articoli di psicologia della Dott.ssa Valentina Bennati

risposte dello specialista Valentina Bennati

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Affrontare una paura? Quale approccio?

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Caro Ludovico, quanto le è successo le ha dato sintomi fisiologici molto fastidiosi, in questo caso scatenati dalla sostanza attivante (nicotina). Tali sintomi di per sé possono creare disagio sul momento: una volta scomparsi ci può rimanere il ricordo spiacevole, ma ciò non interferisce con la nostra vita. La differenza sta nel modo in cui questi sintomi vengono interpretati, la valutazione che ne diamo. La invito a chiedersi: "cosa mi fa paura di questi sintomi?" "cosa penso che potrà accadere?". Probabilmente quello che sta vivendo è la paura della paura. Di solito quello che ci spaventa è ciò che non conosciamo. Il modo migliore per combattere la paura è affrontarla (proprio come ha fatto con la caffeina!). Affrontare ci aiuta a mettere in discussione le nostre convinzioni ( dopo aver bevuto la coca cola ha avuto la prova che tali sintomi non compaiono e quindi ha messo in discussione la sua convinzione che tutte le sostanze attivanti provocano quei sintomi). Il metodo che ha adottato è molto valido. La psicoterapia cognitiva si basa proprio su questi principi. Il mio consiglio è quello di continuare a "provare", ma anche di cercare di capire quali convinzioni ci sono dietro le sue paure. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento...

Gelosia della sorellina del mio ragazzo

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Cara Valentina, purtroppo quando c'è una sorella più piccola in casa, le attenzioni e le coccole sono tutte per lei. Mi sembra di capire che il tuo ragazzo ha un rapporto molto speciale con lei e si sente di darle tutte le attenzioni richieste, quasi a ricoprire il ruolo del padre. Nella lettera non emerge la figura paterna. E' presente? Che ruolo ricopre? Faccio una riflessione su questo per invitarti a pensare alle motivazioni ed ai bisogni che possono celarsi dietro questo comportamento da parte del tuo ragazzo. Riguardo alla tua gelosia nei confronti della sorella, riporti che quando siete da soli, al di fuori dell'ambiente familiare, lui ti dice che sei la sua famiglia e mostra un atteggiamento diverso. Cosa intendi con questo? Lo dimostra anche con i fatti? Ti senti realmente amata? Senti di ricevere le giuste attenzioni o pensi che avresti bisogno di qualcosa in più? Dopo queste riflessioni il mio consiglio è quello di provare a farti coinvolgere anche te nella loro relazione...magari quando siete fuori potresti entrare anche tu nei loro giochi. Prova a non sentirti in competizione con lei. Lei è sua sorella e tu sei la fidanzata. Avete due ruoli e due posizioni diverse e nel cuore del tuo ragazzo c'è posto per tutte e due. Un caro saluto...

Paura di perdere il controllo

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Buongiorno Raffaella, posso immaginare quanto sia estenuante vivere costantemente in ansia e quanto questo le condizioni la vita. Le gocce sicuramente la stanno aiutando a contenere la sintomatologia, ma se non associate ad un percorso psicologico hanno un effetto parziale, in quanto si agisce solo sull'esito senza andare ad approfondire le paure e le convinzioni che tengono vivo il suo disagio. Iniziare un percorso con un terapeuta l'aiuterebbe a fare chiarezza su quanto sta vivendo, insieme potreste dare risposta a tutti i suoi interrogativi e capire quali sono le cause, perché si manifestano i sintomi e sempre insieme trovare le modalità per affrontarli e gestirli. Intanto le posso dire che è normale avere delle ricadute se non si è lavorato a fondo su cosa mantiene l'ansia e il panico, soprattutto se si sta vivendo un periodo particolarmente stressante. Le sue paure sono più che fondate quando non sappiamo bene cosa ci sta succedendo e perché ci sta capitando tutto questo e la paura alimenta la paura, è del tutto normale. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. La saluto cordialmente, Dr.ssa Valentina Bennati...

Sarà che questa relazione mi sta consumando?

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Buonasera, la frase che ha scritto “Non mi sento felice” racchiude tutto ciò che sta vivendo ed è da una riflessione su cosa la renderebbe felice che io partirei... a 22 anni (quando ha iniziato la relazione con il suo ragazzo)si hanno aspettative, sogni e una vaga idea di quello che vorremmo raggiungere nella vita. Poi proseguiamo nel cammino, cambiano le idee, i progetti, cambiamo noi stessi insomma.. A 28 anni è normale non sentirci quelle di qualche anno fa ed è probabile che non ci riconosciamo. Quello che mi arriva dalle sue parole è una sorta di impotenza, come se le cose ormai non potessero più cambiare, come se questa fosse l'unica vita possibile. Cosa significa per lei questa bambina? Immagino che sia difficile quello che sta vivendo: essere la compagna di un ragazzo che è già padre ci fa sentire sempre come se fossimo un passo indietro ed è faticoso arrivare a camminare in fila per tre, soprattutto a 20 anni. Al di là di questo, lei dovrebbe mettersi sempre al primo posto insieme a ciò che la rende felice ed appagata. Ha tutto il diritto di dire ciò che pensa e che si sente infelice. Scrivere questa lettera è stato un gesto molto importante. Condividere con qualcuno il nostro stato d'animo ci aiuta a capire meglio quello che proviamo e ci dà l'opportunità di vedere quello che ci fa soffrire da un'altra prospettiva. Credo sia un ottimo inizio questo... Resto a disposizione per ogni chiarimento. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Tradimento, superato ma qualcosa non torna

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Caro Giovanni, il suo disagio è più che comprensibile. Il tradimento all'interno della coppia è destabilizzante. Viene messo in discussione il suo ruolo di partner sia a livello affettivo che sessuale, mina la progettualità condivisa e ha un impatto molto forte sull'autostima. La forza che ha avuto nell'ammettere le sue responsabilità e l'impegno che mette nel far andare avanti il rapporto le fa onore ed è sintomo di consapevolezza e coraggio. L'importante è che si fermi a riflettere su ciò che tutto questo ha comportato e sta comportando per lei sul piano emotivo. Il tradimento può essere considerato un vero e proprio trauma perché va ad intaccare il legame di attaccamento e può far riemergere insicurezze e vulnerabilità personali. La invito a pensare un attimo a sé stesso e a cosa avrebbe bisogno lei in prima persona in tutto questo al di là del rapporto di coppia. Le sue paure, le sue insicurezze sono più che legittime. Avendo chiaro quali sono le nostre paure e i nostri bisogni, è più semplice condividerli e farli capire alla persona che ci sta accanto e se questa persona ci ama non esiterà a fare il nostro bene. Resto a disposizione per ogni chiarimento. Cordialmente, Dr.ssa Valentina Bennati...

Perché il mio fidanzato non mi bacia?

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Cara Saretta1, il bacio all'interno della coppia è molto importante soprattutto all'inizio di un rapporto, quando la fisicità, l'attrazione sessuale è la componente che spicca di più. Il bacio è intimità. Posso immaginare la tua frustrazione nel sentirti non desiderata e rifiutata. Ciò che distingue una coppia da un'amicizia è la componente fisica e sessuale. Nella lettera non specifichi se viene escluso solo il bacio o anche i rapporti sessuali. Purtroppo non ho gli elementi sufficienti per aiutarti di più. Ti invito a riflettere sul tipo di relazione che avete instaurato, su come ti senti all'interno della coppia, su quali sono i tuoi bisogni e se vuoi approfondire resto a disposizione. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Sono davvero così tanto sbagliata per mio marito?

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Cara Siwar, le sue parole trasmettono tutta la sua sofferenza e frustrazione di quando ci sentiamo invisibili agli occhi della persona a cui ci siamo affidate ed alla quale abbiamo dato piena fiducia. In un rapporto di coppia dare e ricevere a livello emotivo ed affettivo dovrebbe essere in equilibrio. Quando ci accorgiamo che questo equilibrio non c'è più, è lì che dobbiamo drizzare le antenne e fidarci del nostro istinto. Se sente che qualcosa non va vuol dire che qualcosa non va e non significa che la colpa è sua perché non fa abbastanza, perché non è abbastanza per suo marito. Lei ha tutto il diritto di stare bene e vivere un rapporto appagante. Ha il diritto di essere vista! Ma questo non dipende da lei e dal suo comportamento. Purtroppo quando viviamo in un rapporto così, ci indeboliamo perché fa leva sui nostri punti deboli, sulle nostre vulnerabilità e non vediamo altra via di uscita, se non fare di tutto affinché le cose vadano come vogliamo. Ma restando dove siamo ci precludiamo la possibilità di vivere una vita piena e appagante. Ci vuole coraggio e forza di volontà perché andiamo verso un territorio sconosciuto, ma è l'unica strada che ci riporta alla luce... Se sente di non farcela può farsi aiutare e intraprendere un percorso personale. Le auguro di proseguire questo cammino partendo proprio dalle sue sensazioni e dalla sua infelicità perché lei ha tutto il diritto di stare bene!! Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Problema di autostima e rapporto con i genitori

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Buongiorno Giulia, quando siamo piccoli vediamo il mondo e noi stessi attraverso i nostri genitori. Se il messaggio che recepiamo è che noi siamo sbagliati e facciamo nostra questa convinzione, ecco che ci sentiremo in difetto in qualsiasi situazione anche da adulti. Ma lei ha una grande risorsa: mette in discussione il messaggio dei suoi genitori e riconosce che esagerano. Non deve essere semplice per lei vivere dovendo dimostrare sempre ai suoi genitori e a lei stessa di essere all'altezza. Purtroppo quando siamo di fronte alle nostre vulnerabilità che non abbiamo elaborato, rispondiamo come se fossimo bambini e come dice lei stessa ci sottomettiamo al giudizio degli altri. Ma Giulia adulta sa che sta facendo bene e che le critiche che le vengono rivolte non sono giuste. Tutto quello che sta vivendo è normale alla luce delle sue esperienze di bambina. Quello che può fare è iniziare un percorso psicologico che può aiutarla a difendere la propria individualità e aumentare la stima che ha di sé. Ne ha tutto il diritto... Le auguro il meglio, Dr.ssa Valentina Bennati...

Che cosa è meglio fare?

