Mari  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 14/01/2022

Bologna

Ansia e università

Sono una studentessa di una magistrale a ciclo unico, sono al 4 anno, in pari con gli esami ma quest'anno mi vedo ad affrontare 2 materie molto ostiche. Mi sembra di non saper più studiare, mi pesa e ora trovo la mia facoltà inutile e mi sento impreparata per andare a lavorare. Ho ansia ogni giorno, non voglio finire fuoricorso o mi sentirei in colpa, sbagliata, frustrata e inconcludente anche se razionalmente non è cosi e lo so... i dati parlano: solo il 20/25% dei ragazzi riesce a laurearsi in corso... e non ci vedo nulla di male se gli altri ci vanno... se ci andassi io però si.
Sento il peso di crescere... di diventare donna, di dover crearmi una carriera, una famiglia, di voler viaggiare, di avere un titolo di studi... ho paura di non raggiungere gli obbiettivi che in parte mi sono imposta e in parte è la società che li impone e il tempo mi sembra poco, che passi veloce e che io rimango indietro.
Ho paura di arrivare a 70/80 anni, guardarmi indietro e non essere soddisfatta....

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 14/01/2022 - 16:45

Torino
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Buongiorno Mari
Diventare adulti è una bella responsabilità e il mondo non è particolarmente generoso con chi sta affrontando questa tappa oggi.
Detto ciò, le difficoltà ci sono e un po’ di ansia per affrontarle non è del tutto sbagliata. Il problema sta nella sua quantità, quando l’ansia è troppa invece di aiutarci ci ostacola e ci rende ancora più difficile raggiungere gli obiettivi.
Mi sembra di capire che lei sia una persona con pretese molto alte verso se stessa ( se vanno fuori corso gli altri non è un problema, se ci va lei però sì), e questo può rendere ancora più acuta la sua ansia.
Le consiglio di lavorare su tre fronti: il primo riguarda le sue aspettative, sono alte, e va bene, forse però ce n’è qualcuna eccessiva? Mari, in fondo è un essere umano, fallibile qualche volta. Ciò non significa abbassare le pretese, non significa accettare la mediocrità, voglio essere molto chiara su questo, significa imparare ad amare anche la Mari più fragile, quella che ha bisogno di essere rassicurata e, qualche volta, perdonata.
Il secondo fronte è quello delle risorse. Lei ha paura di non farcela, ma ha qualche prova che sostenga questo timore? Ha mai fatto un’analisi delle sue capacità? La paura va bene, di fronte a prove impegnative un po’ di ansia ci sta, ma accanto ad essa dovremmo sempre avere la consapevolezza che “ porca miseria non ci vedo più dalla fifa ma ce la posso fare!”
Il terzo fronte riguarda ciò che la società le impone di fare. Certo non possiamo ritirarci in una grotta isolandoci dal mondo intero, ma dobbiamo lavorare su noi stessi per costruirci un posto nella società che ci aggrada piuttosto che rassegnarci a ciò che crediamo la società abbia preparato per noi.
La vita è un percorso complesso ma può diventare straordinario. Se in questa fase il cammino le sembra pesante, si affidi a un professionista, le fornirà strumenti che la renderanno più forte.
Le auguro davvero il meglio, le auguro di arrivare a 80 anni e di poter salutare il percorso fatto con un ampio sorriso.
Dott.ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Fabiana Marra Inserita il 14/01/2022 - 16:59

Lecce
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Salve Maria, mi sembra come se si fosse fermata a guardare e fare una resa dei conti, con la paura di deludere delle aspettative che ha prefissato da tempo. Io le consiglio un percorso nel quale potrà riflettere sul perché è nata "la paura del crescere" che indica acquisire qualcosa ma anche perdere altro. Quindi capire bene di cosa ha paura?
Le auguro il meglio
Resto a disposizione
Dott.ssa Fabiana Marra