Sara  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Roma

Asessuale o...?

Salve. Sono una ragazza di 23 anni, da molto tempo mi turbano non pochi pensieri e sensazioni che non si soffermano soltanto sulla mia sessualità problematica, affatto... Questa è una piccola premessa doverosa perché vi è anche la possibilità che possano esistere dei condizionamenti in atto, tramandati da esperienze e intervalli di tempo precedenti. Sinceramente spero sia così. Ho sofferto in passato (durante le medie e superiori) di derealizzazione cronica, depressione, ansia generalizzata e pensieri ossessivo-compulsivi che riuscivano a protrarsi anche per più giorni nella loro fase più intensa ; tutto ciò in seguito ad episodi di bullismo verbale che mi hanno portato ad un'emarginazione e solitudine profonda. Attualmente mi sento meglio, più sicura ma allo stesso tempo sempre confusa, conservando una patina, spessa anche se non sembra, di necessità di mantenere le distanze. Inoltre a volte mi sento bloccata, soprattutto se devo agire per il futuro, come congelata, ho molte idee e passioni varie ma mi sento come ancorata all'immobilità; Ho un carattere naturalmente introverso e sensibile e questi eventi traumatici, almeno per la mia persona, mi hanno portato ad allontanarmi ancora di più, vivo nel mio mondo fatto di fantasticherie e passeggiate in mezzo alla natura in solitaria. Da molto tempo penso di voler entrare in terapia solo che, a dirla tutta, non trovandomi in situazioni economiche eccellenti ciò mi ha sempre in qualche modo 'bloccato'...e non saprei se rivolgermi ad un analista o sessuologo, vista la varietà delle 'difficoltà'. In passato sono andata da due psicologi (uno situato al liceo) che mi hanno aiutato ad affrontare l'angoscia del momento ma se mi ritrovo ancora a fare questi discorsi penso che ci sia ancora molto margine di miglioramento... Detto ciò, rientrando nell'argomento principale, ossia la mia sessualità, ciò mi turba profondamente perché mi piacerebbe almeno riuscire a godere la mia sessualità e invece no, neanche questo piacere, ciò risulta essere un problema ingombrante a dismisura, portando alla creazione di una grande invidia per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale... Più nello specifico e cercando di descrivere le mie sensazioni sull'argomento...ho pensato che, all'epoca, la derealizzazione che si è protratta per qualche tempo e lo stato pietoso del mio stato d'animo avessero potuto deviare in qualche modo il desiderio di avere un po' d'intimità con qualsivoglia persona, dato che a momenti provavo vergogna nel mostrare la mia persona fisica mentre passeggiavo per strada ai passanti. Soltanto che vorrei aver fatto qualche passo avanti al giorno d'oggi, ho 23 anni e non sono più giovanissima, avrei potuto capirci qualcosa fino ad oggi almeno e invece niente . Ho letto che l'asessualità dovrebbe manifestarsi, come concetto base, in mancanza d'attrazione sessuale... In realtà sembrerà strano a dirsi ma non so se io l'abbia mai provata o meno, nel senso che non sono molto brava ad etichettare le sensazioni che provo e a dire con certezza che è stato così, trovo tutto molto vago e vario. Di certo a volte, ciò che noto spesso, è di provare attrazione sessuale (sensazione di calore e sensazione li tipiche) ma perlopiù accade con persone che non conosco, anche se raramente ma ultimamente con maggior frequenza, nonostante ciò, in ogni caso, quando si traduce all'atto vero e proprio, è come se perdessi la capacità di sentire. Dico anche che sono molto romantica, quando vedo un ragazzo riesco a capire se mi piace o meno fisicamente anche se sono piuttosto cerebrale e considero altri aspetti molto importanti. Inoltre le mie fantasie sono piuttosto bizzarre e ricorrenti quando mi masturbo, e la natura di esse è la fonte di una buona parte delle mie inquietudini; ad esempio immagino spesso di essere un uomo con membro annesso...(ovviamente) e di avere rapporti con donne ed uomini. Ora. Io sono fermamente convinta di voler restare donna e mi considero anche abbastanza femminile, non ho mai avuto tendenze o desideri che potessero far pensare di voler appartenere all'altro universo. Detto ciò vi ringrazio, ci ho impiegato un po' per scrivere ciò, è stato uno sfogo... Saluti

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 11/05/2022 - 11:29

Roma
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Gentile Sara, è stata brava a superare un periodo in cui è stata oppressa da quei sintomi non certo di lieve entità. E' stata aiutata dagli psicologi e le ha fatto bene. La derealizzazione è una esperienza di angoscia intensa in cui la realtà esterna si frantuma, si sbriciola, come se divenisse di carta. La realtà perde sostanza. Contemporaneamente, anche il nostro corpo, il nostro Io appare come irreale. Perché è pur vero che siamo pur sempre in relazione col mondo, siamo esseri sociali. Siamo in relazione col mondo anche quando stiamo da soli. La realtà, le persone sono presenti in noi attraverso le fantasie, l'immaginazione, i pensieri. Se ci fa caso, anche quando si sta da soli, nella propria interiorità, "si parla" sempre con qualcuno, domande, risposta, si dialoga con i genitori, un amico, il ragazzo che si è incontrato poco prima e pare che ci abbia fatto gli occhi dolci. E, nella solitudine, si risponde allo sguardo con uno altrettanto intenso. o ci si distoglie, perché sappiamo benissimo che si tratta di una fantasticheria. La realtà, quella reale, poi ci chiama. Ma come è fatta questa realtà? Come è fatta la sua realtà? " A volte sento la necessità d mantenere le distanze, mi sento come bloccata, congelata". Se non c'è una realtà in cui possano esprimersi, manifestarsi, vivere i propri desideri affettivi, emotivi, sessuali, il desiderio potrebbe anche abbandonarci. Ce lo scordiamo, pensiamo solo al lavoro, al da farsi. E l’emozione si nasconde e potrebbe smarrirsi. Lei non l'ha smarrito, avverte sensazioni di calore, fa fantasie (le fantasie possono essere le più bizzarre), si masturba. Mi attengo a ciò' che scrive, ma pare che il desiderio sessuale c'è, ciò' che manca è un luogo, delle persone con cui condividere le proprie emozioni. La realtà è troppo poco investita e le persone sono assenti. Le farebbe bene una psicoterapia, ne ha già provato i benefici. Per quanto riguarda il discorso economico, credo che ne possa parlare con un/una terapeuta che potrà scegliere. Se noi non possiamo lavorare gratis, essendo dei privati, si potrà tenere in considerazione il fatto che è una persona giovane e magari studia ancora. Il prezzo economico poi per problemi che si trascinano da anni e talvolta per decenni, a volte è molto alto. Ciascuno di noi lo può' verificare intorno a sé: persone che arrivano a 50/ 60 anni, trascinandosi dentro angosce e problematiche sorte in fase adolescenziale. Spero di averle dato qualche spunto. Se lo desidera, mi riscriva. Buone cose.