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Cara Chiara, quello che hai vissuto ti ha reso molto sensibile e vulnerabile. E' normale avere paura di essere abbandonata, di essere allontanata di nuovo e avere la sensazione che gli altri non ti capiscano abbastanza. E probabilmente questo ultimo fatto è vero...non è facile per chi non ha vissuto certe esperienze capire fino in fondo chi le ha vissute. Non è facile capire quali paure stanno dietro un attacco di panico, dietro un gesto autolesivo, dietro tanta sofferenza. Solo tu che le hai vissute in prima persona sai di cosa si parla. Chi ci sta accanto può aiutarci con le modalità che conosce e che ha a disposizione, ma non sempre rispecchiano quello che ci aspettiamo. Ognuno ha un modo diverso di affrontare le cose. Probabilmente il tuo fidanzato reagisce alla sofferenza sdrammatizzando, con l'obiettivo che tu possa fare altrettanto e con tutte le buone intenzioni. Ma non ottiene la stessa cosa da te perché avete due storie diverse alle spalle e due modalità diverse di reagire. Un aiuto esterno, un confronto su quanto stai vivendo ti potrebbe aiutare a capire meglio che tipo di risonanza ha il comportamento del tuo fidanzato dentro di te e cercare nuove strategie per stare meglio insieme. Spero di esserti stata utile (rimango comunque a disposizione) Un caro saluto Valentina Bennati...

Depressione per lo studio e problemi di concentrazione

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Buongiorno Magda, posso immaginare la sua frustrazione e impotenza di fronte ad un ostacolo che le blocca in un certo senso la vita. Quella di iniziare un percorso psicologico è stata un'ottima decisione che mi sento di appoggiare caldamente e la invito a proseguire. I risultati non si vedono subito...è normale avere tante aspettative e vorremmo risolvere la situazione il prima possibile dopo aver passato anni con tanta sofferenza. Ma vedrà che proseguendo ci saranno benefici. E' un periodo molto difficile, ma noi psicologi lavoriamo anche da casa con Skype, videochiamate Wa e consulenze telefoniche. Può chiederlo alla sua terapeuta. E' un peccato abbandonare proprio ora! Ha fatto tanti sacrifici e sono sicura che se mette l'impegno anche in questa cosa ne trarrà beneficio. Le auguro il meglio, Dr.ssa Valentina Bennati...

Matrimonio in crisi per disaccordo sui figli

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Cara Noemi, dobbiamo sempre cercare di raggiungere e realizzare quelli che sono i nostri sogni e dobbiamo impegnarci affinché ciò sia possibile in modo da rendere la nostra vita piena ed appagante. Quando i nostri sogni però coinvolgono anche l'altro, dovremmo soffermarci e capire se tutto quello che vogliamo raggiungere è realizzabile tenendo conto di quelli che possono essere i desideri della persona che ci sta accanto. Purtroppo non sempre i nostri desideri coincidono con quelli di un'altra persona, anche se questa è la persona che amiamo e con la quale abbiamo deciso di trascorrere la nostra vita. Quello sul quale vorrei invitarla a riflettere è il significato che lei stessa dà alla reazione di suo marito. Cosa significa per lei il fatto che suo marito non voglia la stessa cosa che vuole lei? Cos'è che la fa soffrire di più? Immagino non sia facile, ma provi un attimo ad osservare quello che ha adesso, provi a non andare con lo sguardo al futuro e osservi la vita di adesso, suo marito, sua figlia. Cosa vede? Cosa prova? Le ho ho fatto un sacco di domande, ma l'intento è quello di sollecitarla a vivere il presente e godersi ciò che ha realmente oggi, altrimenti il rischio è che anche le cose belle vengono annebbiate dall'incertezza di un futuro che non conosciamo e che ci fa paura perché ci sembra non arrivare mai. La sua sofferenza è più che comprensibile, quando non ci sentiamo ascoltate e lei ha tutto il diritto di essere ascoltata. Provi a parlarne con qualcuno di cui si fida e che la può aiutare a comprendere meglio ciò che sta vivendo. Un caro saluto Valentina Bennati...

Mancanza desiderio: come ritrovare il desiderio in me?

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Buongiorno Silvia, la perdita di desiderio sessuale può essere dovuta a diversi fattori, come problemi all'interno della coppia, preoccupazioni, defessione dell'umore e altri ancora. Lei riporta che ha iniziato ad avere un calo del desiderio circa un anno fa: si ricorda se è accaduto qualcosa in particolare? Cosa stava accadendo nella sua vita in quel periodo? Come si sente di umore? Nota anche la perdita di energia o di piacere in altri contesti della sua vita? Sono tutte domande alle quali può trovare una risposta insieme ad un terapeuta, ricostruendo ciò che sta accedendo nella sua vita e parlando di come si sente. Ha fatto bene a scrivere e chiedere aiuto. Il mio consiglio è quello di non lasciar passare altro tempo, in modo da fare chiarezza su ciò che le sta accadendo e trovare gli strumenti adatti per superare questa sofferenza. Sono a disposizione se ha bisogno di chiarimenti. Un caro saluto, Valentina Bennati...

Non ho un obbiettivo. Mi sento un fallito.

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Buongiorno Peppe, la cosa dalla quale le consiglio di partire è provare a finire questa frase: “Io sto bene quando...”. Solo partendo da una riflessione su ciò che le piace e su quello che la fa stare bene può iniziare a capire qual'è la sua strada. Nella lettera parla di tante cose che fa e che ha fatto per gli altri, per non deluderli, ma per lei cosa vorrebbe? Mi sento di dirle che niente è perso, anche se si trova ad affrontare un momento difficile dovrebbe sempre tenere presente quello che è riuscito a fare e non guardare solo dove ha fallito. Sbagliare ci aiuta a migliorarci. In quei sei anni che lei definisce come buttati via, c'è sicuramente qualcosa da salvare, qualcosa che ha imparato. La sua frustrazione è comprensibile quando davanti non vediamo un futuro e non sappiamo quale strada prendere. Ma la strada giusta c'è per tutti, anche se in certi momenti vediamo buio. Immagino quanta fatica ci sia dietro le sue parole. Per questo le consiglio di parlarne con un terapeuta, che l'aiuti ad approfondire quanto ha già scritto in questa lettera. Le faccio i miei più cari auguri. Dr.ssa Valentina Bennati...

Dubbi nati da una relazione mancata

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Cara Ilaria, quello che non conosciamo suscita in noi due reazioni: ci fa paura perché non sappiamo bene cosa ci aspetta, è fuori dal nostro controllo, ma allo stesso tempo ne siamo irresistibilmente attratti. Tutto ciò di cui non abbiamo fatto esperienza diretta, ma che abbiamo desiderato e alimentato con i nostri pensieri rimane acceso dentro di noi, a volte con una forza maggiore rispetto alle vita che viviamo realmente e concretamente. Questo perché nella nostra mente lo abbiamo creato a nostro piacimento, ci abbiamo fantasticato e lo abbiamo dipinto come volevamo. Quello che accade a lei probabilmente è proprio questo. Tornare con la mente a quel ragazzo è un po' come cercare di capire come sarebbe andata se...darsi delle spiegazioni...valutare se è stata la scelta giusta... Rimane sempre il dubbio, è normale. Quello sul quale dovrebbe soffermarsi a riflettere è quanto tempo occupano le sue giornate questi pensieri? Interferiscono con la sua vita? O sono solo pensieri transitori? Riesce a controllarli o li vive come intrusivi e fuori controllo? Fa qualcosa per scacciarli o se ne vanno naturalmente? La invito a fare queste riflessioni. Resto a disposizione nel caso ritenga opportuno contattarmi. Le auguro una buona giornata. Valentina Bennati...

Spesso rispondo male e in modo brusco al mio ragazzo: come posso modificare il mio atteggiamento?

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Buongiorno Enza, quello che sta vivendo con il suo ragazzo è comune a molte coppie. Questo perché quando viviamo un rapporto di coppia tendiamo a lungo andare a vedere la diversità del partner come incompatibilità e non come spunto di riflessione e confronto. Vorremmo che il nostro partner fosse uguale a noi, con gli stessi pensieri e sintonizzato con le nostre emozioni. Quindi ci sforziamo, spendiamo energie per cambiare l'altro affinché diventi più simile a noi e ci arrabbiamo quando ci accorgiamo che non è così. Purtroppo, ma anche per fortuna l'altro non sarà mai uguale a noi. C'è un un libro molto chiaro e utile di Beck che spinge a riflettere sul proprio rapporto di coppia e dà consigli pratici per risolvere le crisi e migliorare l'unione. Il titolo è “L'amore non basta”. Glielo consiglio. Se decide di prenderlo mi faccia sapere se le è piaciuto. Spero di esserle stata di aiuto. Un caro saluto, Valentina Bennati...

Problemi interiori

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Buongiorno Luigi, purtroppo questa situazione di emergenza e di isolamento non fa che peggiorare le nostre difficoltà già presenti. E' una condizione molto difficile da gestire e ancora di più lo è se non condividiamo il nostro disagio con qualcuno. Il mio consiglio è quello di parlare con uno psicologo. In questo momento ci sono diversi sportelli di ascolto organizzati dalle varie regioni. Può consultare il sito del Consiglio Nazionale degli Psicologi o vedere l'ordine degli Psicologi della regione dove abita. Condividere e raccontarsi aiuta molto, soprattutto in questo momento così difficile. Un caro saluto, Valentina Bennati...

