mi fa paura farne 26, nonostante io desideri avere il privilegio di invecchiare. Alle volte mi rattristisco e spavento nel guardare come cambiano i dettagli della mia pelle. Quando vado in bagno per la doccia, mi spoglio e osservo dei dettagli che prima non avevo notato, sento il mio corpo sfiorire. A essere sincera trovo dettagli del corpo semplici e normali, assolutamente mostruosi. Sento come se il periodo più bello della mia vita l’avessi già vissuto e mi dispero a pensare che non tornerà mai più. Mi colgono “attacchi” di nostalgia che mi recano sensazioni fisiche, mi si stringe il cuore, divento emotiva, mi metto a piangere. Quando vedo delle donne sui 40/50 alle volte ne rimango scioccata pensando che anche io diventerò così, che la vita sfiorirà. E non perché io le trovi brutte o qualcosa del genere, ma perché vedo come la vita scorre veloce…
So che non avrò più tutto questo tempo per leggere e per studiare, per capire chi sono, per diventare qualsiasi persona io desideri diventare. So che il mio corpo diventerà sempre più debole, vene e rughe saranno evidenti, i capillari delle gambe si spaccheranno, i capelli cadranno.
Sono terrorizzata che un giorno sarà tutto così monotono e piatto, quasi svuotato di emozioni, che non mi sarà possibile stare fuori tutta la notte a guardare la luna e che non incontrerò più me stessa in maniera autentica.
Se penso di lasciare il mio ragazzo penso che potrei commettere l’errore più grande della mia vita, che qualcuno così meraviglioso non lo troverò mai. Alle volte ho paura che questi dubbi siano frutto di pensieri adolescenziali e che quindi io stia buttando una relazione seria e sana per nulla. Forse vorrei sentirmi slegata da questo vincolo in questa nuova città per sperimentare nuove versioni di me stessa, ma faccio fatica a decidermi. La cosa che mi preoccupa di più è che lui non avrà dubbi, lui mi sposerebbe domani e che quindi la decisione ricadrà al 100% su di me. È che io non ho una grande considerazione di me stessa e quindi non mi fido molto del mio giudizio…
Mi sento fragile e non in grado di prendere una decisione ma dall’altra parte sento che il tempo per agire è ora..visto che la vita scorre veloce.
Desiderio sessuale,ansia da prestazione o autosabotaggio?
premetto che sono un paziente con Doc. (mutabon, gabapentin, carbonlitium)
di 46 anni... la terapia negli anni ha dato ottimi risultati... recentemente dopo una lunga malattia di mesi è morto mio padre... ora mi devo adattare alla nuova realtà... sto frequentando una donna44, divorziata, con figli e sempre impegnata al lavoro... il tempo a disposizione è poco... e fare l'amore è un pò problematico... in più mi sta salendo un ansia da prestazione... lo psichiatra mi ha detto ce il cialis sarebbe un buon aiuto... io nel frattempo nonostante mi trovi bene con LEI mi chiedo se ho un vero desiderio sessuale per lei... (diciamo fisicamente nn ha il fisico d una 20enne, gravidanza è un pò sovrappeso etc... ) è un DUBBIo... ho tanta voglia di vederla, ho voglia di abbracci e di carezze è un periodo pesante a volte penso di essere innamorato come non lo ero da anni...
cosa devo fare?
SEMPLICEMENTE vivere... ?
P.s. è ansia da prestazione o una autosabotaggio del DISTURBO OSSESSIVO?
grazie
Desideri del mio ragazzo
Salve a tutti io e il mio ragazzo abbiamo una bellissima relazione, Con alti e bassi come tutti e anche se può essere poco gradito o doloroso ci diciamo tutto, lui di recente è saltato che per soddisfare i suoi fetish poteva essere utile avere una relazione aperta, gli ho risposto che sono totalmente contraria perché una relazione è tra due persone e allora lui è saltato fuori se fosse giusto che rimanesse insoddisfatto. Perché a lui piacerebbe ricevere sesso orale, cosa che io pratico solo col preservativo perché ho un senso del gusto molto spiccato e non a lungo perché mi fa' un male la mandibola, poi vorrebbe praticare sesso anale ma anche lì sono contro perché ho un' ano sensibile, ma poi per i luoghi o posizioni non ho niente da dire. Quindi lui mi ha fatto presente che ci sono dei suoi desideri insoddisfatti, Come dovrei fare? potrebbe ripercuotersi sulla nostra relazione in maniera significativa?
2 risposte - LeggiAiutatemi a capire che tipo di problema c'è dietro questo comportamento
Mi ha lasciato dalla sera alla mattina, travolta dal ritorno di pensieri legati al suo ex.
Ci siamo conosciuti quest’estate e tra noi è scattata subito una forte chimica. Lei era in crisi in una relazione di cinque anni e, nonostante io inizialmente cercassi di tenere le distanze per lucidità e difesa, ha insistito: ha lasciato l’ex e per un mese mi ha corteggiato con determinazione. Alla fine ho ceduto, perché mi piaceva molto.
La relazione è partita in modo intensissimo: coinvolgimento totale, grande felicità, condivisione continua. In pochi mesi abbiamo bruciato le tappe: amici, viaggi, vita quotidiana insieme. Mi presentava come l’uomo della sua vita, diceva di amarmi e di non essere mai stata così felice. Mi ha proposto di provare a convivere e abbiamo iniziato, con l’idea che fosse qualcosa di reversibile.
È durata una settimana.
