Arianna  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 02/04/2021

L'Aquila

Marito depresso

Salve,
da circa due mesi Mío marito ha messo in discussione il nostro rapporto e la nostra famiglia.Mi ha detto che si sente vuoto e non riesce a provare emozioni,e non sa se mi ama ancora.In questo periodo in casa è stato sempre nervoso e aveva anche sbalzi di umori,diventando spesso aggressivo verbalmente.Siamk sposati da 3 anni e in questi 3 anni sono nati i nostri due figli.Ci siamo
Presi una pausa da circa 3 settimane,lui ha preso una casa qui vicino.Siamo arrivati a capire che è depresso.Rifiuta di stare con me,nonostante in queste ultime due settimane ci siamo visti due tre volte e lui mi abbia detto che gli manca la famiglia.Purtoppo pero in questi due mesi si è allontanato sia da noi,sia dai suoi genitori che dai suoi amici storici.Le uniche persone con cui vuole avere a che fare sono un giro di colleghi con cui ora condivide tutto.Si è isolato da tutte le persone che gli vogliono bene.Ha accettato ora di andare in cura da un neurologo per provare a vedere se riesce a risollevarsi e uscire da questo tunnel.È possibile che il suo stato depressivo(che credo sia iniziato dopo la nascita del nostro secondo figlio,circa un anno e mezzo fa)possa aver alterato la percezione dei suoi sentimenti verso me e i bambini?
Vi ringrazio per il supporto

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 02/04/2021 - 21:54

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Arianna,
Da quanto scrive, mi sembra di capire che suo marito mostri difficoltà a trovare un equilibrio rispetto alla vostra famiglia ("si è allontanato da noi" Vs "gli manca la famiglia").
Questa posizione ambivalente è comprensibile quando ci si trova ad essere genitori in tempi brevi. Per uscire dal "tunnel", è necessario che suo marito richieda una consulenza psichiatrica/psicologica per sé stesso, a cui va associata una consulenza di coppia in cui sia coinvolta anche lei Arianna.
Questa strategia è funzionale a identificare il disagio di suo marito come una difficoltà della coppia nella sua globalità, alla cui risoluzione dovranno contribuire, sebbene con ruoli diversi, entrambi i partner.
In questo modo suo marito si sentirà meno solo e sarà possibile avviare un confronto tra voi che vi aiuti a capire come mai olui ora nutra questo sbisogno di allontanarsi ed, eventualmente, come riavvicinarlo.
Un caro saluto
Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Roberta Altieri Inserita il 02/04/2021 - 19:11

Milano
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Gentile Arianna,
La nascita di due figli in tre anni rappresenta un cambiamento notevole per una coppia e per ciascuno dei due genitori.
Lei stessa ha notato che il malessere di suo marito è iniziato all'incirca dopo la nascita del vostro secondo bambino.
Per poterle dare una risposta più esaustiva occorrerebbe conoscere molti più dettagli sulla vostra vicenda, tuttavia proverò a darle qualche spunto di riflessione: quali erano i vostri progetti di vita prima della nascita dei figli? Avete condiviso, e in che modo, l'idea di diventare genitori?
Com'era, in generale, la comunicazione tra di voi come coppia? Come ha vissuto, suo marito, la nascita del primo figlio e il suo ruolo di padre? Le ha mai parlato di eventuali fatiche o insicurezze?
Può accadere, più spesso di quanto si pensi, che anche i papà vivano delle difficoltà inerenti al loro ruolo, ma che ne parlino poco, o solo nel momento in cui il disagio è ormai diventato piuttosto intenso.
Non so se sia questo il caso di suo marito, ma ha fatto bene a rivolgersi ad uno specialista per iniziare a prendersi cura di sé. Auspico che il neurologo possa indirizzarlo anche verso un percorso di psicoterapia, certamente utile per elaborare le esperienze di vita sperimentate negli ultimi anni.
Le faccio i miei auguri e resto a disposizione

Dott.ssa Silvana Censale Inserita il 02/04/2021 - 18:46

Buonasera Signora Arianna,
si tratta di una situazione molto complessa difficile rispondere in modo breve, immediato ed appropriato, si rischierebbe di semplificare situazioni e bisogni che avrebbero, invece, bisogno di essere trattati in modo più approfondito e dettagliato e nelle sedi appropriate. Qui trova molti professionisti (fra cui anche io) che sono in. grado di poterla orientare e supportare (anche a distanza) in modo privato. Con l'occasione Le auguro una serena Pasqua. Dott.ssa Silvana Censale