Lasciato via sms in quarantena

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Buongiorno Domenico, la fine di una storia è un vero e proprio lutto da elaborare. E' difficile da affrontare nella vita a cose normali,ma affrontarla in queste circostanze, in quarantena, dove la nostra vita di tutti i giorni è sospesa, immagino sia molto doloroso. Soprattutto se non abbiamo chiari i motivi per i quali la storia è finita e se la viviamo totalmente come una scelta subita che non dipende da noi. Dalla sua lettera emerge tutta la confusione, il dolore e il tentativo di riparare. Tutto quello che sta vivendo è normale, come è normale cercare di trovare le spiegazioni a quanto è accaduto. Il rischio però, quando affrontiamo qualcosa da soli, quando rimaniamo con i nostri pensieri a farci mille domande è quello di aumentare il nostro malessere e le nostre colpe. Non so se lo sta già facendo, ma provi a parlarne, a confidarsi con qualcuno di cui si fida, a condividere il dolore. In questo momento le sarebbe molto di aiuto ascoltarsi e dare spazio alle sue emozioni. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Difficoltà terapia online ma urgenza consulto

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Buongiorno Melania, si purtroppo la terapia online diventa difficile se in casa abbiamo poca privacy e non possiamo ritagliarci uno spazio per noi. Noi psicologi siamo considerati professione sanitaria e non abbiamo avuto il divieto di operare...è stata una scelta condivisa dalla maggior parte di noi, quella di trasferire le sedute online, per tutelare l'altro e per tutelarci anche noi stessi. Io personalmente ho ripreso a lavorare in studio dalla scorsa settimana, per i pazienti che avevano urgenza e non potevano fare terapia online. E' a discrezione del professionista. Ovviamente rispettando tutte le dovute norme di sicurezza è possibile recarsi in studio. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Problemi di eiaculazione

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Buongiorno Vanessa, è importante affrontare in tempi brevi questa difficoltà che state vivendo come coppia, in quanto un aiuto adeguato da parte di uno specialista può evitare il rischio che tale problematica si autoalimenti dando luogo ad una maggiore sofferenza per entrambi. Partirei dalla volontà e dalla disponibilità del suo compagno nell'affrontare l'argomento e mi rivolgerei ad un terapeuta che potrà consigliarvi il percorso più adatto da seguire. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Amore impossibile

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Buongiorno Federica, leggendo la sua lettera ho notato quanti non detti ci sono nel rapporto tra lei e questo ragazzo. Due persone che si rincorrono, che si cercano, ma non riescono a comunicare quello che provano l'uno per l'altra. Come se tutti e due aspettaste che l'altro faccia il primo passo. Forse per la paura di un rifiuto? Forse perché c'è il timore che le cose non vadano come ci aspettiamo? Non è facile rischiare e fare la prima mossa, ma è tutto ciò che abbiamo in mano per sapere realmente come stanno le cose. Rischiare significa vivere e non precluderci niente. E' difficile ma è la sola opportunità per dare risposta alle domande che attanagliano la sua mente. In bocca al lupo per tutto. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Attacco di panico notturno?

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Gentile Alessia, parto dalla fine della sua lettera perché la ritengo una parte molto importante: il fatto che si sia resa conto che potrebbe essere un attacco di panico le ha permesso di chiedere aiuto subito e questo non è scontato, le permette di intervenire al più presto prima di arrivare a complicare ancora di più la sua sofferenza. Quello che le sta capitando potrebbe essere la punta dell'iceberg. Vale la pena andare a vedere cosa ci sta sotto. Partendo proprio dal contenuto della sua lettera, nella quale descrive molto bene cosa hanno significato per lei questi anni di attese, di cambiamenti e di speranze. La invito a contattare un terapeuta che potrebbe aiutarla a capire l'episodio notturno e ad affrontare tali tematiche. Le auguro il meglio. Dr.ssa Valentina Bennati...

Tradimenti in famiglia

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Buongiorno, dalla sua lettera emerge tutta la sofferenza che sta vivendo. Nonostante questo ha trovato il coraggio per chiedere aiuto qui e oserei anche dire che uno spiraglio di luce la vede ancora, una certa speranza che qualcuno possa ascoltarla ed aiutarla. Ha fatto molto bene, lei ha tutto il diritto di stare bene e vivere una vita appagante al pari di ogni altra persona. Purtroppo le persone intorno a noi non abbiamo il potere di cambiarle o migliorarle. Quello che possiamo fare è lavorare su di noi, su tutto ciò che ci crea disagio e su come affrontare le condizioni nelle quali la vita ci trova coinvolti. Valuti la possibilità di chiedere aiuto ad uno specialista che la supporti nel fare questo. Le auguro il meglio. Un caro saluto, dr.ssa Valentina Bennati...

Vuoto - animali

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Cara Ewelina, quello che sta facendo è un atto di grande generosità e amore. Prendersi cura di un altro essere vivente richiede un'attitudine verso l'altro, una propensione a fare del bene che non tutti hanno. Le motivazioni che stanno dietro questa sua offerta d'amore vanno ricercate nella sua storia. Questo vuoto e questa mancanza di cui parla da dove arrivano? Ha trovato il modo di esorcizzarli probabilmente prendendosi cura dei suoi animali, ma da quello che racconta sembra che quello che fa non sia mai abbastanza per ritenersi appagata. Affinché quel vuoto sia colmato dovrebbe iniziare a prendersi cura anche di lei stessa, così come sta facendo con i suoi adorati amici fedeli. Tutti i suoi animali presenti e futuri stanno e staranno benissimo, ma lei dove si mette in tutto questo? Anche lei ha il diritto di stare bene come e con loro. Un abbraccio a lei ed ai suoi compagni pelosi. Dr.ssa Valentina Bennati...

Come si esce da una dipendenza, brutto vizio o pulsione?

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Cara Sara, l'aiuterebbe molto iniziare un percorso di psicoterapia per lavorare sulle sue emozioni, sui suoi pensieri che stanno alla base dei suoi comportamenti e impulsi che sfuggono al suo controllo. In questo modo può comprendere cosa c'è all'origine, cosa mantiene il suo problema e quali sono gli strumenti che può utilizzare per gestire le sue emozioni. Rispetto alla domanda psichiatra o psicoterapeuta? Viene valutato dal professionista al quale si rivolge, che le dirà, una volta valutato il suo caso, se c'è bisogno di integrare il percorso con i farmaci o fare solo il percorso di psicoterapia. Resto a disposizione per chiarimenti se ne avesse bisogno. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Angoscia e attacchi di panico. Quale psicoterapia?

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Buongiorno Jessica, la sua lettera è scritta molto bene e dà l'idea di quello che ha vissuto e sta vivendo. Sono d'accordo con lei sul fatto che vale la pena vivere una vita appagante e lei ne ha pieno diritto. Le posso parlare del mio approccio, cognitivo-comportamentale, ovviamente non solo perché sono di parte ma perché è un approccio molto efficace nei disturbi legati all'ansia e al controllo e nella mia esperienza ho riscontrato risultati positivi. E' provato scientificamente e si possono vedere i risultati già dai primi tempi. In genere c'è una fase di valutazione dove si vedono le problematiche, si cerca di capire l'origine del problema, quali fattori l'hanno resa vulnerabile a sviluppare tali difficoltà, quali sono i fattori che mantengono il problema. Tutto viene fatto insieme andando a vedere quali pensieri e quali emozioni ci sono all'origine dei comportamenti e della sofferenza. Una volta finita la valutazione, che ha una durata che varia da paziente a paziente (ma in genere in 4/5 colloqui si ha già un quadro abbastanza chiaro) si passa al trattamento, concordato insieme e secondo gli obiettivi stabiliti. Sempre tutto insieme, in quanto è una terapia molto collaborativa. Con il percorso di terapia potrà riconoscere le emozioni, i comportamenti e i pensieri alla base della sua sofferenza e avrà gli strumenti per gestirli. Rispetto alla relazione, quello che conta è l'affinità che solo lei può sentire con lo psicoterapeuta e questo è soggettivo. Come si dice “a pelle” sentirà lei a chi affidarsi. Le auguro una buona giornata. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Circolo vizioso nella coppia

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Buonasera Paola, lei ha tutto il diritto di vivere in una relazione appagante da tutti i punti di vista. Quello che caratterizza una coppia e la distingue da un rapporto di puro e semplice affetto o di amicizia è la presenza di un'attività sessuale. Quello che sta facendo il suo compagno la sta mettendo in grosse difficoltà: rifiutarsi di mettersi in discussione e intraprendere un percorso insieme la lascia sola davanti ad un problema che le causa molta sofferenza. Ha fatto bene a chiedere aiuto. Lavorare su se stessa, parlare di ciò che sta vivendo e le ripercussioni che ha tutto questo nella sua vita è l'unica arma che ha in mano ed è a mio avviso la scelta migliore. Resto a disposizione per ogni chiarimento. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Ira e rabbia nella coppia: come controllarla?

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Buongiorno Nicola, potrebbe intraprendere un percorso con uno psicoterapeuta per capire cosa c'è all'origine della sua rabbia e del suo comportamento aggressivo per poi arrivare di conseguenza a modificare quest'ultimo. Credo sia la scelta migliore per migliorare il rapporto con la sua compagna. Buona giornata, Dr.ssa Valentina Bennati...

Dolore per Amore

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Gentile Barbara, non è facile rinunciare a qualcosa per il quale abbiamo provato tanto desiderio e abbiamo nutrito speranza. Scoprirsi innamorata di questa persona probabilmente le ha fatto provare un'emozione che non provava da tanto. L'altra persona però sembra non ricambiare il suo sentimento, con il suo compagno il rapporto ha perso l'intensità di una volta e la sensazione di vuoto che descrive è comprensibile. Le consiglio di fare un percorso per capire meglio la sua situazione, elaborare quello che sta vivendo e trovare gli strumenti per affrontarla e vivere una vita soddisfacente, comprese le relazioni, dove i suoi bisogni e desideri sono pienamente appagati. Un caro saluto, Valentina Bennati...

Relazione amorosa

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Buongiorno Antonio, quello che le sta accadendo è comune a molte persone. I nostri genitori sono le prime figure con le quali ci confrontiamo e nelle quali ci rispecchiamo. Il loro parere è tanto importante per noi da portarci, in alcune situazioni, a dubitare di quello che pensiamo e proviamo. Questo accade sopratutto quando però dentro di noi, a volte inconsapevolmente, c'è un dubbio se quello che stiamo facendo è la cosa giusta (per noi o per le persone che ci stanno intorno). I suoi genitori hanno palesato un dubbio che probabilmente era già in lei. Sentirlo dire da loro l'ha mandato in confusione. Quello che può fare è provare a riflettere su quello che sente, al di là di ciò che è giusto e sbagliato e dei giudizi altrui. Provi ad ascoltarsi e cercare di scindere i pensieri della sua famiglia dai suoi. Non sarà facile, ma è fondamentale per prendere la strada giusta per lei e non cadere in una scelta per altri. Resto disponibile e le auguro una buona giornata. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Come lavorare con l'ex?

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Buongiorno Martina, sicuramente non si trova in una posizione facile. Quando le cose non vengono affrontate apertamente e in modo del tutto chiaro non sappiamo bene come comportarci, soprattutto quando vediamo che dall'altra parte c'è un atteggiamento diverso dal nostro. Lei ha tutto il diritto di mostrare le sue incertezze ed avere delucidazioni. Se non è il suo ex a farsi avanti ed affrontare la questione, può farlo lei. In questo modo si libera dai dubbi e comunica il suo disagio. I non detti non fanno altro che aumentare le incomprensioni. Spero di averle dato un piccolo aiuto. Le auguro una buona giornata. Dr.ssa Valentina Bennati...

Paura di camminare, come risolverla?