Fino al giorno prima era tutto normale: progetti, serate con amici, intimità. Poi una mattina si è svegliata molto turbata da un sogno in cui i parenti del suo ex la prendevano a sassate. Da lì mi ha detto di sentirsi a disagio per la convivenza. Io ho proposto di fare un passo indietro, tornare ognuno a casa propria. Ha accettato, dicendo che non c’erano dubbi sul rapporto. Il giorno dopo, però, mi ha detto che se non vedeva un futuro con me allora non ero la persona giusta. Due giorni prima mi diceva “ti amo”.
Nel confronto successivo ha ammesso di essere tornata a pensare all’ex, anche a causa delle pressioni familiari, soprattutto della sorella, che le aveva detto che aveva corso troppo, che non si era presa tempo dopo la rottura e che stava vivendo una vita “da sposata” troppo presto.
Non c’erano stati segnali prima. Io avevo abbassato le difese perché la sentivo sincera e felice. Alla fine ha minimizzato tutto, parlando di leggerezza, immaturità, di una “bella parentesi” da conservare, mentre io riconosco il valore raro di ciò che si era creato.
È stato come accelerare fino a 150 km/h e poi tirare il freno a mano all’improvviso.
Io sono rimasto lì, con i pezzi ancora sparsi.
Non so che fare
Io non lo so se i miei sogni potranno mai realizzarsi.
Tempo fa una persona mi ha detto che i miei sogni mi verranno soffocati, io non gli ho risposto, non so se avrà torto o ragione. Però io mi sto impegnando, perché io mi impegno sempre quando ad una cosa ci tengo per davvero.
Mia madre mi dice che ho un'infinita pazienza. Perché? Molto semplice, perché sto con quello che è il mio ragazzo e dovrebbe diventare il mio futuro marito. Uso il condizionale perché mica è tanto sicuro che ci sposeremo.
Ho passato 4 anni da incubo in cui io lo rincorrevo e assecondavo tutti i capricci: oggi non voglio uscire, stasera c'è la partita, oggi mi devo vedere con i bro, stasera andiamo al porto a bere, tu non me la dai mai- che poi, quanto è brutto pretendere da una persona di voler avere un rapporto sessuale?- stasera voglio andare lì, no questo non mi piace e non si fa, no tranquilla che il lavoro lo trovo a settembre, la tesi devo solo inviarla al relatore... Tutte cazzate che sono rimbombate nella mia testa per anni.
Ad un certo mi sono detta: adesso basta. Ho trovato, quasi per caso, un ragazzo dolce che, per la prima volta nella mia vita, mi ha ascoltata. Non me ne fregava niente del suo aspetto estetico, era la sua dolcezza quello che mi attraeva. E mentre il mio fidanzato si destreggiava tra un Campari e un Negroni, io mi sfogavo con l'altro.
Alla fine avevo trovato il coraggio di lasciare il mio fidanzato. Lasciarlo non mi ha dato una particolare soddisfazione, quella è arrivata dopo quando l'ho visto soffrire. Per la prima volta ho visto lui versare lacrime per me. Non mi sono sentita cattiva, lui per me se lo meritava. Se l'era cercata decisamente.
Tuttavia con l'altro il rapporto non era particolarmente idilliaco: era praticamente assente e avevamo un modo di vivere la vita diverso. Molto spesso con lui mi annoiavo, mi mancava fare le cose che facevo prima.
Ero ossessionata dall'idea che il mio ex fidanzato mi avrebbe dimenticata. Così, dopo 4 mesi, siamo ritornati insieme. All'inizio eravamo felici. Non mancavano i momenti di rabbia in cui lui mi rinfacciava quei dannati 4 mesi in cui ci siamo lasciati, però tutto sommato eravamo felici. Ho fatto davvero di tutto per cercare di far andare bene le cose.
Un giorno incontriamo l'altro ragazzo, la reazione del mio ragazzo è stata violenta, voleva picchiarlo, ma io l'ho fermato. Una volta tornata a casa, ho mandato un messaggio all'altro chiedendogli di non denunciarlo. Lui non l'ha fatto. Io in quei giorni non sapevo cosa fare: rimanere con il mio ragazzo che non riusciva a superare tutto o rimanere da sola? Avevo inizialmente deciso di rimanere da sola, l'altro voleva incontrarmi a tutti i costi, ma io non volevo, ho evitato. Qualche giorno dopo, il mio ragazzo si è presentato fuori dalla mia palestra, l'altro ha cercato di avvisarmi forse per proteggermi, ma il mio ragazzo voleva solamente scusarsi. Io l'ho perdonato e siamo ritornati insieme. Da quel momento in poi ho chiuso definitivamente ogni rapporto con l'altro. A novembre io e il mio ragazzo ci siamo detti: "Ma perché non ci sposiamo?" e siamo subito andati a prenotare in chiesa, sala ricevimenti, abbiamo preso casa insieme.
Poi ecco, il 2026. Lui perde il lavoro (un lavoro che aveva trovato quando ci eravamo lasciati), cade nello sconforto più totale. Io, per tirarlo su di morale, cerco di stargli vicino spronandolo, ma lui mi allontana, preferisce rimanere a casa a giocare alla Switch piuttosto che stare con me. Giorno dopo giorno, mi sembra che tutto sia tornato come 2 anni prima: il suo disinteresse, la sua mancanza di affetto, la sua pigrizia, la sua mancanza di prospettive per il futuro. E a me questo fa paura, mi fa stare male. Oggi mi sono chiesta: ma vale davvero la pena sacrificare tutta la mia vita per una persona così?
