M.  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Prato

Problemi familiari e di relazione

Gentilissimi buonasera,
da circa 10 anni ho una relazione con un ragazzo più giovane di me di 10 anni (io 52, lui 42).
Lavoriamo tutti e due e insieme, in questi anni, abbiamo acquistato tre immobili in Toscana, ove viviamo, uno grande in città (ove vivevamo e ove paghiamo 700 euro di mutuo), un monolocale in provincia (per investimento) e uno in alta campagna a circa 30 km dalla città (ove paghiamo 500 euro di mutuo).
Io possedevo già un immobile in provincia e una casa al mare al 50% con mio fratello, in Liguria, ricevuta in eredità da una zia.
Precisamente questa abitazione al mare era stata lasciata solo a mio fratello, ma nostra madre (allora eravamo ventenni), chiese a mio fratello di intestare a me il 50% affinché avessimo la casa entrambi. Mio fratello acconsentì.
In questi 25/30 anni ho usufruito di questa abitazione solo una/due settimane all'anno, pagando sempre le tasse (circa 1.000 euro all'anno) e le spese condominiali ordinarie e non.
Sempre nell'anno del lascito (25/30 orsono), nostra madre l'ha ristrutturata a sue spese e sempre per tutti questi anni vi si è sempre trasferita da Maggio a Settembre (tutti i mesi estivi), unitamente a nostro padre. Mia madre e mio padre vivono nella loro abitazione in città in Liguria, vicino a quella al mare mia e di mio fratello (stessa provincia).
Quindi io sono proprietario di questo 50% di abitazione al mare, per la quale pago tasse e altro, ma per la quale, a oggi, vado solo una/due settimane all'anno, a ottobre/novembre.
Naturalmente gli anni passano e la vita cambia e da due anni abbiamo deciso di trasferirci nella casa in alta campagna e affittare la casa in città.
Purtroppo tale scelta non è stata ottimale perché se all'inizio era bello, ultimamente la cosa ci sta pesando parecchio; il paese dista circa un'ora un quarto di bus dalla città (45 minuti in auto) e il mio compagno che non guida, sia per il lavoro, sia per andare in città deve fare il tragitto in bus all'andata e al ritorno.
Il problema si alza esponenzialmente nel periodo invernale, perché bene o male in primavera ed estate si sta bene.
Tutte queste considerazioni non le avevamo fatte al momento del trasferimento, presi dall'euforia, ma da alcuni mesi per lui la situazione è purtroppo diventata molto pesante.
Attualmente la nostra abitazione in città è affittata, come anche è affittato il nostro monolocale in provincia e la mia abitazione in provincia.
Il nostro rapporto si sta incrinato perché io gli chiedo di "resistere" fino a che almeno scadono i 4 anni di affitto di uno degli immobili (della nostra grande o della mia in provincia), ma lui mi chiede di vendere l'abitazione al mare dato che di fatto non la utilizziamo e ci paghiamo solo le tasse.
In effetti, come ho detto, l'abitazione al mare è "occupata" dai miei genitori da Maggio a Settembre e noi non andiamo perché siamo in due con tre cani, quindi abbiamo sempre optato per il periodo autunnale.
Devo dire che sia io, sia mio fratello siamo sempre stati in sudditanza verso nostra madre, vuoi perché è stato grazie a lei che questa casa al mare ci è stata lasciata, vuoi per tanti altri fattori familiari.
Sta di fatto che il mio compagno che non ce la fa più a stare in campagna, per principio, non intende vendere le nostre cose (magari il monolocale o la stessa casa in campagna) per acquistare un'altra abitazione e in città e neache intende andare incontro a ulteriori spese o mutuo per acquistare un'altra casa in città.
Quindi mi "accusa" di non tenere a lui e di permettere ai miei genitori di fare quello che vogliono nella mia abitazione al mare. Io ho chiesto più volte a mio fratello se avesse intenzione di vendere, ma lui non è d'accordo; ultimamente abbiamo avuto anche discussioni con sua moglie (mia cognata).
A me dispiace fare questo a mio fratello, dispiacerebbe fargli scrivere dall'avvocato per la vendita della casa al mare, ci mancherebbe.
È anche vero che la problematica non è semplice; di fatto, a 52 anni (mio fratello 54) abbiamo una casa ove non andiamo quasi mai (vuoi per lavoro, vuoi per la lontananza) e che hanno sempre usato i nostri genitori.
So che magari leggendo quanto ho sopra riportato, alcuni potrebbero pensare "fossero questi i problemi", ma la situazione è davvero arrivata al limite e ho preso anche in considerazione di terminare il rapporto col mio compagno e ciò a causa di questa abitazione e al mare che tecnicamente varrebbe circa 450 mila euro.
Il mio compagno dice che questa non è una situazione normale, che alla nostra età e all'età di mio fratello, sarebbe l'ora di cominciare a godersi un poco la vita, con la vendita di questa casa al mare, che teniamo la casa solo per farci andare d'estate la mamma e che non possiamo aspettare di avere 65/70 anni per venderla.
Addirittura mi dice che dovrei andare a parlare con uno psicologo!
Aiutatemi con dei consigli, vi prego.
Grazie.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Sacha Horvat Inserita il 07/01/2022 - 15:26

Milano
|

Buongiorno M.,
mi pare di capire che la scelta non può essere solo sua e che nell'eventuale vendita entrano in gioco molte più figure.
Dal momento che la sua richiesta appare su un portale di psicologia, forse quello che cerca o cercate lei e il suo compagno è uno spazio in cui poter affrontare e approfondire alcuni aspetti relazionali che vi creano disagio.
Se questa difficoltà sta mettendo alla prova la vostra relazione, potrebbe essere utile rivolgersi ad un professionista.
Un caro saluto.
Dott. Sacha Horvat