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Buongiorno Alessia, lei scrive una cosa molto importante: i suoi sintomi sono iniziati dopo aver perso una persona cara che lei stessa definisce come un trauma. Il trauma è un evento che va al di là delle nostre capacità di farvi fronte e ci rende vulnerabili. Quando tutto è troppo da sostenere emotivamente, ecco che è il corpo a parlare attraverso i sintomi. Un trauma, come la morte di una persona cara può far emergere anche delle debolezze già esistenti. Quello che va fatto è elaborare quanto ha vissuto, elaborare il lutto/trauma di modo che non sia così doloroso da non poterlo affrontare ogni volta che lo riportiamo alla memoria, ma sopportabile. In questo modo andiamo ad agire di conseguenza sul sintomo, che è la parte evidente. Il fatto che ogni tanto riesca a camminare tranquilla è normale, c'è sempre una parte di noi, seppur nella sofferenza, che continua ad andare avanti nella vita quotidiana, mentre l'altra parte è bloccata là, dove tutto è successo. Le dico come lavorerei in questo caso in modo che si faccia un'idea su come affrontare la sua difficoltà: insieme ricostruiremmo il sintomo, il momento in cui è comparso per la prima volta, cosa l'ha causato e cosa lo sta ancora mantenendo sulla base di quanto emerso concordare insieme il percorso d'intervento più opportuno allo stesso tempo cercheremmo insieme di elaborare il ricordo traumatico (il lutto). Spero di esserle stata di aiuto. Resto disponibile Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Quando sono in imbarazzo divento infantile

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Cara Giorgia, immagino non sia stato facile per lei confidare la sua difficoltà. Spesso cerchiamo in tutti i modi di nascondere le nostre debolezze, ma quando è il corpo a tradirci (per esempio il rossore di cui parla) ci sentiamo impotenti. Il fatto che sia visibile a tutti quella difficoltà che noi cerchiamo in tutti i modi di controllare e nascondere non fa che aumentare l'imbarazzo. I commenti degli altri poi, che notano il nostro imbarazzo, sottolineano ancora di più le nostre difficoltà e aumentano la sofferenza. La risposta alle sue domande va ricercata nel passato. E' lì che strutturiamo la nostra identità e impariamo a relazionarci agli altri attraverso le esperienze da bambini. Quello che le capita, cioè sentirsi piccola quando si trova in imbarazzo è una reazione che può capitare. In quel momento sta parlando e reagendo la bambina che è dentro di lei. Quella bambina che ha vissuto tempo fa situazioni simili e che, essendo piccola non sapeva come reagire. Oggi lei è una persona adulta, ma quando si trova in imbarazzo è la Giorgia piccola che reagisce. Il lavoro consiste nell'imparare a far reagire la sua parte adulta, dopo aver compreso l'origine di tali difficoltà. Se ha voglia può andare sul mio sito a leggere un mio racconto “Rosa e la vergogna di vergognarsi”. Ho cercato di sintetizzare una difficoltà comune a molte persone, ma che spesso viene taciuta. Magari può aiutarla. Buona lettura! Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Sono bloccata in una relazione che non va avanti

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Cara Lorena, da quello che scrive si può solo immaginare la sofferenza che ha vissuto e le conseguenze, di quello a cui da bambina ha dovuto assistere e subire in prima persona, si ritrovano ancora oggi. Non so su cosa sta lavorando in terapia, ma sicuramente se la seguissi io lavoreremmo oltre che sul sintomo di oggi anche, e soprattutto, sui ricordi dolorosi che hanno segnato la sua infanzia. E' da lì che tutto riparte, dall'elaborazione di quei ricordi che ancora fanno male e l'attivano intensamente e che probabilmente sono all'origine dei suoi sintomi attuali e delle difficoltà che incontra nella relazione. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Ipertiroidismo

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Buongiorno Jessica, i sintomi dell'ipertiroidismo sono facilmente assimilabili ai sintomi ansiosi, per questo una delle prime domande che si fanno quando un paziente si presenta per disturbi legati all'ansia è quella di chiedere se sono presenti patologie inerenti alla tiroide (oltre che cardiache e altro...), in quanto la componente fisiologica dell'ansia è molto marcata e avvertita intensamente a livello corporeo. Per rispondere alla sua domanda dovrebbe descrivere i sintomi che avverte per valutare se sono dovuti all'ipertiroidismo e basta oppure se c'è anche una componente d'ansia. Spesso le due cose possono coesistere. La diagnosi di una malattia è comunque un fattore che in parte sconvolge l'equilibrio. Quindi la sua situazione è possibile valutarla partendo dai sintomi che manifesta e della sua storia a partire dall'età di 6 anni, quando sono iniziati. Spero di averle dato qualche elemento da cui partire. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Innamorarsi di un'altra persona

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Cara Dea, la prima cosa dalla quale deve partire sono i suoi bisogni. Come ha scritto ha rinunciato a molte cose per amore della sua famiglia. L'ha fatto con il cuore, ma questo l'ha portata inevitabilmente a mettere da parte le sue aspirazioni, i suoi desideri più profondi. Provi ad ascoltarsi. La sua vita è cambiata ed è arrivato il momento di lasciar spazio anche a se stessa. Provi a mettersi in primo piano, si isoli per un istante e provi a chiedersi "al di là di quello che è giusto o sbagliato cosa vorrei per me se potessi scegliere senza vincoli e giudizi?" un caro saluto dr.ssa Valentina Bennati...

Obbligata a sottostare alle richieste della sua famiglia d'origine

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Cara Sandy, la prima cosa che deve ripetersi è quella di mettersi sempre lei al primo posto. La sua salute, e ora anche quella di suo figlio, devono avere la priorità su tutto. Non possiamo farci carico delle difficoltà e delle emozioni degli altri. Se i suoi suoceri non riescono a gestire le loro paure e si trovano in difficoltà sarà compito loro imparare a gestirle, lei non può rinunciare al suo benessere e rinunciare ai suoi bisogni. Da quello che scrive è evidente che suo marito si trova tra due fuochi e ha difficoltà lui stesso nell'affermare i propri bisogni, perché questo significherebbe andare contro ai suoi genitori, anche se questo va a discapito della vostra vita di coppia e della vostra famiglia. Al di là di quello che è giusto o sbagliato, in qualsiasi situazione e in qualsiasi periodo della vita si trovi, il suo benessere psicofisico deve rimanere al primo posto. Da qui può partire ogni decisione ed ogni azione. Le auguro il meglio. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Dovrei consultare uno psicologo o no?

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Cara Fra, innanzitutto esprimo la mia vicinanza per questa sua perdita. Elaborare il lutto per la morte di una persona cara dopo una lunga malattia è un processo lungo e doloroso. Ci sono le fatiche e la sofferenza accumulata di anni che ci cade addosso. Stare male dopo un lutto è normale, il dolore deve fare il suo corso, in genere abbiamo bisogno di 12/14 mesi per riassestarci. Quando però, come nel suo caso, abbiamo qualche fragilità precedente è facile ricadere e tornare a soffrire, sopratutto se non abbiamo potuto ricevere un aiuto specialistico in passato e perciò non abbiamo gli strumenti per far fronte alle eventuali ricadute. Ci sono due cose fondamentali da distinguere: la perdita che ha subito, che richiede di fare il suo percorso naturale di dolore e riassestamento e le sue difficoltà alimentari che sono inevitabilmente influenzate da questo evento doloroso. Alla luce di questo è importante che riceva l'aiuto adeguato da parte di uno specialista che l'aiuti a: accompagnarla nell'elaborazione naturale del lutto lavorare sui sintomi alimentari Per quanto riguarda il lutto, se le va di leggere qualcosa al riguardo può guardare qualche articolo sull'elaborazione del lutto che ho scritto nel mio sito personale (può trovare il link sul mio profilo di psicologionline). Se le ragioni per le quali non ha seguito un percorso terapeutico in precedenza sono di natura economica, può rivolgersi al consultorio della asl nella sua città e fare dei colloqui psicologici a prezzi agevolati. E' molto importante che si faccia aiutare e vedrà che tornerà a stare meglio. Per qualsiasi cosa rimango a disposizione. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Abbandono

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Buongiorno Luca, esprimo la mia vicinanza per il momento difficile e doloroso che sta attraversando. Elaborare la fine di una relazione è già di per sé un percorso lungo e difficile, se poi non si parla solo di relazione di coppia, ma con noi c'è anche un figlio, le preoccupazioni che il piccolo ne risenta di tutte le conseguenze si sommano al nostro dolore e rendono tutto più complicato. Quando abbiamo un figlio le responsabilità aumentano e al primo posto mettiamo lui e vorremmo che non pagasse le conseguenze di quello che gli sta capitando intorno. Solo elaborando quello che sta vivendo, quindi la fine della relazione prima di tutto, potrà superare le sue difficoltà. Non possiamo purtroppo impedirci di pensare a quello che ci affolla la mente ogni giorno. Possiamo rendere questo pensiero meno ingombrante e conviverci, in modo che non ci faccia più soffrire.E magari a questo punto ci accorgiamo che il pensiero se n'è andato! Questo è possibile farlo solo una volta che abbiamo chiaro cosa ci fa soffrire e che significato ha per noi tutto questo. Partendo da lei, da quello che prova e dai suoi bisogni riuscirà a dare il meglio per suo figlio. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Scelta da fare

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Cara Giusy, 17 anni di vita insieme sono tanti e il dispiacere che prova nel vedere il suo ex compagno stare male è una reazione normalissima. Avete condiviso tante cose belle insieme, ma da quello che lei scrive anche non piacevoli, come quella di non essere molto presente e di denigrarla. Sono tutti elementi che l'hanno portata nel tempo ad allontanarsi da lui e a prendere la decisione di lasciarlo...lo ha fatto per sé stessa perché non stava bene e ha fatto la scelta migliore...si è ascoltata e ha seguito i suoi bisogni! Ha avuto il coraggio che non tutti hanno. Ma anche se questa persona l'ha fatta soffrire, è comunque stato il suo compagno per tanti anni ed è normale che ci sia ancora affetto. Questo la porta a dispiacersi se lo vede stare male. Continui a fare come sta facendo...si ascolti, metta in primo piano la sua felicità, rifletta su quello che la fa stare bene nella sua vita attuale e su quello che invece la faceva soffrire in passato. Questo le sarà utile per capire i suoi sentimenti. Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Senso di oppressione

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Cara Marta, quello che lei descrive è una manifestazione tipica dell'ansia. Tuttavia poiché nell'ansia la componente fisica è molto accentuata, il mio consiglio, se non l'ha già fatto, è quello di escludere con certezza che non vi siano cause organiche e quindi magari fare degli accertamenti medici, come ECG che può prescrivere il suo medico di base. Una volta esclusa la componente fisica è possibile concentrarci sulle cause psicologiche che sono alla base della sua sofferenza. Per rispondere alla sua domanda...no non è possibile avere ansia senza alcun pensiero, poiché tutto quello che proviamo nel corpo e le nostre emozioni sono influenzati dalla nostra mente. Quello che probabilmente le fa apparire come ansia senza pensiero è il fatto che è il suo corpo che parla attraverso l'oppressione e i sintomi fisici che avverte, senza che vi sia consapevolezza dei suoi pensieri. Non è una manifestazione anomala, anzi, comunicare attraverso il corpo il nostro malessere, senza che vi sia il passaggio dalla mente, dai pensieri e quindi dal razionale è comune a molti di noi. Probabilmente si, per quello che descrive, ci sono alcune cose che non sono state elaborate e che avrebbero bisogno di trovare il loro spazio e significato all'interno della sua storia. La meditazione e ascoltarsi in modo costante le sono di grande aiuto sicuramente, continui a farlo. Quello che può pensare di fare in più è farsi aiutare a ricostruire la sua storia pezzo per pezzo, in modo da trovare una spiegazione a tutto quello che manifesta attraverso il corpo e in modo da avere degli strumenti per gestirlo. Le auguro il meglio. Dr.ssa Valentina Bennati...