Io non mi sento completamente felice, non mi sento completamente amata. Avrebbe dovuto riempirmi di attenzioni, di regali. Anche questa fase di preparazione al matrimonio non è come mi aspettavo. Io non sono molto felice. Vedo altre coppie che si amano davvero, ragazze che sfoggiano anelli con diamanti e vanno a Parigi. Io non ho mai avuto tutto questo. Ho paura anche di pretenderlo perché altrimenti lui mi rinfaccerebbe il fatto che io sia stata con un'altra persona per 4 mesi. Tuttavia mi rendo conto che non è vita questa. Io non so davvero cosa fare, so solo che non mi merito tutto questo. Cerco in un modo o nell'altro di distrarmi con lo studio e con il lavoro, però poi quando ci sono quei momenti in cui guardo la mia vita dall'esterno, come quando si guarda alla finestra, io mi rendo conto che non è questo il futuro che avrei voluto per me.
Non so che fare.
Crisi relazione
Buongiorno, sono una donna di 34 anni che vive da 16 anni una relazione con l’unico fidanzato della vita. Dal 2021 stiamo cercando casa per andare a convivere (nel frattempo entrambi viviamo ancora con le rispettive famiglie) ma senza aver concluso niente, giustificato dal fatto che io ho un lavoro precario e lui, nonostante il contratto a tempo indeterminato, ha il timore di perdere il lavoro. Inoltre, lui ha più volte sollevato il dubbio che io possa andarmene appena iniziata la convivenza e il timore di spendere i soldi, con il rischio di rimanere senza. A ciò ho sempre proposto come soluzione l’affitto, che però è stata bocciata per via della scarsa disponibilità di immobili, spazi ridotti rispetto alla casa dei genitori e la difficoltà di adattamento ad un contesto più caotico. Io mi ritrovo quindi a voler andare via di casa, immaginandomi di volerlo fare insieme, e lui che a parole mi dice di voler iniziare la convivenza, ma con i fatti mi dimostra il contrario. Il tutto condito da anni di trattamenti ambigui da parte sua, come la totale assenza di interesse per il mio lavoro, giudizi sul mio modo di vestire e comportarmi e mesi di litigate dovute proprio a questo mio desiderio di indipendenza e autonomia. Ad aprile 2025 mi era stato proposto da sua madre di andare a convivere nell’appartamento al piano terreno della loro villetta bifamiliare, cosa che avevo accettato con gioia, salvo poi rimangiarsi tutto a settembre, facendomi piombare nella delusione e nello sconforto. In questo momento sono quindi in profonda crisi, sentendomi estremamente delusa e sola in questa relazione che sembra non portare da nessuna parte, ma anche spaventata dall’idea di interrompere la relazione. Mi sembra di navigare da sola su una barchetta piccola a cui ogni tanto lui si attacca con una corda legata ad un salvagente per farsi trascinare. Ho più volte detto che sono disposta ad andare via da sola di casa e continuare la relazione così com’è adesso, cioè vedersi nel weekend. Ma in realtà mi rendo conto che non è come vorrei vivere la relazione. Vorrei chiedere quindi un aiuto a capire cosa suggerisce il suo atteggiamento e se quella che stiamo vivendo sia o no una relazione sana.
Ringrazio in anticipo per l’aiuto ricevuto.
Perché mia moglie ha bisogno di questa fantasia?
Buongiorno
Mia moglie ed io siamo sposati da 21 anni.
Io no ho 47 e lei 42, abbiamo due figli.
La nostra vita matrimoniale è tutt'ora serena, solo qualche litigio qua e là, i figli crescono e noi stiamo bene insieme.
Sul fronte del sesso ho un dubbio.
Qualche mese fa ho scoperto sul suo cellulare un'applicazione, un po' nascosta, che so essere usata per chattare, la cui presenza mi è parsa strana.
Voglio chiarire che non si è trattato di un controllo motivato da dubbi, mi ha chiesto di tentare di sistemare il suo cellulare in quanto crashava in continuazione.
Senza voler approfondire la questione informatica vi dirò che ho aperto questa app.
Ebbene ho contato una decina di contatti, tutti uomini intorno i 45 anni circa, con i quali scambia frasi molto spinte, erotiche ma anche estremamente "porno".
Dopo la prima gelata di sangue ho cercato di ragionare e pormi domande.
1) Se nascondesse una tresca non sarebbe così ingenua da darmi il suo cellulare rischiando di essere scoperta.
2) Se invece lo avesse fatto apposta per mettermi sotto il naso le mie corna non sapendo in quale altro modo fare?
3) Perché a questi uomini non menziona nessun problema di coppia col quale giustificare il suo comportamento? Perché nelle sue frasi parla solo di sesso spinto fine a sé stesso?
..... è così via.
Non riuscendo a trovare un senso logico apparente in nessuna ipotesi, in quanto non stiamo attraversando nessuna crisi matrimoniale, ho deciso di guardarla negli occhi e chiederle spiegazioni..... tra un misto di sgomento, rabbia e terrore di averla persa senza essermene neppure accorto.
Attimo di sguardi.... poi la spiegazione mi ha lasciato di stucco.
"Non ti sto tradendo... è una mia fantasia, solo una fantasia.... che non avevo il coraggio di dirti".
Una fantasia inconfessabile.
Ovvero si eccita a chattare con perfetti sconosciuti recitando la parte della moglie fedifraga.
