Federica  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 19/04/2021

Torino

Perché ho l'ansia di non fare mai abbastanza rispetto agli altri?

Sono una ragazza di 20 anni e da poco mi sono approcciata al mondo universitario. Sono sempre stata abbastanza sicura di me stessa per quanto riguarda lo studio, ma all'Università questa sicurezza ha cominciato a vacillare. Essendo il mio primo anno, ed essendo un periodo difficile, continuo a chiedermi se effettivamente il mio metodo di studio sia efficace o meno. Il problema è che non mi pongo questa domanda in modo sano, cercando in qualche modo di migliorarmi. Piuttosto tutto questo mi ha portato a paragonarmi costantemente agli altri, minimizzando il mio lavoro e il mio metodo. Purtroppo sono una persona che non studia esattamente passo dopo passo, perché prestando molta attenzione alle lezioni mi viene facile capire gli argomenti e anche se non riesco subito ad elaborare un discorso pulito, nel momento in cui ripeto per un esame per la prima volta noto di ricordare tutte le cose che leggo, ed ecco perché ho trovato sempre una perdita di tempo (ovviamente parlo di me stessa) ripetere sin da subito: se facessi così mi distrarrei continuamente e mi annoierei. D'altra parte, vedendo persone che fanno diversamente, ovvero che studiano passo dopo passo, ho cominciato ad essere insicura sul mio metodo studio, preoccupandomi costantemente sul fatto che probabilmente facendo tutto all'ultimo io non andrò bene all'esame e invece quelle persone sì. Questo pensiero mi sta divorando dentro, anche mentre studio ho in mente questo: magari sto seguendo un corso però penso già al fatto che gli altri hanno cominciato a studiare per un altro corso ed io no, di conseguenza mi sento insicura e mi faccio mille paranoie. Questa cosa mi ha portato al limite e ora non riesco più a sopportare questa cosa. Addirittura non sto utilizzando il cellulare durante la giornata perché altrimenti sarei inondata di messaggi circa quello che fanno le altre persone e quindi comincerei ad avere paranoie sul fatto che io non sto facendo la stessa cosa, che loro sono più avanti di me, che andrò malissimo all'esame. Insomma, ho in mente solo gli scenari peggiori. D'altra parte penso che queste persone per studiare così tanto ed essere sempre al passo devono rinunciare al proprio tempo libero. Io onestamente sono una persona dai tanti interessi, quindi quando sono stanca dallo studio colgo sempre l'occasione per cantare, suonare uno strumento, fare una passeggiata in campagna. Inoltre, in questa situazione di Covid non siamo nemmeno in presenza, quindi perdiamo meno tempo e sostanzialmente studiamo di più di quanto faremmo se fossimo fuori sede in una città universitaria, perché vivere altrove comporta andare a fare la spesa, pulire casa, andare in università, tornare e così via. Eppure, nonostante cerchi sempre di confortarmi con questi pensieri, resta la mia insicurezza e restano gli scenari negativi e i pensieri ossessivi che mi tormentano e mi fanno stare male, tant'è che l'altra volta ho avuto un attacco di panico durante una lezione per questo motivo. E' possibile smettere di fare questi pensieri? Come posso sviluppare più sicurezza? Ho la mente così piena di questi scenari negativi che ormai mi sembra di impazzire. Sono allo stremo e non mi va di continuare su questa strada.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Sonia Ferraro Inserita il 19/04/2021 - 17:08

San Donà di Piave
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Buongiorno Federica, ho letto quanto ha raccontato e provo ad esserle di aiuto.
Il momento del passaggio da una scuola superiore ad un'università rappresenta, già di per sé, un passaggio evolutivo importante. Ci si trova davanti ad un momento di grande cambiamento personale, di investimento su se stessi (da parte nostra e di chi ci sta accanto), di aspettative, verso il presente ma soprattutto verso il futuro, di domande sulle nostre abilità e di studio di una mole di libri e pagine certamente differente rispetto a quanto si è stati abituati.
Anche trovare il proprio metodo di studio, quello che più si adatta a noi e che massimizza la nostra performance, non è affatto un gioco da ragazzi né un qualcosa di scontato! Molto spesso lo si comprende con l'esperienza, gli errori, i tentativi, i successi e gli insuccessi.
Anche il confronto con gli altri può essere una naturale strategia iniziale per comprendere al meglio come migliorarsi.
Tuttavia, quando questo continuo paragonarsi e confrontarsi con gli altri, ponendosi in una situazione di iper-svalutazione di se stessi e di giudizio continuo e negativo verso le proprie abilità e potenzialità, diventa l'atteggiamento principale di lettura della propria vita, dei propri risultati e del giudizio di sé, è necessario iniziare a prendersi cura di sé stessi, sintonizzarsi con i propri bisogni, centrare l'attenzione sulle proprie risorse, senza doversi giudicare per forza in relazione ai successi degli altri. In altre parole, spostare lo sguardo: dagli altri verso sé stessi, dagli insuccessi verso i successi.
Per poterlo fare, un professionista psicologo o psicoterapeuta le sarebbe molto d'aiuto in questo percorso, in cui è indispensabile non sentirsi soli poiché molti come lei hanno sperimentato e sperimentano queste paure/ansie.
In bocca al lupo.
Dott.ssa Ferraro Sonia