Patricia  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 25/11/2020

Pordenone

È nevrotismo con annesse nevrosi?

Buongiorno, la mia personalità è molto particolare. Sin da piccola sono stata molto riservata e non avevo molti amici. Sono cresciuta in un piccolo paese di periferia e sono di colore (adottata). Sono stata sempre molto negativa in tutto e vivo in un costante stato di ansia, soprattutto negli ultimi anni, da quando mi sono trasferita in Corea del Sud. Durante questi anni, ma non di recente, ho avuto episodi (sotto l’effetto di alcolici) in cui ho visto un cambiamento radicale del mio comportamento. Generalmente mi piace parlare con le persone ma quando bevevo diventavo estremamente socievole nei confronti del sesso opposto mentre diventavo estremamente aggressiva verso le ragazze che magari cercavano di aiutarmi. È anche successo che spesso ho trattato male il mio ragazzo e dopo un litigio l’ho lasciato da solo per seguire estranei (nel senso che appena vedevo qualcuno lo approcciavo per parlarci). È anche successo in passato che non volessi che il mio ragazzo mi toccasse davanti ad altre persone ma i miei sentimenti per il lui sono molto forti e stabili. Ultimamente sto cercando lavoro e, come tutti, ora sto affrontando un periodo molto stressante. Per di più, vivendo a migliaia di km da casa, mi sento un po sola e a disagio in questo paese. Quindi appena mi arrabbio o ce qualcosa che mi mette a disagio scatto all’improvviso e alzo la voce. È possibile che questo comportamento sia dovuto alla mia personalità (nevroticismo) e che con l'assunzione di alcolici la cosa sfoci in crisi nevrotiche? Io non mi comporterei mai così da sobria, quindi non capisco se ci sono degli aspetti della mia personalità che, appena perdo il controllo perché ubriaca, si amplificano e mi inducono a fare scelte sbagliate. Vi prego date un nome a questo comportamento

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Matteo Radavelli Inserita il 27/11/2020 - 10:25

Arcore
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Buongiorno Patricia,
inizio subito nel dirle che non darò un nome alla sua sensazione poiché le propongo una domanda: come mai questa necessità di dare un nome? Qualora lei avesse il nome (qualora questo esistesse) cosa cambierebbe?
Il mio personale consiglio è andare oltre la ricerca, a mio avviso anche molto rischiosa, di un nome con cui fare ricerche su Google ma concentrarsi sulle sensazioni che prova, su ciò che sente come invalidante rispetto una quotidianità serena. Le pongo inoltre un'ultima riflessione: potrebbe esserle utile approfondire come mai fa uso di alcolici. Invece che cercare un nome alla reazione che ha quando li utilizza, si chieda perché ne fa uso, perché è necessario fare ricorso all'alcool.

Cordialmente,
Dr. Matteo Radavelli