Marco  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 12/10/2020

Palermo

Il mio complesso di inferiorità (credo)

Da dove cominciare.. sono un ragazzo di ventotto anni. Amo la vita, ho le mie passioni. Mi piace tanto ridere e scherzare. Credo però che le persone a me vicine mi abbiano fatto così male che ho perso il controllo di me stesso. In questo mio problema il filo conduttore che mi porto da quando ero al liceo fino ad oggi riguardano le donne.
La mia prima vera cotta. La adoravo. Si fa fidanzata con un mio amico. La mia seconda cotta del liceo si innamora di un mio amico. Più avanti mi faccio fidanzato con il mio primo vero amore. Scopro dopo mesi che prima di me ha avuto una relazione con un mio amico stretto che è fidanzato. Sono stato meno di un anno con lei e l’ho lasciato perché sentivo sempre quella paura che lei un giorno mi avrebbe lasciato se soltanto il mio amico l’avrebbe ricontattata. Io ho lasciato lei ed il mio amico con cui ha avuto una relazione si sta sposando con la ragazza che cornificó.
Andando ad oggi, dopo questa parentesi mi sono rifatto una vita. Ho avuto un’altra esperienza andata male. Fino a quando decido di iscrivermi ad un corso di ballo. Mi innamoro perdutamente di una ragazza. Riesco ad entrare nel loro gruppo e ancora oggi usciamo insieme. Ma questa ragazza finisce per fidanzarsi con un ragazzo del gruppo con cui esco. Mi fa un po’ male ma la supero. Pensate cosa vuol dire uscirci insieme e loro due sono li che si amano.
Nello stesso gruppo intanto creo un rapporto di amicizia bellissimo con un’altra ragazza. Siamo praticamente simili. Ridiamo delle stesse cose. Parliamo di tutto. Anche delle cose più intime. Ma inizialmente non provavo attrazione per lei. Adesso è da mesi che provo attrazione. Credo di essere innamorato. Ma lei ovviamente, dopo che mi dichiaro mi respinge. Mi dice che ormai mi vede soltanto come un amico. Cosa succede però, che sono caduto in un limbo di ansia e paura. È capitato che ho fatto uscire con noi un mio vecchio amico. Lei è molto provocante. Le piace scherzare. E quando lo fa con lui io dentro tremo. Mi rovina le serate. Tanto che è da settimane che non esco più proprio per evitare certe situazioni che mi fanno male. Spero addirittura che loro due abbiano qualcosa per poter metabolizzare tutto. La sera in cui si sono isolato da soli a parlare mi sono sentito malissimo. Sentivo di dovermi avvicinare a loro per “rovinare” quel loro momento. È così ho fatto. Mi sento un caso disperato.
Come posso vivere così. Con la paura che le persone a me vicine mi spezzino il cuore con persone a me altrettanto vicine.
Pensato che non provo dolore se questa ragazza si frequenta con un estraneo. Ma il solo pensiero che un mio amico posso entrare in intimità con lei mi uccide. Ho paura.
Ditemi cosa posso fare. Io sto male. Non sono più sereno e non riesco più a ridere come prima.
Tre anni fa ho cominciato ad uscire con questo gruppo. Non conoscevo nessuno e stavo da dio. Avevo sempre voglia di fare. Adesso è svanito tutto. Per me è più semplice restare a casa che uscire per andare incontro ad un dolore. Die settimane fa sono uscito fuori a cena e ho perso l’appetito quando ho saputo che quell’amico sarebbe stato con noi. Sto perdendo la bussola, davvero. Ho bisogno di aiuto.
Vi ringrazio in anticipo per le vostre eventuali risposte. Grazie mille.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Alice Carella Inserita il 13/10/2020 - 14:06

Roma - Ostia, Acilia, Casal Palocco, Infernetto, M
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Caro Marco,
nelle tue parole leggo tanta disperazione ma soprattutto stanchezza, sfinimento, legati ad una situazione interna che ti fa soffrire. Tuttavia, con questo messaggio hai dimostrato di voler risalire, volercela fare.
"Ho bisogno di aiuto". Questa è la frase che, secondo me, delinea la voglia di tornare a vivere o, meglio, di iniziare a vivere.
La situazione che hai descritto, è solo una dinamica "tipo" ma il lavoro è tutto su di te, sulla tua autostima, sugli schemi comportamentali che tendi a riproporre sistematicamente.
Ti consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia, dove potrai bloccare l'azione di questi schemi e, contemporaneamente, imparare a utilizzare le tue risorse, i tupi punti di forza che, attualmente, non vengono fuori.
Rimango a tua disposizione.
Saluti,

Dott.ssa Alice Carella

Dott.ssa Beatrice Segalini Inserita il 12/10/2020 - 17:26

Milano
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Caro Marco,
una serie di esperienze difficili ripetute nel tempo (e vissute cosi intensamente) possono portarci a restare intrappolati in forme di esperienza soggettiva e in comportamenti che generano sofferenza e che si autoalimentano. Sembra che si senta in un circolo vizioso: alcune di queste esperienze diventano delle memorie, degli schemi che agiscono (in maniera del tutto automatica) e ci riconosciamo in essi e, talvolta, le nostre azioni evocano negli altri delle risposte che confermano le nostre peggiori aspettative. Il circolo vizioso, si può interrompere attraverso un lavoro su di sè, orientato innanzitutto ad una maggiore consapevolezza di come questi schemi si sono costruiti e di come agisce nella sua vita e nelle sue relazioni, per ritrovare la bussola e immaginare poi anche un possibile cambiamento.
Resto a disposizione,
Un caro saluto.
Dott.sa Beatrice Segalini