Giovanni  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 25/10/2021

Brescia

Ci resto troppo male per una breve frequentazione

Buongiorno a tutti. Mi chiamo Giovanni, ho 29 anni e descrivo la mia situazione. Innanzitutto mi scuso in anticipo per la lunghezza del post. Non pretendo che chiunque di voi abbia voglia di leggere tutto questo papiro perché ognuno ha i propri impegni, ma scrivere tutto questo serve molto anche a me, siccome da molto tempo scrivere mi aiuta a sfogarmi. La mia prima storia d'amore l'ho vissuta a 18 anni, durata circa 9 mesi. Come tutte (o quasi) le prime cotte l'ho vissuta in modo molto intenso, in quanto emozioni mai provate prima, e quando finì per motivi più che normali (non eravamo fatti l'uno per l'altra) ricordo che fu il periodo più brutto della mia vita. Reagii malissimo, vomitavo, avevo la nausea, piangevo tutte le notti, e mi sono portato dietro questo trauma fino ai 23 anni, in cui riuscivo soltanto ad avere relazioni molto superficiali e di poco impegno. Ad oggi ne ho 29 e mi sono reso conto di una costante che si ripete nella mia vita. Sono riuscito ad avere 2 storie "serie", nel senso che c'era di mezzo l'impegno reciproco e sono riuscito a prendere le cose seriamente e con impegno superando la paura di innamorarmi, una durata 6 mesi, l'altra 9. Alla fine di queste storie, arrivato il momento di rottura, ci ho sofferto pochissimo,anzi, quasi non ci ho pensato per più di 3 giorni (ed entrambe le volte ero stato lasciato, una volta per via del mio carattere introverso, e l'altra volta perché l'altra persona non provava più nulla per me). Entrambe le volte ho accettato la decisione delle partner in quanto credo (un po' per nichilismo e disillusione) che le persone debbano essere liberissime di fare un passo indietro, e che i sentimenti non si debbano forzare o fingere. Anzi, ho ringraziato per la sincerità e per i bei momenti passati insieme, e amici come prima, senza piagnistei e suppliche.
La cosa strana viene ora. Durante questo periodo, ho conosciuto una ragazza, di 32 anni su un'app di incontri. Abbiamo chiacchierato tutti i giorni via chat per circa 3 settimane, ci dicevano tutto, ci siamo confidati molte cose, che lei stessa ha ammesso di sentirsi pure strana nel fare tutte queste confidenze, siccome in genere non da mai così tanta fiducia alle persone appena conosciute, poi siamo usciti per un appuntamento, in cui ci troviamo bene. Le ho regalato dei fiori, a fine serata ho provato a baciarla siccome lei mi piaceva molto e sono stato benissimo, ma lei mi ha educatamente scansato, così non ho insistito e ci siamo salutati normalmente. Il giorno dopo le dico che sono stato bene con lei e che mi piacerebbe rivederla, ma lei continua la conversazione senza rispondere o reagire alla mia proposta di rivedersi. Ci continuiamo a sentire in chat per un'altra settimana, esattamente come prima, parlando del più o del meno. Io la sento volentieri, ma avendo interpretato quel bacio scansato e quella mancanza di risposta alla richiesta di rivedersi come sinonimo di non abbastanza interesse ho pensato che da parte sua ci fosse soltanto amicizia e confidenza e nulla di più, quindi era pure fuori luogo chiederle che intenzioni avesse con me. La settimana dopo quindi esco a pranzo con una ragazza (nulla di che, non era un "appuntamento" vero e proprio), e la sera stessa, per correttezza, lo dico pure alla ragazza che stavo sentendo. Lei si offende, la prende malissimo, dice che non vuole più sentirmi, che l'ho ferita, che ho avuto troppa fretta e che non si fida più di me. Mi confessa che io le interessavo molto, che con me si sentiva se stessa e che, pure se aveva scansato il bacio e non risposto per il secondo appuntamento, da parte sua c'era qualcosa di più di un'amicizia, c'era un forte interesse e che ormai si sentiva tradita. Io ci sono rimasto molto male e quasi spiazzato sentendo queste cose, non me lo aspettavo minimamente, soprattutto sapendo che lei stesse soffrendo di questa cosa. Ho cercato di rassicurarla e "recuperare" dicendole che non era un appuntamento (era stata veramente un incontro casuale e non premeditato, mi ero fermato per un pranzo a cui non era seguito niente), e che anche a me lei interessava tantissimo, ma che evidentemente avevo mal interpretato dei segnali che a me sembravano mancanza di interesse, e stupidamente prima di vedere un'altra persona non mi ero confrontato e chiarito con lei.
In tutto questo non sono qui a chiedere "come fare a farle cambiare idea" perché giustamente la capisco, la comprendo e ha fatto pure bene ad allontanarsi. Credo sia naturale. Io le ho spiegato in mille modi e ho cercato di rassicurarla, ma la fiducia non la si riottiene facilmente, ormai lei si è allontanata e non la sento da mesi. Quello per cui sono qui è perché io da quel giorno ci sto ancora malissimo, ne sto soffrendo molto, continuo a pensare di avere buttato via un'occasione d'oro, continuo ad idealizzarla (nonostante ci fossimo sentiti un mese e visti una sola volta) attribuendole assoluta perfezione, nella mia testa non faccio altro che pensare a come sarebbe andata se non avessi tradito la sua fiducia, se non mi fossi visto con un'altra persona, se non fossi stato così sprovveduto ma avessi avuto più pazienza e avessi continuato a frequentarla. Forse ora saremmo insieme, ne sarebbe nato qualcosa, se saremmo stati felici insieme, forse ci saremmo innamorati, forse era quella giusta e ho perso l'occasione della mia vita, continuo a immaginare mille scenari, mille secondi appuntamenti, a come sarebbe potuta andare, eccettera. Nella mia testa sono convinto che la nostra sarebbe stata una storia perfetta e bellissima se non avessi rovinato tutto. E mi rendo conto che non è una cosa normale restarci così male per una storia che nemmeno è cominciata, e che razionalmente i miei pensieri non hanno senso. Magari dopo altri appuntamenti sarebbe stata lei a perdere interesse nei miei confronti, o io nei suoi come può essere normale che succeda quando si esaurisce l'interesse della novità e si concretizzano i sentimenti verso l'altra persona. È possibile che sto più male per una frequentazione chiusa con un niente di fatto dopo un mese, che per storie che almeno hanno visto un inizio e una fine?
Ringrazio molto chiunque abbia avuto voglia e pazienza di leggere fin qui.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Sacha Horvat Inserita il 30/10/2021 - 18:11