Difficoltà in amicizia

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Cara Ilaria, saper ascoltare è una dote che in pochi hanno perché non è facile, occorre fare un passo indietro per lasciare spazio a chi abbiamo davanti e richiede empatia. Lei ha elencato due qualità rare che possiede: la capacità di ascoltare e comprendere l'altro per aiutarlo e la capacità di trovare il positivo anche nelle esperienze che l'hanno fatta soffrire. Questo la aiuta tantissimo a superare le difficoltà della vita. Dovrebbe dare però la stessa importanza che dà agli altri anche a se stessa perché la sua vita non ha meno valore e la sua voce ha tutto il diritto di assere ascoltata al pari di quella degli altri. Se ha scritto qua è perché probabilmente questo momento è arrivato e sente il bisogno di ricevere tanto quanto ha dato all'altro. Aiutare ha un doppio aspetto positivo: è un atto altruistico quindi fa bene all'altro, ma fa stare bene anche noi che lo offriamo perché contribuisce a farci sentire “una brava persona”. Ma spesso c'è anche la speranza e la necessità che quello che facciamo ci torni indietro,e quindi diamo, diamo, diamo...con il pensiero “vedi quello che faccio io per te? Prima o poi riuscirai a farlo anche te? Ne ho tanto bisogno!”. Non sempre l'altro rispecchia ciò che ci aspettiamo e arriva una delusione dietro l'altra, ma resta la speranza perché i nostri valori e le nostre convinzioni rimangono. La sua storia ha tutto il diritto di essere ascoltata...le auguro il meglio. Dr.ssa Valentina Bennati...

Tanti piccoli problemi che rendono la vita un grande unico problema

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Cara Elisa, il suo racconto è molto chiaro e dettagliato e trasmette molto bene il vortice di emozioni che accompagna la sua vita e che la fa soffrire. Non so se conosce già la Terapia dialettico comportamentale (DBT), è un tipo di approccio che è molto efficace per quanto riguarda l'instabilità legata all'umore, alle relazioni e alle dipendenze da sostanze. Ci sono dei centri, per esempio Villa Margherita a Vicenza, dove può essere seguita anche sul piano farmacologico e avere un aiuto a tutto campo. Provi a cercare qualche informazione riguardo questo tipo di terapia e veda se nella sua zona ci sono terapeuti o centri che la utilizzano. Potrebbe finalmente trovare la strada giusta per lei e iniziare a stare meglio. Spero di esserle stata un di aiuto. Un caro saluto. Dr.ssa Valentina Bennati...

Come posso aiutare il mio fidanzato a uscire dal blocco che ha?

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Cara Ilenia, l'inizio di una convivenza è un evento che ci mette di fronte ad un aumento delle responsabilità ed è un cambiamento di vita a tutti gli effetti che, anche se si tratta di un cambiamento positivo, è pur sempre una fonte di stress come tutte le cose nuove che affrontiamo nella nostra vita. Le difficoltà che possiamo incontrare nel cammino, possono diventare grandi problemi se non ne parliamo e li condividiamo. Da quello che scrive, immagino sia una persona aperta al dialogo e pronta a mettersi in discussione. Questa sua risorsa già di per sé aiuta molto il suo compagno, può stimolarlo nella riflessione e potete trovare insieme la strada giusta da percorrere per tornare a stare bene. Vi aiuterebbe molto provare a riflettere su come vedete entrambi questa convivenza, cosa vi aspettate l'uno dall'altra, qual'è la vostra modalità di affrontare le difficoltà e quali sono i vostri bisogni individuali all'interno della coppia. Vi auguro il meglio. Dr.ssa Valentina Bennati...

Svenire per attacchi di panico è normale?

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Buongiorno Cristian, posso solo immaginare quanto stia soffrendo per una difficoltà che le sta condizionando la vita da diverso tempo. Posso darle delle informazioni iniziali che possono esserle di aiuto per orientarsi nella scelta di un percorso terapeutico. L'attacco di panico di per sé non comporta lo svenimento in quanto dal punto di vista fisiologico, la pressione arteriosa durante una crisi di ansia è elevata e quindi non può comportare una perdita di coscienza, poiché lo svenimento avviene per un calo brusco della pressione (in genere spiego sempre ai miei pazienti come funzione l'ansia e l'attacco di panico dal punto di vista fisiologico perché aiuta molto a comprendere cosa succede durante l'attacco e questo è già da solo un elemento che attenua l'ansia). Andrebbero quindi nel suo caso valutati altri fattori oltre i sintomi di ansia, che possono essere psicologici o eventualmente organici. E' una prassi normale se inizia un percorso di psicoterapia. La cosa che si fa all'inizio è proprio quella di vedere quali sono i sintomi, cosa li mantiene e cosa li causa e arrivare ad un quadro chiaro della situazione per andare ad intervenire e fare un piano di trattamento. Per escludere ogni aspetto organico è importante fare prima di tutto esami fisici prescritti dal suo medico di base. Lei scrive di essere uno sportivo, quindi probabilmente li ha già effettuati, nel caso non fosse così glielo consiglio, perché in questo modo può operare, una volta escluse cause organiche, esclusivamente sul piano psicologico. Dal punto di vista psicologico il lavoro consisterà nel comprendere e analizzare i suoi sintomi, come si sviluppano, comprendere le cause che li attivano e intervenire con i giusti strumenti per affrontarli e gestirli. Per ulteriori chiarimenti resto a sua disposizione. Buona giornata. Dr.ssa Valentina Bennati...

Mi sento una stupida

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Cara Bea, per trovare la risposta è importante che si fermi a riflettere su se stessa ascoltandosi. Dando voce a quelle che sono le sue emozioni e seguendo quelli che sono i suoi valori, cioè quello che è importante per lei. Come punto di riferimento c'è il suo benessere: cosa la fa stare bene? Tenendo bene in mente questo punto, può iniziare chiedendosi cosa si aspetta da una relazione e come dovrebbe essere la persona che vorrebbe al suo fianco. Tante risposte potrà trovarle andando ad analizzare la sua storia familiare, tutte le nostre relazioni da adulti sono un riflesso delle relazioni che abbiamo instaurato da piccoli con le nostre figure di riferimento. Per agire nel presente e capire quello che è bene per noi e come funzioniamo nelle relazioni è fondamentale fare un salto nel passato per comprendere dove originano le nostre radici. Vedrà che riuscirà a dare un significato alle sue esperienze. Spero di averle dato qualche spunto di riflessione sul quale potrà lavorare. Le auguro una buona giornata. Dr.ssa Valentina Bennati...

Perdita del papà e reazione del mio ragazzo. Posso stare tranquilla?

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Buongiorno Helena, la sua preoccupazione è normale, vedere il suo ragazzo che sta soffrendo così tanto non è una cosa facile da gestire soprattutto perché ci sentiamo impotenti. La reazione che sta avendo il suo ragazzo però è altrettanto normale. La perdita è avvenuta da poco e in circostanze estremamente impattanti dal punto di vista emotivo. Si trova all'inizio del processo di elaborazione del lutto (nelle fasi di shock e disperazione) che è un processo normale che richiede però i suoi tempi. Questi variano da soggetto a soggetto e dipendono anche dalle circostanze di morte. In genere perché il lutto sia elaborato occorre che passino dai 12 ai 14 mesi. In questo periodo tutte le reazioni e il dolore rientrano nella normalità. Se dopo questo periodo il lutto non è stato ancora elaborato possiamo iniziare a pensare ad un lutto complicato che richiede l'aiuto di uno specialista. Il suo ragazzo in questo momento ha bisogno di vivere tutto il dolore per riuscire a trovare di nuovo un equilibrio. Un aiuto psicologico consisterebbe nell'accompagnarlo nel naturale processo di elaborazione. Se può esserle utile sul mio sito (www.studiovalentinabennati.it) ho scritto alcuni articoli sul lutto e in particolare anche per il lutto da morte per covid. Spero di averle dato un piccolo aiuto. Un abbraccio Dr.ssa Valentina Bennati...

Mia moglie che disturbo ha? Come posso risolvere questo problema?

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Caro Ren, innanzitutto volevo esprimere la mia approvazione per la sua richiesta di aiuto, un gesto non scontato e di coraggio, che mostra la sua disponibilità nel mettersi in discussione. Per rispondere alla sua domanda le metto di fronte 3 alternative, ovvero tre strade che può scegliere di percorrere per cercare di risolvere questa difficoltà che sta/ state vivendo: 1. visto che la richiesta di aiuto parte da lei, la prima opzione che può prendere in considerazione è il fatto di cercare un supporto psicologico per dare spazio alle sue emozioni, parlare delle difficoltà che sta affrontando e trovare insieme al terapeuta il modo adeguato per lei per gestire la situazione; 2. iniziare un percorso di coppia, per andare prima di tutto ad individuare le difficoltà della coppia e le vulnerabilità di ciascuno che inevitabilmente si riversano nel rapporto e di conseguenza cercare le modalità per risolvere i conflitti 3 .Parlare con sua moglie, facendole presente la situazione che le crea disagio e proporle di farsi aiutare (è importante che ci sia la motivazione da parte di sua moglie e il riconoscimento anche da parte sua del problema che lei ha presentato) Le auguro una buona giornata, Dr.ssa Valentina Bennati...