Devo dire che, tornando indietro con la memoria, non ha mai cambiato abitudini, non si cura più di prima, non si chiude in bagno per chattare.... non fa tutte quelle cose tipiche dei traditori, tranne usare parecchio il cell.
Ha voluto dimostrarmi che non mi tradisce davvero.
Ha voluto che leggessi integralmente tutte le chat,
ho letto cose molto spinte, cose che facciamo io e lei, non sono un puritano bacchettone.
Ma leggere certe cose rivolte ad altri uomini mi ha turbato molto.
Però devo ammettere che in mezzo a tutte quelle frasi non ho letto nulla che indicasse un suo scontento nei miei confronti, anzi, mi ha più volte descritto come passionale, ma che nonostante questo lei aveva bisogno di tradirmi comunque per dare sfogo alla “moglie troia” che è in lei ( parole scritte da lei).
Ma alle insistenze di questi uomini per incontrarla, lei rispondeva sempre con frasi indefinite che lasciavano in sospeso il discorso, senza dire di no e senza dire di si.
Ad un paio di questi, i più insistenti, mesi fa ha scritto che io l'avevo sorpresa e quindi doveva troncare.
È così è stato, vedendo la cronologia ho potuto constatare che con questi due non ha più scritto in effetti.
Insomma, tutto lascia intendere che non mi stia mentendo quando mi dice che è solo un gioco virtuale.
Ovvero che trovi eccitante recitare la parte della fedifraga ma senza esserlo davvero.
Ma adesso mi ritrovo in una condizione stranissima:
Mia moglie vorrebbe il mio benestare per continuare a chattare recitando un ruolo che la eccita e alimenta le sue fantasie virtuali, sostiene inoltre che tale pratica la “accende” e proprio per questo a letto è molto calda con me.
Io mi ritrovo a 47 anni a dover fare i conti con dubbi sulla sua onestà, anche se sembrerebbe tutto vero, ma la gelosia è irrazionale.
Insomma... ho diversi elementi per crederle ma mi sento agitato, come posso non temere che prima o poi tutte queste chat le facciano fare la sciocchezza?
Temo che impedirglielo faccia solo danno.
Grazie mille
Lui ha tratti narcisistici, esiste un alternativa alla parola fine?
buongiorno,
ho una relazione con un uomo che presenta alcuni tratti narcisistici della personalità.
Non credo rientri in un totale disturbo di personalità, in quanto presenta sensi di colpa, empatia e attenzione vera nei confronti delle persone con cui si relaziona e nei miei confronti. Ma non riesce a costruirsi una relazione umana che sia vera e stabile, soprattutto non permette più di tanto che gli si avvicini. O meglio, ha amicizie durature e di lunga data, ma solo se l'altro è disposto a darsi da fare pur di tenerla in piedi, cercandolo, standogli vicino. Lui non fa assolutamente nulla parte sua perché il rapporto stia in piedi. Con me alterna momenti di presenza totale, vicinanza, e manifestazione di amore ed affetto, a fughe repentine, senza apparente ragione se non appena mi avvicino troppo, e lunghi ed infiniti silenzi. In seguito ai quali, una volta riallacciato il contatto è come se nulla mai fosse accaduto. Alcuni tratti del narcisista mi pare li possieda appieno, il bisogno di essere sempre al centro, di essere lodato ed ammirato, la consapevolezza che questo malsano gioco di allontanamento e vicinanza mi leghino sempre più a lui. Prova stima nel riconoscere che con lui la vita è una roulette russa. Si vola e ci si schianta. Va molto fiero di questo suo aspetto caratteriale. Solo i coraggiosi ed i temerari osano... a suo dire... Si riconosce come un premio, un trofeo che raggiungo se mi do da fare, se mi impegno. Sarò ricompensata... questo è il suo modo di vedere se stesso. Io e tutte le persone che con lui si relazionano siamo considerate valide e di valore solo e se disposte a farsi in quattro per lui. Al contrario suo, che nulla fa pur di tenere vicino a sé chiunque. Sola eccezione la madre. Si giustifica dicendo di non avere bisogno di manifestare il suo affetto, tanto coloro che lo amano lo sanno, ma allo stesso tempo si aspetta e pretende che chi lo ama faccia di tutto pur di stargli vicino. Si aspetta il massimo dando il minimo se non il nulla. Ora, sono combattuta tra il gettare la spugna e abbandonare la nave, ma la consapevolezza che non sia del tutto così, mi spinge a convincermi che non sia del tutto irrecuperabile. E' una persona molto sensibile, soffre lui stesso del suo modo di essere, ed in fondo è consapevole di quanto sia lui stesso la causa per cui tutti finiscano inevitabilmente per allontanarsi. Questo fa si che si crei un effetto a catena, gli altri vanno via e lui fa sempre meno per trattenerli. Io so che è una persona buona, distante molto, rispetto ad alcuni aspetti che descrivono il narcisista patologico come un individuo senza speranza dal quale scappare a gambe levate. La verità è che gli voglio molto bene, ma ne voglio anche a me stessa. Ora, sono arrivata a soffrire sempre meno le sue assenze e le sue sparizioni, ma non vorrei abbandonarlo. E' palese che soffra quando qualcuno a cui tiene prende le distanze, e lo manifesta, nei gesti, nelle parole, negli stati d'animo. Eppure finisce per convincersi che la solitudine per lui sia la miglior soluzione, almeno questo è quello che si dice, quello che sente, io sono certa, è l'esatto opposto. Avrei piacere di avere un consiglio se possibile. grazie Chiara
Felicemente fidanzata ma pensare all'ex
Sono una ragazza di 22 anni e da quasi 7 mesi sono fidanzata con un ragazzo stupendo. Con lui c'è molta complicità mentale, è bello intelligente e non litighiamo praticamente mai. Tuttavia sempre più frequentemente mi ritrovo a pensare al mio ex, a sognarlo e a addirittura sperare di incrociarlo. Con il mio ex siamo stati insieme 2 anni, una relazione super intensa ma piena di alti e bassi ed è finita perchè in un periodo litigavamo troppo (non perchè non c'erano i sentimenti). Ci siamo lasciati un anno fa, ho passato i primi mesi con la rabbia dentro ma ora che mi è passata sono curiosa a voler capire come è diventato ora e come staremmo insieme, anche se ho paura di rovinare tutto.Le poche volte che l'ho sentito (perchè anche a lui manco e a volte mi cercava) avrei voluto raccontargli un sacco di cose, ma so che ora sono fidanzata e non è il caso.
