V  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 23/03/2021

Agrigento

Autolesionismo: come aiutare una persona che si taglia?

Da un anno sto insieme ad una splendida ragazza che da tempo ha problemi con l'autolesionismo. È stata lei a parlarmene. Io sono una persona che combatte ogni giorno con ansia e attacchi di panico e chissà quale altro problema non diagnosticato. Inutile dire che non riesco a vivere serena neanche per un minuto. Dice che ha smesso di farlo da circa due anni, io le credo, ma so per certo (anche lei me lo ha detto) che nei momenti di crisi, quando si sente in colpa, ha l'impulso di farlo. Quando succede che lo pensi e non lo faccia, le dico sempre quanto sia stata forte e brava. Ma mi fa male e mi dispero. Manca sempre così poco. Una volta le ho nascosto un oggetto (che a detta sua in quei giorni era l'unico mezzo con cui avrebbe potuto farsi del male), in un disperato tentativo di bloccarla, qualora le fosse tornato l'impulso di farlo e non me ne avesse parlato. Ovviamente è stata una stupidaggine, lo so benissimo che farsi male è la conseguenza di una serie di pensieri disperati, nascondere l'"arma" non è la soluzione, ma non sapevo cosa fare. Il tempo passa e io non riesco a smettere di pensarci, più ci penso più mi rendo conto che sono totalmente impotente di fronte a questa cosa. Lei me lo dice quando ha l'impulso (è capitato raramente, ma è capitato), ne parliamo, ci calmiamo. Non lo ha fatto. Ma so che il pensiero torna lì quando succede qualcosa di spiacevole. Quando si sente in colpa specialmente. Anche per sciocchezze, ad esempio quando discutiamo, ma di stupidate anche. Io ho la costante paura di dire qualcosa di sbagliato, lo ammetto, a volte faccio finta di nulla su cose che mi hanno fatta rimanere male, perché ho paura di farla sentire in colpa. Io non me lo perdonerei. Ma non so proprio che pesci pigliare. So che ora la situazione sembra "calma", perché non lo fa, ma non è così. Il suo pensiero va facilmente lì nei momenti no, io voglio fare qualcosa per evitarlo. Lei dice che la relazione con me l'ha aiutata tantissimo, si sente serena, ma so che il problema non è risolto. Ho pensato di chiedere aiuto ad un suo genitore, che ho conosciuto, è una bravissima persona, capirebbe, aiuterebbe. Ho bisogno del supporto di un adulto vicino a lei perché io da sola non riesco a fare nulla. Lo vorrei tanto ma non riesco. Non ne ho il potere. Ma non posso nemmeno andare io a parlarne; ho detto a lei di farlo, ma ci sta ancora pensando. Io so che non dobbiamo lasciare in sospeso la cosa ancora per troppo tempo, bisogna agire. Ma non voglio nemmeno farle pressioni. Qualsiasi soluzione mi venga in mente non va bene. Non so davvero come muovermi. Ha bisogno certamente di un percorso terapeutico, ma in questo momento di restrizioni è difficile spostarsi. Inoltre anche a proposito di questo, ha detto che vuole pensarci. Ma non è questo a preoccuparmi, voglio pian piano convincerla e sostenerla sempre, ce la farò. Vive con la sua famiglia e le risulterebbe difficile ora fare sedute online. Presto andremo a convivere, ma per ora c'è questo problema. Ha bisogno di andare di persona da una/o psicologa/o, lo so. Ma ora non si può. Allora vi rivolgo una domanda: cosa posso fare io mentre aspettiamo l'occasione giusta per rivolgerci a un/una esperto/a? Per favore ditemi cosa devo fare per tenere sotto controllo la situazione ed iniziare ad aiutarla ora, perché sto impazzendo. Non dormo la notte, scoppio a piangere a lavoro. Appena vedo o sento qualcosa legato anche solo a sangue o ferite, divento matta, mi prende il panico. Non so cosa fare, mi sento persa, ma non posso perdermi, perché devo assicurarmi che sia tutto okay. Ma non ho il potere assoluto. Ho bisogno che qualcuno mi dica cosa IO posso fare ora. E quando si potrà, ci affideremo a qualcuno che saprà trovare la soluzione. Ma per il momento, come ho detto, non voglio lasciare le cose in sospeso, perché vuol dire per lei continuare a soffrire. E anche per me. Non riesco ad accettare tutto questo. Voglio essere forte per sostenerla, non voglio lasciarla sola, per lei farei di tutto. Ma sto andando fuori di testa, non so che diavolo devo fare. Per favore datemi dei consigli su cosa potrei fare io con lei ora, delle attività, qualche modo per sfogare le proprie emozioni, non lo so. Vi prego, aiutatemi ad aiutarla.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valeria Ricci Inserita il 24/03/2021 - 13:21

Cara V. dalle sue parole si comprende chiaramente l'amore che la lega a questa ragazza e l'attenzione costante che le dedica, ma si lasci dire che "guarirla" da eventuali disagi, non è il suo compito e soprattutto non è giusto che sia lei a svolgerlo. Capisco le difficoltà del momento, ma noi psicologi stiamo lavorando anche online per poter raggiungere più pazienti possibili e poterli aiutare. Se lei si prende carico di una situazione così pesante, rischia di rimanerne schiacciata e quindi di non essere di alcun aiuto. Parli nuovamente con la sua ragazza, contattate un esperto e la spinga ad iniziare un percorso anche online. Gli atti autolesionistici possono nascondere dinamiche molto complesse e faticose da gestire per chi come lei non solo non ha gli strumenti per farlo, ma soprattutto ha un coinvolgimento emotivo forte con l'altra persona. Resto a sua disposizione per qualsiasi altro consiglio
Dottoressa Valeria Ricci (Roma)