Ragazza Filofobica?

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Caro Marco, se ha scritto qui in cerca di aiuto, in cuor suo sa già quale possa essere la decisione da prendere. Da quello che scrive sembra che non abbia lasciato andare realmente questa ragazza, è sempre lì nei suoi pensieri. Non c'è altro modo per scoprire come possa andare a finire se non quello di buttarsi. Si fidi del suo istinto, provi a farle presente i suoi sentimenti e le parli apertamente come ha fatto qui. Ci sono tanti motivi dietro le paure che ci bloccano e solo con la comunicazione e la condivisione riusciamo ad abbattere quei limiti. Le faccio un grande in bocca al lupo. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Non so cosa mi succede! Però sono molto preoccupata, non sono più io!

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Cara M., la fine di una relazione è un vero e proprio lutto da elaborare che necessita di tempo. Il tempo varia da persona a persona e a seconda delle circostanze in cui la relazione è finita, di quanto ci ha investito e il significato che ha per lei. Tutto quello che sta provando è normale, come è normale sentirsi diversa, sta attraversando un momento molto difficile e doloroso. L'importante è non colpevolizzarsi circa le sue reazioni e la sua incapacità a reagire: è normale quando perdiamo un punto di riferimento. Una prima cosa l'ha fatta: scrivere qui! Questo significa che sta chiedendo aiuto e non si sta lasciando andare. Deve solo darsi il tempo di elaborare e passare purtroppo da questa sofferenza che sta vivendo, libera di vivere tutte le emozioni e di esprimerle perché non c'è niente di male anche a confidarsi con le persone delle quale si fida. Un abbraccio, Dr.ssa Valentina Bennati...

Fine relazione con controdipendente affettivo

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Cara Lina, la sua sofferenza è più che comprensibile. 6 mesi sono molto pochi a fronte di una relazione che è durata tre anni, per riuscire a vedere un po' di luce. Ha bisogno di tempo per elaborare la fine della relazione e il modo in cui è finita rende ancora più complicato questo processo. Quando una relazione finisce il dolore è proporzionato a quanto abbiamo investito in quel rapporto, quanto di noi abbiamo messo all'interno e quanto abbiamo progettato per il futuro. Credo che prima di riaprire un contatto con il suo ex compagno, quello che mi sento di suggerirle è ascoltarsi: prendersi del tempo per capire quello che sta provando e quello di cui ha bisogno. Se riesce a soffermarsi su di sé e su quello che vorrebbe, al di là di quello che lui possa pensare o provare in questo momento. Si conceda di mettere le sue emozioni al primo posto e cerchi di capire: cosa mi fa stare bene? Cosa cerco in una relazione? La mia relazione aveva tutte queste caratteristiche di cui ho bisogno? Fare un bilancio anche del rapporto passato, nella sua totalità può esserle di grande aiuto perché quando veniamo lasciate tendiamo a vedere solo il bello dei momenti passati insieme, l'unica cosa che vogliamo è riportare la persona che amiamo al nostro fianco. Non riusciamo ad essere lucidi. Fermarsi ed ascoltarci ci aiuta tanto. Una volta che avrà dato spazio a sé stessa e alle sue emozioni potrà valutare come agire. Tutto questo sempre ripetendo a sé stessa che si merita il meglio dalla vita! Un caro saluto Dr.ssa Valentina Bennati...

Avrei bisogno di uno psicologo?

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Buongiorno Alessandro, le consiglio un ottimo libro che può aiutarla a capire meglio le sue emozioni e le sue difficoltà, in modo da avere un'idea un pò più chiara su quanto le sta accadendo. Ci sono anche molti esercizi ed esempi. Il libro è: Penso, dunque mi sento meglio. Greenberger D. e Padesky C. A. (2007). Erickson. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Continua a cercarmi nonostante i tanti anni trascorsi....

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Cara Laura, questa persona avrà il potere di destabilizzare la sua vita fino a che lei glielo permetterà. Siamo noi che scegliamo a chi o a cosa dare il potere di influenzarci. Non posso dare una risposta alla sua domanda circa le motivazioni che muovono questo ragazzo a cercarla perché non conosco la sua storia, ma può iniziare lei a chiedersi perché gli permette di non andare via dalla sua vita? Quali emozioni prova e cosa suscita in lei questo suo modo di comportarsi. Cosa la tiene ancora legata, nonostante la vita di ora? Sta vivendo una vita soddisfacente o sente che ha bisogno di qualcos'altro? Provi a farsi queste domande e a vedere quali bisogni possono esserci alla base. Dietro i nostri bisogni ci sono molte risposte ai nostri perché e le motivazioni che ci spingono ad agire. Un caro saluto, dr.ssa Valentina Bennati...

Ama me e un’altra e vuole un rapporto poliamoroso

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Cara Valentina, “non è quello che voglio” all'interno della tua lettera racchiude tutto quello che ti serve. Questa convinzione devi tenerla ben stretta perché ti dice che questo tipo di rapporto non ti fa stare bene. Non sarà facile staccarsi e sarà doloroso, a volte più di quanto ti aspettavi, ma è l'unico modo per tornare ad essere serena e riprendere in mano la tua vita. Un lavoro su di te che ti aiuti a darti valore, a credere in te stessa e non mettere più l'altro davanti a te, ti aiuterà a prendere la strada migliore per te e ti accompagnerà tenendoti per mano in questo doloroso cammino verso la tua indipendenza e serenità. Ti auguro il meglio. Dr.ssa Valentina Bennati...

Come comportarsi con un ragazzo bipolare?

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Buonasera Lucia, stare accanto ad una persona con disturbo bipolare non è per niente facile. E' un disturbo molto complesso e le relazioni sono le prime a venire intaccate. Gli affetti sono vissuti in modo distaccato spesso per una difficoltà di chi soffre di questo disturbo ad essere in contatto con le emozioni e con i sentimenti. Ogni sintomo varia da persona a persona però ed è fondamentale non ricondurre tutto il modo di pensare e di agire della persona alla malattia. Per rispondere alla sua domanda sarebbe indispensabile conoscere il ragazzo. Questo ci darebbe la possibilità di non attribuire la causa esclusivamente alla patologia, ma tenere conto anche di altri fattori come la personalità. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Come fare a ritrovare la serenità?

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Cara Camilla, a volte un buon libro ci può insegnare molto e ci può aiutare a ritrovare un pò di speranza. Le consiglio di leggere il libro di Alberto Pellai e Barbara Tamborini "Zitta" Le parole per far pace con la storia da cui veniamo. Ed Mondadori. Le auguro di riuscire ad abbattere quella gabbia che la tiene prigioniera e trovare la serenità che cerca da tempo. Un abbraccio. Dr.ssa Valentina Bennati...

Epilessia notturna (rolandica)

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Buonasera Ilaria, innanzitutto voglio esprimerle la mia vicinanza per questa difficoltà che state affrontando. Non è facile essere lucidi e capire la cosa giusta da fare quando vediamo nostro figlio stare male. Quello che sta facendo va benissimo, è importante fargli capire che tutto passa, che la crisi scompare e che non è solo ad affrontarla. La sera è il momento in cui ci lasciamo andare ed è normale che compaia l'ansia se stiamo attraversando un periodo difficile. Posso consigliarle alcuni esercizi di respirazione che potete fare insieme che favoriscono il rilassamento. Può dare un'occhiata se le va a quelli riportati nel mio sito (ho dedicato una sessione solo agli esercizi di rilassamento e di meditazione) www.studiovalentinabennati.it. Ce ne sono diversi anche molto brevi che possono essere adattati anche per i bambini e può trovare anche dei riferimenti bibliografici. Un abbraccio, dr.ssa Valentina Bennati...

Superare la caduta delle illusioni

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Cara Gioia, capita spesso di non riuscire a rendersi conto di ciò che abbiamo davanti, perché in tutte le situazioni che viviamo è facile che i nostri desideri e bisogni più profondi prendano il sopravvento sulla realtà. Quando siamo all'interno della situazione è difficile rendersi conto e guardare le cose in maniera obiettiva e distaccata. Se può esserti utile ho pubblicato un articolo su un argomento affine qui sul portale (DONNE: COME METTERE FINE AD UNA RELAZIONE CHE CI FA SOFFRIRE? sezione sesso e amore) dove puoi trovare anche dei testi che ti possono aiutare. Se ti va inoltre puoi andare sul mio sito www.studiovalentinabennati.it per maggiori approfondimenti oppure puoi contattarmi tranquillamente. Un caro saluto, dr.ssa Valentina Bennati...

Amica di un narcisista o preda da conquistare?

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Buongiorno Giulia, la personalità narcisista affascina e attira a tal punto che è difficile per chiunque tenersi indietro e non farsi toccare. Quindi quello che le sta accadendo è normale e comune a tanti. Quello che la può aiutare è cercare di ascoltarsi e riuscire a scindere ciò che è pura ammirazione e infatuazione per i tratti brillanti ai quali si trova davanti oppure un sentimento più profondo. Ci sono tanti aspetti nella personalità narcisista, quelli più visibili di orgoglio e ricerca di ammirazione, intelligenza, prontezza nella comunicazione e quelli che la persona cerca in tutti i modi di non far vedere all'esterno, e questi comprendono l'insicurezza, la vulnerabilità, la sensazione di vuoto e aspetti di vergogna. Chi sceglie di vivere con un narcisista si prende tutto il pacchetto. Sì è vero, la maggior parte delle persone dicono che bisogna stare alla larga da questa personalità. Ci sono persone che vengono risucchiate nel loro mondo e finiscono per annullarsi per l'altro. Ma c'è chi sceglie di viverci consapevolmente e si assume i rischi della convivenza. Nessuna scelta è sbagliata se è una scelta consapevole. La cosa importante è sapere a cosa possiamo andare incontro e soprattutto conoscere se stessi, le nostre vulnerabilità e la vita che vogliamo vivere. Un caro saluto, dr.ssa Valentina Bennati...

Non avere una relazione a 21 anni

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Cara Elisa, a 21 anni ci confrontiamo molto con le persone che ci stanno intorno e soprattutto con le amiche. Lo facciamo anche, e purtroppo direi, riguardo alle relazioni sentimentali. Spesso però quello che succede è che non riusciamo più a capire se è una cosa che vogliamo davvero, se siamo pronte oppure se dobbiamo farla per essere come gli altri, per non sentirsi diverse e giudicate in modo negativo. Quando le amiche sono tutte fidanzate, ci possiamo sentire escluse e sole, è normale! Ma la riflessione che ti invito a fare è: cosa vorrei per me stessa in questo momento, se potessi scegliere al di là di tutto quello che mi può influenzare? Per un attimo pensa: ci sono solo io, senza nessun altro, nessun confronto, solo io con quello che desidero...cosa vorrei nella mia vita? Magari la risposta è la stessa che ti sei già data, ma è un buon modo per togliere le influenze esterne e capire cosa vuoi davvero. Spero di esserti stata di aiuto. Una caro saluto, dr.ssa Valentina Bennati...