Fino a che punto è normale pensare ad un ex? è normale essere felicemente fidanzata e a modo mio amare la persona con cui sto ora ma pensare all'ex che si aveva amato con tutta se stessa? Cosa faccio?
freno inibitorio: cosa significa?
Salve buonasera volevo sapere cosa significa non avere freni inibitori
3 risposte - LeggiSituazione complicata con mio figlio
Buongiorno, ho 45 anni e un figlio di 23 appena laureato e prosegue ancora con la magistrale. Appena maggiorenne se no anche poco prima gli ho detto che per le relazioni sessuali deve usare i preservativi, che deve stare attento alla compagnia perché ci sono tante malattie trasmissibili sessualmente, avere una ragazza stabile. Ho scoperto tre mesi fa che mio figlio aveva contattato online delle donne di facili costumi dicendo a loro che è timido e non ha esperienze, ieri ho scoperto ancora, cercando nel suo cellulare e risalendo al mese di giugno che ha fatto sesso con una donna matura (credo la mia età dopo il viso) che ha pure un bambino piccolo, anche sesso orale e a tre se ho capito bene anche con il compagno di lei. Mio figlio aveva rifiutato la proposta di penetrare anche lui. Quando si danno appuntamento viene suo marito, compagno che è e lo prende dal parcheggio. Lei fa sesso anche con altri ragazzi di età tra 21-25 anni. La situazione mi pare pericolosa perché mio figlio è studente, non lavora, non ha soldi, non viene con soldi estranei o altre cose comprate a casa per pensare che sia pagato, nei messaggi parlano anche di video mentre fanno sesso e io penso che questi qua lo fanno sentirsi bene per qualche mese per poi ricattarlo o obbligarlo a fare altre cose per loro. Ho paura di trovarlo morto sulla strada perché mi pare un circolo vizioso non solo una curiosità di momento. Lei lo incita con foto e messaggi e gli da appuntamento nella sua zona. Mio figlio non è mai stato una persona aperta anche se io sono stata sempre mamma amica e abbiamo fatto tutto per lui (io sono al secondo matrimonio, figlio è mio, ma mio marito l'ha sempre trattato e curato come fosse suo). Ultimamente e con mia sorpresa mi ha accusato che io l'ho obbligato a studiare che lui non vuole fare niente, secondo me starebbe tutto il giorno nel letto su questi gruppi di sesso, visto che va all'università e non fa nient'altro, fine settimana esce con gli amici, tutti maschi, ma a questo punto credo che va anche da quella li, anche in settimana quando mi dice che va a fare un giro con un amico. Non so come procedere, adesso e in vacanza, lontano da quella li, vorrei parlare con lui in modo chiaro e senza velli e appena gli prendo il cellulare contattare anche quella li e bloccarla. Ho paura che non cercherà mai una ragazza normale e non uscirà mai da questa situazione che pare gli piace abbastanza. La scorsa settimana si piangeva che ha un'afta enorme in bocca, che pensa lui sia per qualcosa che ha mangiato, ma lui non ha mai avuto le afte. Ho trovato preservativi nella sua camera, ma con sesso orale a lei non credo che può usarli. Cosa mi consiglia? Come abbordare questo problema? Vorrei farli fare tutti gli esami per le malattie sessualmente trasmissibili, gli metterò la localizzazione del cellulare e al massimo non avrà acceso alla macchina, non so cosa fare!
2 risposte - LeggiMia moglie si masturba, come affrontare la cosa?
Buongiorno è da circa 6 mesi che mi sono accorto che mia moglie si masturba regolarmente tutti i giorni anche durante le prime ore del mattino mentre io sto dormendo. So che masturbarsi è normale ma a sentirla sto male e mi crea ansia. Ho cercato di parlare di questo argomento dicendo che una mattina l'ho sentita ma ha negato spudoratamente e mi ha detto che lei certe cose non le fa, inoltre gli ho fatto presente che ultimamente abbiamo meno relazioni rispetto a un anno fa ma lei innervosita ha risposto che è un pretesto per farle capire che sono alla ricerca di una relazione extra. Mi ha più volte detto che mi ama ma non so come affrontare la questione. Devo digli apertamente quello che sento e come mi sento? Non voglio rovinare il nostro bellissimo rapporto ma io non dormo sereno e rilassato.