Milano
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Buonasera Giovanni,
anche se nella realtà non vi è stato un seguito, come sottolinea lei, ha idealizzato questa ragazza e iniziato a vedere un futuro che avrebbe potuto essere "bellissimo." Anche le fantasie e le aspettative fanno soffrire. Lei parla di aver tradito la fiducia. Penso che le cose possano essere differenti, come mai si assume tutta la responsabilità dell'accaduto?
Se le si sono aperti nuovi spiragli di riflessione su di sé, colga l'occasione per farsi aiutare da un professionista a capire meglio gli eventi e l'accaduto.
Un caro saluto.
Dott. Sacha Horvat

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 25/10/2021 - 20:43

Torino
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Buonasera Giovanni,
l’idea di aver lasciato andare un amore che avrebbe potuto essere perfetto è dura da accettare, ma lei stesso si rende conto che sia una convinzione priva di fondamento. L’ anima gemella non esiste, semplicemente perché l’uomo possiede una capacità infinita di amare.
Detto ciò, per quanto la sua lettera sia lunga diventa difficile trovare una risposta certa, le propongo però un’ipotesi: lei scrive che dopo la prima storia importante, storia che l’ha fatta soffrire tantissimo, ha imparato ad accettare con grande disinvoltura la rottura di quelle successive. In qualche modo si è temprato per non rivivere più la sofferenza inaccettabile della prima volta.
Il fatto di non riuscire a rassegnarsi alla conclusione della storia attuale, peraltro mai nata, potrebbe essere l’altra faccia della stessa medaglia: lei non vuole più soffrire per amore, ma una storia finita è come un lutto. Per elaborare un lutto è necessario accettare che la persona amata non c’è più e che non ci sarà più per sempre. E’ un’ammissione che fa male ma è l’unico modo per accettare l’idea che noi continuiamo a vivere anche senza di lei.
Nel suo immaginario questa sarebbe potuta essere la storia perfetta, per questo non ha il coraggio di lasciarla andare, e per questo continua a soffrirne.
Nessuno vorrebbe affrontare i propri lutti, eppure questo è l’unico modo per continuare a vivere, per darci la possibilità di sperimentare mille altre splendidi occasioni.
Resto a disposizione e le auguro ogni bene,
dott.ssa Manuela Leonessa