Simona  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 06/12/2020

Udine

Come si supera la dipendenza affettiva?

Ho lasciato il mio ragazzo un mese fa poiché nell’ultimo periodo si scriveva con diverse ragazze e ha inviato un video e una foto intime ad una ragazza conosciuta su un social 2 giorni prima. (Relazione durata 1 anno e mezzo)
Ci eravamo già lasciato 4 mesi fa perché doveva dimostrarmi di non essere “ossessionato” dalle ragazze poiché quando gli parlavo mi spostava per guardare un sedere di un’altra ecc.
premetto che abbiamo una notevole differenza di età, io 19 lui 29, ed era il mio allenatore una volta.
Attualmente sto soffrendo molto perché mi manca tanto e mi sembra quasi impossibile andare avanti senza di lui.
Ho paura di aver sviluppato una dipendenza affettiva nei suoi confronti e di non riuscire ad uscirne. Mi rivivo nella testa tutti i nostri bei momenti e non capisco se è amore oppure una dipendenza affettiva.
Riconosco anche che negli uomini cerco cose che non mi ha potuto dare mio padre, ossia: dolcezza, amore e che si prenda cura di me.
Ora mi sento sola e molto vulnerabile senza di lui.
Come si supera tutto questo? Come posso dimenticarlo ed andare avanti? È veramente una dipendenza affettiva?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Matteo Radavelli Inserita il 07/12/2020 - 10:14

Arcore
|

Buongiorno Simona,
non ritengo utile proporre diagnosi in questa sede non conoscendo ne lei ne la sua storia. Se per lei è stata una storia importante è normalissimo provare le sensazioni che riporta ovvero di quasi impossibilità nell'andare avanti senza di lui. Vorrei consigliarle di darsi tempo, comprendo sia una cosa difficile ma, si dia tempo cercando di non cercare a tutti i costi una diagnosi per le sensazioni che prova che sono assolutamente comprensibili e comuni. Riguardo la seconda parte del suo messaggio ovvero che cerca nei ragazzi ciò che suo padre non le ha potuto dare credo potrebbe esserle utile approfondire con un professionista questo aspetto.
Resto a sua disposizione,
Dr. Matteo Radavelli