articoli di psicologia della Dott.ssa Alessandra Melli

risposte dello specialista Alessandra Melli

 52  risposte
  Vis. Profilo

Relazione malata

Apri domanda

Gentile Maria, La situazione psicologica del suo compagno sembra essere molto delicata ma da quanto lei scrive, non si evince se il suo compagno sia giunto o meno ad un'attenzione clinica, per il suo quadro depressivo complicato dall'ideazione autolesiva che, a parer mio, meriterebbe un adeguato approfondimento. Tuttavia se non vi è richiesta di aiuto da parte dell'interessato, inoltrata a professionisti della salute , credo che lei non possa ne debba permettere a se stessa ed al proprio concetto di "amore come cura e dedizione", di portare un carico cosi drammatico sulle proprie spalle. Ma un adeguato approfondimento sarebbe forse opportuno destinarlo anche alle ragioni profonde che la tengono "in trappola " all'interno di una relazione in cui "si sente brutta, non amata ma sfruttata in uno stato di perenne terrore". Credo che potrebbe beneficiare di un percorso terapeutico, scegliendo un professionista di sua fiducia nella sua zona di residenza, affinchè il primo passo verso un costruttivo cambiamento parta innanzitutto da se stessa, poichè sono spesso proprio i nostri schemi di funzionamento a tenerci inconsapevolmente in trappola . Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Sono ritornati gli attacchi di panico e l'ansia

Apri domanda

Salve Michela, sono diversi gli approcci psicoterapeutici che possono supportare una persona che vive una problematica di "attacchi di panico". Leggo che due anni fa ha gestito questa stessa problematica, ma leggo anche che permanevano la preoccupazione di nuovi attacchi ed i comportamenti di sicurezza ( "mi guardavo sempre intorno in cerca di un bagno nel caso in cui fossi stata male per scappare") . Non credo sia sempre necessario per gestire il sintomo, trovarne una causa nel proprio vissuto: a volte può esserci un fattore scatenante che irrompe in un terreno fertile dato da una "sensibilità all'ansia" , attivando un circolo vizioso che è alimentato da interpretazioni catastrofiche del quadro psicofisiologico. Complicano il quadro, una serie di evitamenti e di "comportamenti protettivi" che minano pesantemente la qualità della vita di una persona. La psicoterapia cognitivo comportamentale è una psicoterapia breve e mirata: il mio suggerimento è di contattare un professionista di sua fiducia e nella sua zona di residenza che abbracci questo approccio, poichè sul disturbo di panico presenta importanti evidenze di efficacia. Cordialmente Dott.ssa Alessandra Melli...

Perché non riesco a dire quello che penso?

Apri domanda

Gentile Valeria, la problematica che lei descrive potrebbe chiamare in causa il concetto di "Assertività" ovvero in estrema sintesi, la capacità di esprimere la propria opinione e far valere i propri diritti senza ledere l'opinione nè i diritto di un altro. Il concetto di assertività è strettamente correlato al concetto di "autostima". Naturalmente è necessario un accurato Assessment per un più adeguato inquadramento psicodiagnostico della problematica. Se questo aspetto la conduce ad un certo grado di sofferenza, credo possa esserle di supporto un consulto finalizzato ad un percorso psicoterapeutico che magari includa un training sull'autostima/comunicazione assertiva, presso un professionista di sua fiducia e nella sua zona di residenza . Cordialmente Dott.ssa Alessandra Melli...

La mia sicurezza sfrenata spazzata via in un secondo

Apri domanda

Gentile Maria, non credo sia possibile effettuare una previsione in tale senso nè offrirle indicazioni su "strategie" funzionali a questo obiettivo: oltre i comportamenti del suo relatore, potrebbero esserci diversi significati. La invito tuttavia a riflettere, prima di tentare un approccio, sulla possibilità che alla base dell' insicurezza che la mette profondamente a disagio, possa esserci verosimilmente l' asimmetria dei vostri rispettivi ruoli che non può offrirle la consueta "padronanza"nell'approccio, asimmetria che potrebbe attivare al tempo stesso il suo interesse, in quanto donna che ha sempre avuto successo in ambito sentimentale e che sostiene :"Sono molto sicura nei confronti dell'universo maschile, lo conosco bene e so come muovermi". Cordialmente Dott.ssa Alessandra Melli...

genitore figlio

Apri domanda

Buongiorno Eliana, la situazione sembra piuttosto delicata. Da quanto scrive, si evince un aspetto di parziale dipendenza economica complicato da una convivenza con i suoi genitori, all'interno della sua casa di origine. Questa condizione sembrerebbe ricondurla ad un ruolo di figlia-adolescente agli occhi di una madre normativa e di suo figlio che probabilmente a partire proprio da questa relazione sbilanciata, non riconosce in lei un ruolo genitoriale, un punto di riferimento adulto. Scrive che attualmente sta avviando una convivenza: credo che l' obiettivo di una dimensione autonoma potrebbe restituirle un'adeguata qualità di vita e costituire certamente un buon punto di partenza per ricostruire una sana relazione con suo figlio che è importante emancipare rispetto a stili comunicativi impropri come "alzare le mani". Potrebbe esservi certamente di supporto, un percorso psicologico di sostegno alla genitorialità presso un professionista esperto di età evolutiva. Cordialmente. Dott.ssa Alessandra Melli...