Sono incinta ma la nostra relazione non va

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Cara Alessandra, stai attraversando un momento molto delicato che richiede serenità e supporto. Hai tutto il diritto di sentirti amata e ricevere attenzioni. Se percepisci il contrario, devi sempre fidarti delle tue sensazioni, senza sentirti in colpa. L'amore non ce lo dobbiamo guadagnare, è spontaneo e nella coppia dobbiamo essere in una situazione di parità, in tutto, anche nei sentimenti. La cosa migliore che puoi fare per te in questo momento è confidarti con qualcuno, una persona di cui ti fidi, un familiare o comunque qualcuno che può supportarti e aiutarti a fare le scelte giuste. Non isolarti e fatti aiutare...ne hai tanto bisogno per riuscire a vivere una gravidanza serena. Potrebbe aiutarti molto un supporto psicologico...puoi cercare tra le/gli psicologi e psicoterapeuti che lavorano in privato nella tua zona (puoi cercare qui su questo portale) oppure puoi rivolgerti ad un consultorio dell'asl (fanno dei pacchetti di 8 incontri e paghi solo il ticket). Ti auguro il meglio! Un abbraccio, dr.ssa Valentina Bennati...

Vivere per gli altri e non per sé stessi

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Cara Marisol, dalla sua lettera arriva tanto dolore e fatica per la vita. La prima cosa che mi verrebbe da fare è abbracciarla e dirle che c'è sempre una motivazione valida per continuare a vivere questa vita! Ma questo esula dal mio lavoro, questa è la risposta che darei come Valentina e non come professionista. Perciò quello che posso dirle è che nonostante il suo dolore è ancora qui che sta combattendo contro gli ostacoli grazie alla sue capacità e alla forza d'animo. Una parte di lei è stanca e senza forze, ma l'altra parte di lei continua a lottare e vuole farcela (tanto che ha trovato anche un modo per dare amore agli altri attraverso il suo aiuto). La miglior cosa che può fare è aggrapparsi a quella parte di lei che continua a lottare e darle fiducia. La morte dei suoi genitori, a distanza così ravvicinata, rende l'elaborazione del lutto ancora più difficile e chiunque ne uscirebbe devastato. A maggior ragione se abbiamo vissuto per loro facendo tanti sacrifici. Aiutare l'altro e donare amore è un atto nobile, ma ancora più nobile è il rivolgere questo amore e aiuto verso se stessi. Non è facile farlo quando la vita non ce l'ha insegnato, ma possiamo imparare a farlo. Non è mai troppo tardi per riuscire a vivere quella vita che abbiamo sempre desiderato e trovare la pace e la serenità...vivendo e non lasciandoci andare. Quella pace esiste anche nella nostra vita, dobbiamo solo imparare a farla arrivare in superficie. Mi occupo di elaborazione del lutto e se le va può leggere qualche articolo sul mio sito www.studiovalentinabennati.it per farsi un'idea anche dell'aiuto che può ricevere se decidesse di rivolgersi ad un terapeuta. Un caro saluto, D.ssa Valentina Bennati...

Rapporto terapeuta-paziente

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Cara Laura, le paure e le preoccupazioni che descrivi sono comuni e parte integrante della terapia. Una delle funzioni del terapeuta è quella di svolgere la parte supportiva e validante rispetto alle emozioni, quella parte che in molti casi è venuta a mancare. Ed è normale se provi queste sensazioni belle, ma preoccupanti al tempo stesso. Per rispondere alla tua domanda ti dico quello che vorrei sentir dire come terapeuta dal mio paziente: proprio quello che tu hai scritto qui. In questa lettera c'è tutto e il miglior modo per affrontare quello che stai vivendo è raccontarlo al tuo terapeuta, in modo che possa aiutarti e in modo da poter trovare gli strumenti adeguati per farvi fronte. Questi strumenti puoi trovarli solo insieme al tuo terapeuta, che conosce te e la tua modalità di relazionarti. Puoi anche portare questa lettera...è molto chiara e racchiude tutto il tuo mondo. Ti auguro il meglio. Un caro saluto, dr.ssa Valentina Bennati...

Lui e le sue amicizie femminili

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Cara A., dalla sua lettera arriva molto il suo stato d'animo, ricco di incertezze, dubbi, ma anche speranza e fiducia verso questa relazione. La cosa che mi colpisce in particolare però è la sua attenzione a tutto ciò che la circonda, le altre donne, i loro comportamenti, le diverse situazioni, quest'uomo e il suo modo di vedere le relazioni...e solo in fondo emerge lei, quasi desse meno importanza a ciò che sente o fosse subordinato al comportamento altrui. Quello che percepisce è importante, si fidi delle sue sensazioni e dei suoi bisogni. E' importante che li metta in primo piano e che le sue scelte vengano fatte secondo quello che lei desidera e non sulla base di ciò che le viene chiesto o per conformarsi al volere dell'altro. Quello che può aiutarla è chiedersi: Cosa voglio e di cosa ho bisogno? Cosa mi fa stare bene e cosa vorrei da questa relazione? Spero di averle dato un piccolo aiuto. Buona giornata, Dr.ssa Valentina Bennati...

Misofobia grave

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Buongiorno Liliana, mi trovo d'accordo con quanto scritto dalle colleghe, sarebbe importante che iniziasse un percorso di psicoterapia. Potrebbe iniziare anche online, se la cosa la spaventa meno, per avere un iniziale approccio che le permetta di farsi aiutare in tempi brevi e poi continuare in studio perché dal punto di vista terapeutico è fondamentale che sperimenti la relazione di persona prima in studio e questo poi le farà da specchio con il resto del mondo. Le consiglio inoltre di leggere il libro "Il DOC Chisciotte" di Antonio Nisi, può aiutarla a capire le possibili cause e i possibili fattori di mantenimento della sua difficoltà. E' un ottimo libro che la può accompagnare nella scelta del percorso psicoterapico e può tranquillamente affiancarlo. Le faccio un grande in bocca al lupo!! Dr.ssa Valentina Bennati...

Ansia da lavoro e voler stare a casa tutto il giorno.

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Buon pomeriggio Simona, dalla sua lettera si capisce chiaramente la forte sofferenza che sta vivendo. Il cambio di lavoro di per sé è un evento stressante, come tutti i cambiamenti nella nostra vita, sia positivi sia negativi. A questo si è aggiunto anche un clima difficile da gestire e non può che peggiorare il suo processo di adattamento ad un qualcosa di nuovo. E' normale che il suo pensiero sia lì perché tra le varie motivazioni, probabilmente la sua mente sta cercando una strategia per risolvere questa situazione stressante. Quando stiamo attraversando un momento difficile abbiamo bisogno di stare in pace e di sentirci protetti e questa condizione la possiamo trovare in alcuni luoghi o in persone di cui ci fidiamo. Questa potrebbe essere la ragione del suo bisogno di passare il tempo con sua mamma. Due mesi non sono tanti e lei ha fatto benissimo a chiedere aiuto...è in tempo per evitare che la situazione si cronicizzi. Per accelerare la via verso la sua serenità può fare un breve percorso che l'aiuti a trovare gli strumenti per gestire questa situazione e la guidi in una eventuale presa di decisione inerente il lavoro. Un caro saluto, dr.ssa Valentina Bennati...

Cosa fare per aiutarla a livello psicologico?

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Buongiorno Ivan, esprimo la mia vicinanza per il difficile momento che state attraversando. Ha fatto molto bene a scrivere qui! E' importante che la sua compagna venga supportata nel più breve tempo possibile, per darle modo di raccontare, esprimere le emozioni che sta vivendo e per aiutare il processo di elaborazione del trauma. Più si aspetta e più diventa difficile elaborare quanto accaduto. Ci sono due cose che può fare per aiutarla: 1 Chiedere in ospedale un supporto psicologico immediato dal/dalla psicoterapeuta che lavora lì 2 Cercare uno/una psicoterapeuta esterno che l'accompagni in questa ripresa (può trovare qui sul portale lo specialista vicino alla sua zona) Una tecnica molto efficace nell'elaborazione del trauma è l'EMDR. Ho scritto qualche articolo sul mio sito riguardo a questo (www.studiovalentinabennati.it), possono aiutarla ad avere maggiori informazioni. Un abbraccio, Dr.ssa Valentina Bennati...

La paura di essere diretti con le persone

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Cara Francesca, la sua paura è molto più comune e diffusa di quanto possa immaginare, ma è molto invalidante e rende le relazioni molto difficili da gestire, per non parlare del fatto che ogni volta quel senso di fallimento va a minare l'autostima. Le consiglio un libro breve, molto utile e pratico che può aiutarla a comprendere meglio le sue emozioni ed esercitarsi per imparare a dire la sua opinione: "Quaderno d'esercizi per affermarsi e imparare a dire di no. Ed Vallardi". Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Tourette, ansia e stress

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Caro Gennaro, le esperienze traumatiche che ha vissuto hanno segnato il suo modo di vivere e di interpretare quello che le accade. Lei ha fatto di tutto per cercare di superare le difficoltà da solo e in parte ce l'ha fatta, è riuscito a limitare il disagio per un pochino, ma poi inevitabilmente si è ripresentato perché aveva bisogno di essere elaborato e compreso. Non è facile gestire tutto da soli, per non dire impossibile. La cosa migliore che poteva fare l'ha fatta adesso: chiedere aiuto! E' normale avere paura di non farcela, ma provi piano piano ad avere fiducia in se stesso e nel percorso che andrà ad iniziare. Sono convinta che la sua tenacia avrà la meglio! In bocca al lupo. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Tipi di terapia per disturbo evitante, ansia sociale, depressione

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Cara GS, la sua tenacia e la sua forte motivazione sono grandi alleati per tornare a godere delle cose che la fanno stare bene. Non è facile e per niente scontato quello che ha fatto e sta facendo per sé stessa. E' un percorso duro, ma non impossibile e anzi la terapia cognitivo comportamentale può aiutarla ad avere in mano alcuni strumenti per gestire le difficoltà di tutti i giorni e darle una spiegazione sul suo funzionamento mentale per agevolare la comprensione delle sue emozioni, dei pensieri che alimentano il disagio e dei comportamenti che lo mantengono. Potrà vedere insieme al terapeuta i tempi e le modalità che si addicono di più alla sua persona. Ci sono vari strumenti che si possono utilizzare in terapia, ma a mio avviso vanno valutati sulla base delle caratteristiche della persona che abbiamo di fronte. Non mi sento di demonizzare le altre terapie che sono altrettanto efficaci, ma per quanto riguarda la mia esperienza con i pazienti che ho seguito in passato e che sto seguendo che hanno difficoltà simili alle sue, ho visto che l'approccio cognitivo comportamentale dà grandi risultati. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

È giunto il momento di rivolgersi ad uno psicoterapeuta?