2 risposte - LeggiCrisi d’identità e d’amore
Sono una giovane ragazza di 25 anni e sto insieme al mio ragazzo (27 anni) da più di quattro anni. In momento sto finendo la magistrale all’estero, dove mi sono trasferita da poco e ormai da un paio di anni viviamo la nostra relazione a distanza. Da poco il mio fidanzato mi ha chiesto di andare a vivere insieme post laurea, per un periodo determinato, ma io ho rifiutato. I motivi sono tanti ma uno di questi è che io mi sento di non essere pronta a vivere con lui sotto lo stesso tetto, inoltre mi sentirei in trappola. Lui è una persona meravigliosa, presente e comprensiva. Gli ho parlato dei miei dubbi sulla nostra relazione di recente e lui mi ha dato la migliore delle risposte: qualunque sarà la mia scelta, lui mi ama ed è pronto a fare tutti gli sforzi necessari per venirmi incontro, se lo desidererò.
Purtroppo io non sono così sicura dei miei sentimenti, in generale faccio fatica a parlare di amore anche in terapia. È come se io fossi molto fredda a riguardo. Mi sento sposata nonostante la mia (nostra) giovane età e mi chiedo quindi come sarà tra 2 o 10 anni.
Non c’è nulla che non vada di per se: mi fa ridere, è comprensivo e passiamo del tempo di qualità insieme. Ma questa non è la prima crisi che affronta il nostro rapporto: due anni fa io ho avuto un’altra “relazione” durante una pausa che avevo chiesto per poi pentirmene e ritornare insieme due mesi dopo.
All’epoca ciò che mi mancava era una maggiore libertà e l’intesa intellettuale.
Io e lui siamo diversi, quindi alle volte sento di non essere pienamente soddisfatta quando parlo del mio mondo, dei miei studi, ecc Nonostante lui cerchi di stare il più attento possibile.
Tutto questo si mescola al fatto che nell’ultimo periodo, dopo un anno passato in maniera depressiva a causa della chiusura di un rapporto di amicizia molto importante, sono ossessionata dal passare del tempo. So che risulta ridicolo ma mi sento vecchia con questi 25 anni addosso, mi fa paura farne 26, nonostante io desideri avere il privilegio di invecchiare. Alle volte mi rattristisco e spavento nel guardare come cambiano i dettagli della mia pelle. Quando vado in bagno per la doccia, mi spoglio e osservo dei dettagli che prima non avevo notato, sento il mio corpo sfiorire. A essere sincera trovo dettagli del corpo semplici e normali, assolutamente mostruosi. Sento come se il periodo più bello della mia vita l’avessi già vissuto e mi dispero a pensare che non tornerà mai più. Mi colgono “attacchi” di nostalgia che mi recano sensazioni fisiche, mi si stringe il cuore, divento emotiva, mi metto a piangere. Quando vedo delle donne sui 40/50 alle volte ne rimango scioccata pensando che anche io diventerò così, che la vita sfiorirà. E non perché io le trovi brutte o qualcosa del genere, ma perché vedo come la vita scorre veloce…
So che non avrò più tutto questo tempo per leggere e per studiare, per capire chi sono, per diventare qualsiasi persona io desideri diventare. So che il mio corpo diventerà sempre più debole, vene e rughe saranno evidenti, i capillari delle gambe si spaccheranno, i capelli cadranno.
Sono terrorizzata che un giorno sarà tutto così monotono e piatto, quasi svuotato di emozioni, che non mi sarà possibile stare fuori tutta la notte a guardare la luna e che non incontrerò più me stessa in maniera autentica.
Se penso di lasciare il mio ragazzo penso che potrei commettere l’errore più grande della mia vita, che qualcuno così meraviglioso non lo troverò mai. Alle volte ho paura che questi dubbi siano frutto di pensieri adolescenziali e che quindi io stia buttando una relazione seria e sana per nulla. Forse vorrei sentirmi slegata da questo vincolo in questa nuova città per sperimentare nuove versioni di me stessa, ma faccio fatica a decidermi. La cosa che mi preoccupa di più è che lui non avrà dubbi, lui mi sposerebbe domani e che quindi la decisione ricadrà al 100% su di me. È che io non ho una grande considerazione di me stessa e quindi non mi fido molto del mio giudizio…
Mi sento fragile e non in grado di prendere una decisione ma dall’altra parte sento che il tempo per agire è ora..visto che la vita scorre veloce.
Desiderio sessuale,ansia da prestazione o autosabotaggio?
premetto che sono un paziente con Doc. (mutabon, gabapentin, carbonlitium)
di 46 anni... la terapia negli anni ha dato ottimi risultati... recentemente dopo una lunga malattia di mesi è morto mio padre... ora mi devo adattare alla nuova realtà... sto frequentando una donna44, divorziata, con figli e sempre impegnata al lavoro... il tempo a disposizione è poco... e fare l'amore è un pò problematico... in più mi sta salendo un ansia da prestazione... lo psichiatra mi ha detto ce il cialis sarebbe un buon aiuto... io nel frattempo nonostante mi trovi bene con LEI mi chiedo se ho un vero desiderio sessuale per lei... (diciamo fisicamente nn ha il fisico d una 20enne, gravidanza è un pò sovrappeso etc... ) è un DUBBIo... ho tanta voglia di vederla, ho voglia di abbracci e di carezze è un periodo pesante a volte penso di essere innamorato come non lo ero da anni...
cosa devo fare?
SEMPLICEMENTE vivere... ?