Ansia e depressione sono ereditarie?

Apri domanda

Gentile Alessandro, sono necessari diversi incontri per valutare la modalità di funzionamento di una persona, e durante questi incontri è certamente rilevante raccogliere informazioni circa la familiarità per sofferenze psicologiche. Alcuni studi neurobiologici si sono soffermati sul concetto di "predisposizione alla depressione", altri studi sul concetto di "sensibilità all'ansia": indagare la storia familiare anche del problema stesso, spesso permette di comprendere , attraverso la relazione con figure significative, lo stile di attaccamento della persona, permette di approfondirne gli schemi di se ed interpersonali, le strategie per affrontare situazioni stressanti. La familiarità è quindi un aspetto fondamentale di cui un terapeuta tiene conto nella valutazione della vulnerabilità di una persona verso una determinata problematica, ma è importante collocare questa predisposizione in un più ampio ambito, che possa spiegare il quadro di sofferenza della persona per elaborare un'efficace proposta di trattamento. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Una via d’uscita per il mio disturbo alimentare?

Apri domanda

Salve Giada, ritengo sia molto funzionale la sua percezione di perdita di controllo nell’ingestione di cibo (abbuffata)e successive condotte di restrizione e di eliminazione che tipicamente caratterizzano un quadro di disturbo alimentare, nonché il suo riconoscimento dell’infondatezza del suggerimento che le è stato rivolto in merito ad una possibile gestione autonoma , come correttamente esprime con le seguenti parole : ” Ho provato anche a parlarne a mia madre ma purtroppo non è riuscita a capirmi, crede che sono io a decidere cosa mangiare e cosa no”. Un’adeguata gestione della problematica richiede in effetti un intervento multidimensionale ovvero che chiami in causa diversi professionisti in un’ integrazione di competenze ( psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e nutrizionisti) e per questa ragione è sicuramente opportuno affidarsi ad un centro specificamente mirato ai “Disturbi della nutrizione” che da un accurato assessment psicodiagnostico possa elaborare una adeguata proposta di trattamento. Un centro altamente specializzato che potrei suggerirle è il “Centro Gruber” a Bologna che si avvale della competenza di validi professionisti con formazione accuratamente mirata alla gestione dei disturbi della nutrizione. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Paranoie e felicità: come iniziare un percorso?

Apri domanda

Buongiorno Luca, è senz’altro possible che gli eventi della vita possano condurre una persona ad una spontanea remissione di alcuni segnali di sofferenza come ad esempio la “difficoltà nel dormire”, come è possible che le esperienze mantengano od addirittura esacerbino quei segnali. Le esperienze sono interpretate dai nostri stessi schemi cognitivi , non sempre schemi adattivi, quali, ad esempio : “Sono sbagliato”; “ Non sono in grado di fare niente”; “ Credo di non essere abbastanza “; “Ho paura del rifiuto”. Schemi che non si modificano cambiando paese, come correttamente ha avuto modo di constatare (“il risultato è il disprezzo totale e una infelicità rinomata negli anni”). Credo che la scelta più congrua al suo benessere che lei possa fare in questo momento, è di un percorso di sostegno psicologico che possa approcciarla, in modo più funzionale, alle sue problematiche personali/sociali. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Confusione nella relazione

Apri domanda

Salve Luce, da quanto riporta, emergono diversi aspetti che sembra concorrino nel mantenimento di questo stato di “confusione”: da un lato una relazione con un uomo impegnato, dall'altro il sospetto che lui la tradisca, ed ancora il sospetto che il suo interesse per lui sia correlato al fatto che sia l'”unico a farla sentire donna”, sebbene aggiunga le seguenti parole :” però io da 7 mesi non ho voglia di fare l'amore con lui”. Scrive inoltre:“ siccome peso 110 chili e adesso sono molto confusa”, ponendo in relazione il suo peso corporeo con la sua attuale confusione / insoddisfazione. Sarebbe importante approfondire alcuni aspetti : lo storico delle sue relazioni di attaccamento, la sua percezione di se stessa, eventi di vita recenti e passati significativi. Credo che possa esserle senz'altro utile appoggiarsi ad un terapeuta della sua zona, per approfondire questi aspetti e gestire al meglio questa difficile situazione. Cordialmente. dott.ssa Alessandra Melli...