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Cara Federica, purtroppo questo covid ha inciso inevitabilmente sulle nostre capacità di far fronte alle situazioni nuove, ma anche e soprattutto ha esacerbato situazioni che erano già di per sé difficili da affrontare. La prima cosa che vorremmo fare, quando ci troviamo in difficoltà, è riuscire a farcela da soli. Ci proviamo in tutti i modi, ma finiamo in un circolo vizioso che non ci porta a stare bene, ma intensifica la sofferenza. Questo perché non abbiamo la capacità di riuscire a guardare la nostra vita con occhi lucidi, siamo influenzati dai sentimenti e dai nostri pensieri. Un aiuto esterno ci facilita la comprensione di quello che stiamo vivendo e ci permette di vedere i nessi tra i nostri comportamenti e le nostre emozioni attuali con quelli del passato. Mi sento di appoggiare in pieno la sua idea di chiedere un supporto psicologico, principalmente perché non è scontato questo passaggio poiché implica il coraggio di mettersi in discussione e in secondo luogo perché la aiuterebbe a dare risposte ai suoi dubbi e le darebbe gli strumenti necessari per fronteggiare e gestire le difficoltà che sta incontrando. Le faccio un grande in bocca al lupo. Un caro saluto, dr.ssa Valentina Bennati...

Depersonalizzazione?

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Cara Claudia, i sintomi della depersonalizzazione suscitano tanta paura e confusione perché sono esperienze particolari e difficili da comprendere e da descrivere. Possiamo cercare di raccontarle nel migliore dei modi per essere il più chiari possibile, ma è difficile rendere l'idea di quello che realmente avviene in noi durante e dopo l'esperienza. Il rischio è quello di chiuderci e di evitare tutto ciò che ci collega a tale esperienza. Anch'io sono d'accordo con lei e con la collega per quanto riguarda il rivolgersi ad uno psicologo esperto nel settore. La invito a farlo a breve, visto che ha già fatto il primo passo (per niente semplice!) di chiedere aiuto qui e sarebbe un peccato aspettare ancora e rimandare il suo percorso verso il "ricominciare a stare bene". Per arginare il problema covid, può cercare un primo contatto online. Intanto se le va ho scritto proprio per questo portale un articolo sulla depersonalizzazione ("Ti sei mai sentito irreale come se vivessi in un sogno?") che può trovare nella sezione articoli e se le va di leggerlo può farsi un'idea. Le consiglio inoltre di leggere il libro che ho citato in fondo come fonte; è molto pratico e facilmente comprensibile e ci sono anche alcuni esercizi per gestire i sintomi. Le auguro il meglio! Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Come comportarmi con compagni che si lamentano e giustificano?

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Cara Federica, la sua posizione non è affatto facile. In amicizia cerchiamo di dare il nostro aiuto nel miglior modo possibile, ma a volte diventa difficile gestire le emozioni che gli altri ci trasmettono se non riusciamo a mettere dei limiti. Mettere il limite con un'amica a noi molto cara è più difficile rispetto ad altre amicizie più superficiali, perché c'è il timore di farla soffrire, di non avere abbastanza tatto per dire la nostra opinione. Continuare però a stare in una situazione che ci fa stare male e che a lungo andare può logorare la nostra amicizia non ci aiuta e non è giusto per noi perché abbiamo il diritto di vivere le relazioni in libertà e con serenità. La cosa migliore che può fare è parlare alla sua amica del suo stato d'animo e delle sue difficoltà nel gestire i suoi sfoghi. La cosa importante è stare sempre sulle sue sensazioni e sui suoi bisogni, per esempio "questa cosa mi fa sentire....avrei bisogno di...." per non mettere l'altro sulla difensiva. Se l'altro non si sente attaccato e criticato nel comportamento sarà più facile per lui ascoltarci, mettersi nei nostri panni e sarà per lui naturale accogliere le nostre richieste. Spero di esserle stata di aiuto. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Ansia improvvisa e attacchi di panico

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Cara Stefania, quello che ha vissuto potrebbe rappresentare un trauma vero e proprio, ovvero una condizione che va al di là della propria capacità di gestione e per questo comporta una difficoltà ad andare avanti...si rimane bloccati lì a quelle sensazioni provate. E' importante che agisca nel breve tempo facendo un percorso che l'aiuti ad elaborare quanto ha vissuto per evitare che i sintomi legati all'esperienza si cronicizzino. Un approccio molto efficace, per quanto riguarda la mia esperienza, nell'immediato è l'EMDR, non so se ne ha sentito parlare. Può trovare i terapeuti che utilizzano questo approccio nelle sue vicinanze. Se vuole farsi un'idea di come funziona, può anche leggere qualche articolo sul mio sito che parla di questo. Spero di esserle stata di aiuto. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Ricordo d'infanzia

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Cara Laura, fare i conti con le emozioni riguardanti eventi che ci coinvolgono in prima persona non è una cosa semplice, se poi quello che è accaduto non riguarda solo noi e può coinvolgere anche le persone alle quali vogliamo bene, allora la cosa si complica ulteriormente. Il rischio è quello di tenersi dentro anche emozioni intense per la paura di ferire l'altro. Raccontare ed esprimere le nostre emozioni e nostri pensieri significa anche assumersi la responsabilità di quello che stiamo vivendo e fare i conti con possibili sensi di colpa. Lei ha avuto questo coraggio scrivendo qui e ha la possibilità di far sì che questo peso venga alleggerito e trovi la giusta collocazione nella sua vita. Il primo passo lo ha già fatto...la invito a contattare un terapeuta che le ispiri fiducia e che possa aiutarla a trovare gli strumenti per superare questo momento e comprendere meglio i suoi vissuti. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Ossessione dal cibo dovuta a proibizione?

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Buon pomeriggio Francesca, leggendo la sua lettera mi è subito venuto in mente un libro che consiglio ai miei pazienti quando stanno affrontando con me una difficoltà legata al cibo: "Metti a dieta la tua mente" di Philippe Tahon. E' un libro molto utile e semplice...ci sono anche alcuni esercizi. Può aiutarla nella scelta per intraprendere un percorso psicologico e lo trovo anche efficace per accompagnarlo. Glielo consiglio! Spero di esserle stata di aiuto, un caro saluto e un grande in bocca al lupo! Dr.ssa Valentina Bennati...

Decidere tra due ragazzi

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Cara Giulia, tutti noi siamo fatti di più parti, a volte in contraddizione tra loro e questo crea una grande confusione in testa. Una parte noi vuole una cosa e l'altra ne vuole un'altra...così finiamo per dare retta all'una e all'altra oppure a nessuna delle due finendo per rimanere fermi nella posizione in cui ci troviamo. La cosa utile da fare è ascoltare i bisogni di tutte le parti, sentire le motivazioni che ci spingono ad andare in un senso e nell'altro. Solo dopo averle dato ampio spazio possiamo capire meglio quello che è bene per noi. Può iniziare provando a fare i pro e i contro dello stare in una relazione e nell'altra e cercare di capire cosa la spinge andare via e ritornare. Le auguro una buona giornata. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Come relazionarsi con una persona con disturbo ossessivo-compulsivo?

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Cara Elisa, purtroppo non ci insegna nessuno come relazionarci con un amico o un familiare che ha un disturbo ossessivo compulsivo e, se non conosciamo i modi adeguati per rapportarci con lui, rischiamo a volte di colludere con il suo disturbo e facilitarne il mantenimento. Ho scritto un articolo proprio su questo argomento nel mio sito www.studiovalentinabennati.it. Può trovarlo nella categoria "Pensieri ossessivi". Spero le possa essere utile. Buona giornata, dr.ssa Valentina Bennati...

Suoceri e marito

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Cara Francy, quello che sta vivendo è una situazione difficile e dolorosa perché ci sentiamo l'ultima scelta e mai in primo piano. Quello che può aiutarla in questo momento, prima di proporre a suo marito una terapia di coppia, è chiedere un colloquio individuale per lei in modo da comprendere meglio le emozioni che scatena in lei questa situazione e per capire le dinamiche che si instaurano tra lei e suo marito. In questo modo sarà possibile per lei avere un quadro chiaro di quello che state vivendo e il terapeuta potrà darle gli strumenti adeguati per muoversi. La cosa importante è seguire le sue sensazioni, se prova una determinata emozione, ha tutto il diritto di sentirla ed agire di conseguenza. Non c'è niente d sbagliato in quello che prova, se lo prova c'è una motivazione. Un caro saluto, Dr.ssa Valentina Bennati...

Avere un figlio a 57 anni

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Buongiorno Laura, la scelta di avere un figlio è una grande responsabilità a qualsiasi età. Il suo dubbio è più che lecito. Potrebbe essere molto utile fare dei colloqui con uno psicologo per capire meglio le motivazioni di questo suo desiderio, le sue emozioni e per valutare anche i possibili scenari ai quali può andare incontro positivi e negativi. Le auguro una buona giornata Dr.ssa Valentina Bennati...

Come posso conquistare la mia libertà ?

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Cara Sara, tutti abbiamo il diritto di stare bene e di vedere soddisfatti i nostri bisogni. Da quello che scrive emerge tutta la sua insoddisfazione e frustrazione. Aiutare l'altro ci fa onore, ma questo non dovrebbe finire per farci dimenticare di noi stessi, del nostro valore. Lei ha tutto il diritto di vivere la sua giovane età. E' difficile dare dei consigli senza sapere di più sulla sua storia, ma mi sento di invitarla a farsi una domanda che può esserle di aiuto per capire come muoversi: cosa è che la spinge a dire sempre di sì soffocando i suoi desideri? Quali emozioni sono legate ad un eventuale confronto con sua madre? Spero di averle dato un piccolo aiuto. Buona giornata, Dr.ssa Valentina Bennati...