P.s. è ansia da prestazione o una autosabotaggio del DISTURBO OSSESSIVO?
grazie
Desideri del mio ragazzo
Salve a tutti io e il mio ragazzo abbiamo una bellissima relazione, Con alti e bassi come tutti e anche se può essere poco gradito o doloroso ci diciamo tutto, lui di recente è saltato che per soddisfare i suoi fetish poteva essere utile avere una relazione aperta, gli ho risposto che sono totalmente contraria perché una relazione è tra due persone e allora lui è saltato fuori se fosse giusto che rimanesse insoddisfatto. Perché a lui piacerebbe ricevere sesso orale, cosa che io pratico solo col preservativo perché ho un senso del gusto molto spiccato e non a lungo perché mi fa' un male la mandibola, poi vorrebbe praticare sesso anale ma anche lì sono contro perché ho un' ano sensibile, ma poi per i luoghi o posizioni non ho niente da dire. Quindi lui mi ha fatto presente che ci sono dei suoi desideri insoddisfatti, Come dovrei fare? potrebbe ripercuotersi sulla nostra relazione in maniera significativa?
2 risposte - LeggiAiutatemi a capire che tipo di problema c'è dietro questo comportamento
Mi ha lasciato dalla sera alla mattina, travolta dal ritorno di pensieri legati al suo ex.
Ci siamo conosciuti quest’estate e tra noi è scattata subito una forte chimica. Lei era in crisi in una relazione di cinque anni e, nonostante io inizialmente cercassi di tenere le distanze per lucidità e difesa, ha insistito: ha lasciato l’ex e per un mese mi ha corteggiato con determinazione. Alla fine ho ceduto, perché mi piaceva molto.
La relazione è partita in modo intensissimo: coinvolgimento totale, grande felicità, condivisione continua. In pochi mesi abbiamo bruciato le tappe: amici, viaggi, vita quotidiana insieme. Mi presentava come l’uomo della sua vita, diceva di amarmi e di non essere mai stata così felice. Mi ha proposto di provare a convivere e abbiamo iniziato, con l’idea che fosse qualcosa di reversibile.
È durata una settimana.
Fino al giorno prima era tutto normale: progetti, serate con amici, intimità. Poi una mattina si è svegliata molto turbata da un sogno in cui i parenti del suo ex la prendevano a sassate. Da lì mi ha detto di sentirsi a disagio per la convivenza. Io ho proposto di fare un passo indietro, tornare ognuno a casa propria. Ha accettato, dicendo che non c’erano dubbi sul rapporto. Il giorno dopo, però, mi ha detto che se non vedeva un futuro con me allora non ero la persona giusta. Due giorni prima mi diceva “ti amo”.
Nel confronto successivo ha ammesso di essere tornata a pensare all’ex, anche a causa delle pressioni familiari, soprattutto della sorella, che le aveva detto che aveva corso troppo, che non si era presa tempo dopo la rottura e che stava vivendo una vita “da sposata” troppo presto.
Non c’erano stati segnali prima. Io avevo abbassato le difese perché la sentivo sincera e felice. Alla fine ha minimizzato tutto, parlando di leggerezza, immaturità, di una “bella parentesi” da conservare, mentre io riconosco il valore raro di ciò che si era creato.
È stato come accelerare fino a 150 km/h e poi tirare il freno a mano all’improvviso.
Io sono rimasto lì, con i pezzi ancora sparsi.
Non so che fare
Io non lo so se i miei sogni potranno mai realizzarsi.
Tempo fa una persona mi ha detto che i miei sogni mi verranno soffocati, io non gli ho risposto, non so se avrà torto o ragione. Però io mi sto impegnando, perché io mi impegno sempre quando ad una cosa ci tengo per davvero.
Mia madre mi dice che ho un'infinita pazienza. Perché? Molto semplice, perché sto con quello che è il mio ragazzo e dovrebbe diventare il mio futuro marito. Uso il condizionale perché mica è tanto sicuro che ci sposeremo.
Ho passato 4 anni da incubo in cui io lo rincorrevo e assecondavo tutti i capricci: oggi non voglio uscire, stasera c'è la partita, oggi mi devo vedere con i bro, stasera andiamo al porto a bere, tu non me la dai mai- che poi, quanto è brutto pretendere da una persona di voler avere un rapporto sessuale?- stasera voglio andare lì, no questo non mi piace e non si fa, no tranquilla che il lavoro lo trovo a settembre, la tesi devo solo inviarla al relatore... Tutte cazzate che sono rimbombate nella mia testa per anni.
Ad un certo mi sono detta: adesso basta. Ho trovato, quasi per caso, un ragazzo dolce che, per la prima volta nella mia vita, mi ha ascoltata. Non me ne fregava niente del suo aspetto estetico, era la sua dolcezza quello che mi attraeva. E mentre il mio fidanzato si destreggiava tra un Campari e un Negroni, io mi sfogavo con l'altro.
Alla fine avevo trovato il coraggio di lasciare il mio fidanzato. Lasciarlo non mi ha dato una particolare soddisfazione, quella è arrivata dopo quando l'ho visto soffrire. Per la prima volta ho visto lui versare lacrime per me. Non mi sono sentita cattiva, lui per me se lo meritava. Se l'era cercata decisamente.
Tuttavia con l'altro il rapporto non era particolarmente idilliaco: era praticamente assente e avevamo un modo di vivere la vita diverso. Molto spesso con lui mi annoiavo, mi mancava fare le cose che facevo prima.