Paura delle conseguenze delle mie azioni

Apri domanda

Buongiorno Serena, in alcune strutture di personalità si attivano quelle che clinicamente si definiscono “credenze metacognitive”, ad esempio di fusione di pensiero od evento , ovvero “se penso che avverrà un incidente accadrà” oppure credenze di fusione pensiero ed azione, ovvero “il potere del pensiero farà accadere le cose”. Queste credenze vengono mantenute, addirittura a volte esacerbate da strategie che la persona mette in atto nel tentativo di gestire la conseguente preoccupazione . Sarebbe comunque necessario condurre un assessment per approfondire la problematica ed i relativi fattori di mantenimento, appoggiandosi ad un terapeuta di sua fiducia, nella sua zona. Resto comunque a disposizone per eventuali chiarimenti. Cordialmente. dott.ssa Alessandra Melli...

Rinvenire il passato

Apri domanda

Buongiorno Medina, dalla sua lettera non si evince se, per superare in modo funzionale il suo difficile passato, abbia o meno ricevuto un adeguato sostegno psicologico/terapeutico. Ciascuno di noi difronte a situazioni problematiche, dispone di strategie di fronteggiamento non sempre funzionali: la rabbia ed il rifiuto di suo marito potrebbero sottendere una problematica elaborazione ed una complicata accettazione del suo vissuto.Credo sia opportuno suggerirle un percorso terapeutico come coppia e parallelamente uno individuale per lei Medina, per riconoscere e gestire in modo adeguato il carico del suo passato e le emozioni inevitabilmente correlate alla percezione di se stessa. Resto comunque a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordialmente. dott.ssa Alessandra MelliI...

Può essere depressione?

Apri domanda

Salve , alcuni dei sintomi che lei ha evidenziato, potrebbero richiamare una congruenza con un quadro depressivo, ma per effettuare una corretta diagnosi di depressione è certamente necessario effettuare un accurato Assessment Psicodiagnostico che includa colloqui clinici mirati ad approfondimenti, a partire da eventi recenti di vita. Il mio suggerimento è pertanto di affidarsi ad un terapeuta della sua zona di residenza, al fine di approfondire il quadro sintomatologico da lei riportato. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Cos’ho che non va?

Apri domanda

Salve, premesso che, dal mio punto di vista , un' ipotesi diagnostica non possa essere formulata se non a seguito di un accurato Assessment che preveda test psicodiagnostici e colloqui clinici di approfondimento, da quanto lei riporta emerge uno stato di attivazione, di vulnerabilità che presenterebbe un fattore predisponente dato dalla familiarità per disturbo di panico da parte di madre ed in merito sostiene:” Grazie a mia madre (che da giovane ne ha sofferto) sono riuscita a superare guardandoli appunto con scetticismo, cioè capivo che in sè per sè l’attacco non era altro che la paura dell’attacco e così li ho sconfitti”. La sensazione durante gli attacchi di “perdita del controllo” sembrerebbe indurla tutt'ora al monitoraggio del pericolo, coerentemente a quanto sostiene: “ Ho letto diagnosi e forum online, sbagliando, lo so” . Ed inoltre: “Ho letto diagnosi e forum online, sbagliando, lo so, ma mi sono convinta di avere una forma di depressione”. Il monitoraggio della minaccia sembrerebbe continuare ad essere un fattore di mantenimento dello stato di allarme: ad una preoccupazione, si aggiunge una preoccupazione su quella stessa preoccupazione che potenzia lo stato di allerta creando un circolo vizioso, coerentemente a quanto lei stessa sostiene: “devo ammettere che da quando ho Letto le diagnosi online queste sensazioni sono peggiorate”. Il mio suggerimento è certamente quello di affidarsi ad un professionista per intraprendere un percorso psicoterapeutico preferibilmente di orientamento cognitivo comportamentale, con un terapeuta della sua zona di residenza. Come correttamente scrive: “Ha l'esempio di sua madre... parlo con mia madre di questi malesseri e lei, avendo sofferto di ansia/depressione, ed essendo guarita con l’aiuto di un terapeuta “. Cordialmente dottoressa Alessandra Melli...

