Emma  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 14/01/2022

Cagliari

Non riesco a trovare la motivazione nel lavoro

Buongiorno a tutti!
Sono un insegnante precaria da diversi anni. Amo il mio lavoro, ho studiato tanto per farlo e sto ancora studiando per potermi stabilizzare. Nonostante le difficoltà ho sempre creduto ciecamente in quello che faccio, dal momento che penso che sia un lavoro importantissimo e grazie al quale si può fare la differenza.
Quest'anno però sto riscontrando più difficoltà del solito, e se qualcuno ha già trattato con altri insegnanti mi piacerebbe avere un punto di vista esterno che mi aiuti a riflettere.
In particolare quest'anno mi sono capitate classi particolarmente problematiche. So bene che fa tutto parte del lavoro e che classi come queste sono una sfida per noi insegnanti, personale e professionale, ma sento davvero di non avere più energie o motivazione. Spesso mi capita di tornare a casa a pezzi, mi sento quasi un fallimento perché non riesco davvero né a interessarli né ad arrivare a loro come vorrei, a educarli, a istruirli. Insomma, non riesco davvero a fare il mio lavoro. Mi sembra di essere invisibile, o di non contare nulla, non venendo ascoltata, perché la sensazione generale è quella di non fare più alcuna differenza, di non infondere alcun rispetto o di non essere un punto di riferimento. Semplicemente, la mia materia non importa o appassiona nessuno, e di conseguenza non sto riuscendo a metterci la passione che ho sempre messo o che metto di solito.
Questo, ovviamente, genera in me molta ansia, specialmente prima di entrare in classe, perché penso che sarà l'ennesima giornata in cui tutte le ore impiegate per cercare di preparare lezioni interessanti o diverse saranno state inutili, perché troverò disinteresse, scarsa attenzione e le spalle di chi troverà di meglio da fare che ascoltarmi o fingere di farlo.
Mi sforzo davvero per ritrovare le forze e la grinta, perché a me questo lavoro piace davvero, gli ho dato tutto, e non trovo in realtà nessuna ragione valida per doverlo mollare (non dopo tanti sacrifici almeno), però in una situazione come questa i dubbi mi vengono e non riesco a non ascoltarli. Per questo mi chiedo se il problema sia io, che non sono in grado di appassionare gli studenti o di impormi adeguatamente, o se la ragione sia da trovare altrove. Ho provato a essere più severa, ma ho odiato tutto di più, perché i risultati ottenuti non erano dovuti al vero impegno ma alla paura di provvedimenti, o a cercare una via di mezzo, ma finora mai in maniera abbastanza soddisfacente.
Oscillo tra momenti di estremo ottimismo e fiducia e momenti di assoluto sconforto, e in tutto ciò tengo comunque duro, perché penso che, in fondo, prima o poi, una soluzione la troverò senz'altro e che capirò cosa succede.
Oltre ad avere pareri esterni volevo anche sfogarmi, una delle strategie migliori per iniziare a stare meglio.
Per questo vi chiedo: come si ritrova la motivazione e come si mantiene nonostante tutte queste delusioni?
Grazie a chi vorrà rispondere.
Emma

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 14/01/2022 - 18:40

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Emma,
Per rispondere alla sua domanda relativa alla ricerca della motivazione, come lei immaginera', serve una conoscenza più approfondita di Emma. Solo così si può impostare un programma basato sulle risorse di Emma.
Detto questo, leggendo il suo scritto, mi ha colpito la frase "mi sembra di essere invisibile".
Le capita di avvertire questa sensazione anche in altri ambiti della sua vita? E se ciò capita, come la gestisce? Quanto conta per lei essere percepita dall'altro e cosa significa più in generale?
Inoltre, ha provato a confrontarsi con altri colleghi circa queste criticità?
Se non lo ha già fatto, le consiglio di farlo poiché, a partire dalla mia esperienza clinica, le posso dire che la condivisione con qualcuno che ha problemi simili ai nostri può essere uno spunto di riflessione, uno scambio di idee molto proficuo.
Qualora, questa strategia non dovesse essere sufficiente, le consiglio di ricercare un terapeuta che le ispiri fiducia e rispetto a cui senta di essere "visibile", che possa percepire realmente Emma.
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Fabiana Marra Inserita il 14/01/2022 - 17:13

Lecce
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Salve Emma, penso che tutto sia connesso alla sua frase "sto cercando di stabilizzarmi". Immagino che lavorare in una posizione instabile sia stancante e demotivante. Le consiglio un percorso che le possa permettere di individuare dei nuclei importante come ad esempio che significa per lei essere in questo stato lavorativo? Che aspettative aveva? Quanto questa condizione incide nella sua vita privata? I suoi alunni le stanno facendo da specchio alla sua stanchezza.
Le auguro il meglio
Resto a disposizione
Dott.ssa Fabiana Marra