Ero ossessionata dall'idea che il mio ex fidanzato mi avrebbe dimenticata. Così, dopo 4 mesi, siamo ritornati insieme. All'inizio eravamo felici. Non mancavano i momenti di rabbia in cui lui mi rinfacciava quei dannati 4 mesi in cui ci siamo lasciati, però tutto sommato eravamo felici. Ho fatto davvero di tutto per cercare di far andare bene le cose.
Un giorno incontriamo l'altro ragazzo, la reazione del mio ragazzo è stata violenta, voleva picchiarlo, ma io l'ho fermato. Una volta tornata a casa, ho mandato un messaggio all'altro chiedendogli di non denunciarlo. Lui non l'ha fatto. Io in quei giorni non sapevo cosa fare: rimanere con il mio ragazzo che non riusciva a superare tutto o rimanere da sola? Avevo inizialmente deciso di rimanere da sola, l'altro voleva incontrarmi a tutti i costi, ma io non volevo, ho evitato. Qualche giorno dopo, il mio ragazzo si è presentato fuori dalla mia palestra, l'altro ha cercato di avvisarmi forse per proteggermi, ma il mio ragazzo voleva solamente scusarsi. Io l'ho perdonato e siamo ritornati insieme. Da quel momento in poi ho chiuso definitivamente ogni rapporto con l'altro. A novembre io e il mio ragazzo ci siamo detti: "Ma perché non ci sposiamo?" e siamo subito andati a prenotare in chiesa, sala ricevimenti, abbiamo preso casa insieme.
Poi ecco, il 2026. Lui perde il lavoro (un lavoro che aveva trovato quando ci eravamo lasciati), cade nello sconforto più totale. Io, per tirarlo su di morale, cerco di stargli vicino spronandolo, ma lui mi allontana, preferisce rimanere a casa a giocare alla Switch piuttosto che stare con me. Giorno dopo giorno, mi sembra che tutto sia tornato come 2 anni prima: il suo disinteresse, la sua mancanza di affetto, la sua pigrizia, la sua mancanza di prospettive per il futuro. E a me questo fa paura, mi fa stare male. Oggi mi sono chiesta: ma vale davvero la pena sacrificare tutta la mia vita per una persona così?
Io non mi sento completamente felice, non mi sento completamente amata. Avrebbe dovuto riempirmi di attenzioni, di regali. Anche questa fase di preparazione al matrimonio non è come mi aspettavo. Io non sono molto felice. Vedo altre coppie che si amano davvero, ragazze che sfoggiano anelli con diamanti e vanno a Parigi. Io non ho mai avuto tutto questo. Ho paura anche di pretenderlo perché altrimenti lui mi rinfaccerebbe il fatto che io sia stata con un'altra persona per 4 mesi. Tuttavia mi rendo conto che non è vita questa. Io non so davvero cosa fare, so solo che non mi merito tutto questo. Cerco in un modo o nell'altro di distrarmi con lo studio e con il lavoro, però poi quando ci sono quei momenti in cui guardo la mia vita dall'esterno, come quando si guarda alla finestra, io mi rendo conto che non è questo il futuro che avrei voluto per me.
Non so che fare.
Crisi relazione
Buongiorno, sono una donna di 34 anni che vive da 16 anni una relazione con l’unico fidanzato della vita. Dal 2021 stiamo cercando casa per andare a convivere (nel frattempo entrambi viviamo ancora con le rispettive famiglie) ma senza aver concluso niente, giustificato dal fatto che io ho un lavoro precario e lui, nonostante il contratto a tempo indeterminato, ha il timore di perdere il lavoro. Inoltre, lui ha più volte sollevato il dubbio che io possa andarmene appena iniziata la convivenza e il timore di spendere i soldi, con il rischio di rimanere senza. A ciò ho sempre proposto come soluzione l’affitto, che però è stata bocciata per via della scarsa disponibilità di immobili, spazi ridotti rispetto alla casa dei genitori e la difficoltà di adattamento ad un contesto più caotico. Io mi ritrovo quindi a voler andare via di casa, immaginandomi di volerlo fare insieme, e lui che a parole mi dice di voler iniziare la convivenza, ma con i fatti mi dimostra il contrario. Il tutto condito da anni di trattamenti ambigui da parte sua, come la totale assenza di interesse per il mio lavoro, giudizi sul mio modo di vestire e comportarmi e mesi di litigate dovute proprio a questo mio desiderio di indipendenza e autonomia. Ad aprile 2025 mi era stato proposto da sua madre di andare a convivere nell’appartamento al piano terreno della loro villetta bifamiliare, cosa che avevo accettato con gioia, salvo poi rimangiarsi tutto a settembre, facendomi piombare nella delusione e nello sconforto. In questo momento sono quindi in profonda crisi, sentendomi estremamente delusa e sola in questa relazione che sembra non portare da nessuna parte, ma anche spaventata dall’idea di interrompere la relazione. Mi sembra di navigare da sola su una barchetta piccola a cui ogni tanto lui si attacca con una corda legata ad un salvagente per farsi trascinare. Ho più volte detto che sono disposta ad andare via da sola di casa e continuare la relazione così com’è adesso, cioè vedersi nel weekend. Ma in realtà mi rendo conto che non è come vorrei vivere la relazione. Vorrei chiedere quindi un aiuto a capire cosa suggerisce il suo atteggiamento e se quella che stiamo vivendo sia o no una relazione sana.
Ringrazio in anticipo per l’aiuto ricevuto.