Amore senza intimità

Apri domanda

Salve Silvia, è difficile effettuare delle ipotesi senza conoscere pensieri ed emozioni vissuti dal suo compagno in merito a questa stessa situazione. Tuttavia l'assenza di desiderio sessuale dopo otto anni di relazione a distanza e due anni di convivenza può essere correlata ad un problematico adattamento: l'insoddisfazione corporea e l'insoddisfazione lavorativa sono i segnali di sofferenza che il suo compagno le ha esplicitato ma che ritengo necessitino di un approfondimento diagnostico nell'ambito di un percorso di terapia inizialmente individuale ed in un secondo tempo, coerentemente con un'eventuale indicazione terapeutica, di terapia di coppia. Resto comunque a disposizione. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Prime esperienze sessuali consigli

Apri domanda

Salve Eleonora, dalle sue parole si evince quanto questa esperienza sia da lei vissuta e monitorata attentamente come una preoccupazione (“Non mi piace molto il modo in cui mi bacia, mentre per quanto riguarda la masturbazione all’inizio non era nè piacevole nè tanto meno eccitante, poi gliel’ho fatto notare”; “è la mia prima esperienza, e sono abbastanza in ritardo rispetto all’età media Lui ha già avuto qualche ragazza, non è inesperto”:”Per quanto riguarda l’aspetto caratteriale c’è intesa”). Il monitoraggio di questa preoccupazione costituisce la strategia che lei utilizza per affrontare il problema strategia non propriamente funzionale in quanto è una componente di controllo che paradossalmente acuisce la sua preoccupazione e l'ansia che l'accompagna fino al punto di indurla all' evitamento dell'esperienza stessa , coerentemente con quanto lei afferma :”Addirittura quando dobbiamo vederci sono inizialmente in ansia e a volte ho dovuto rimandare con una scusa, c’è qualcosa che mi blocca da una parte mentre dall’altra desidero anche io fare le mie esperienze”. Credo che lei potrebbe beneficiare di un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale per acquisire tecniche per gestire l'ansia, le preoccupazioni ed il rapporto con il bisogno di controllo. Resto a disposizione Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Sono ossessionata dal pensiero che la mia relazione sia sbagliata. Come fare?

Apri domanda

Buongiorno Marta, queste sue preoccupazioni in merito all'adeguatezza della sua scelta affettiva, ritiene le siano mai state utili, in qualche modo funzionali a trovare una risposta ai suoi dubbi? Da quanto scrive, le provocano al contrario emozioni negative , coerentemente alle parole che nella sua lettera esprime: ”Mi ritrovo in uno stato confusionale tale da procurarmi molta ansia”. Rimuginazioni ed emozioni non funzionali a garantirle un benessere personale( necessario anche alla costruzione di un'adeguata qualità dello spazio da offrire a questa relazione), spesso attivano un circolo vizioso che alimenta dubbi e pensieri, anziché risolverli. Il mio suggerimento è di affidarsi con fiducia ad un terapeuta della sua zona, per approfondire con un accurato assessment (che includa colloqui clinici in merito alla sua storia di vita ed agli eventi significativi di essa ), i temi centrali di questa sua preoccupazione. Resto comunque a disposizione. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Narcisista covert?

Apri domanda

Buongiorno Irene, temo non sia possibile costruire delle credibili ipotesi diagnostiche: sono necessari colloqui clinici e strumenti psicodiagnostici per valutare con accuratezza, il razionale e le emozioni profonde che conducono le persone ad agire determinati comportamenti. Tuttavia leggendo la sua lettera, ritengo sia comunque importante attenzionare il grado di intensità delle emozioni con cui lei elabora questo vissuto, la dispendiosità ( in termini di risorse cognitive) rivolte al pensiero di questa esperienza, valutarne infine il grado di utilità ai fini del benessere di se stessa e della sua relazione di coppia . Un percorso di coppia credo potrebbe esservi funzionale ad rielaborare adeguatamente questa esperienza. Resto comunque a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Mamma é depressa, cosa devo fare?

Apri domanda

Gentile Mariarosaria, isolamento, rabbia, ideazione suicidaria, sono componenti significative di un probabile quadro depressivo, forse scatenato dalla malattia oncologica che ancor oggi sua madre si trova a dover fronteggiare con radioterapia e mantenuto da una difficile situazione come l’essere caregiver di una madre anziana . Sarebbe opportuna una accurata valutazione clinica e psicodiagnostica, di aspetti della personalità che possano costituire dei fattori di mantenimento, come la sovrastima della propria responsabilità percepita, considerando il difficile storico che ha preso in carico. È molto funzionale che lei non abbia sottovalutato la problematica, ma la richiesta di aiuto è un presupposto assolutamente fondamentale per poter affrontare un percorso terapeutico. Se al tempo fu sua madre a suggerirle di affidarsi ad un terapeuta,, potrebbe cominciare col rinforzarla per i benefici che grazie a quel sostegno ha ricevuto ed invitarla ad accettare con fiducia lo stesso suggerimento che a quel tempo le fu dato. Resto comunque a disposizione, data la situazione di emergenza del nostro Paese , a consulti o percorsi più strutturati , anche telematici via Skype o video whatsapp , previo appuntamento. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Amore non corrisposto

Apri domanda

Cara Angela, della fine di una storia, è spesso difficile accettare la discrepanza tra quello che avremmo immaginato e quello che è stato. La consapevolezza delle fragili fondamenta su cui a volte poggiano le nostre aspettative, certamente alimentate dall’ entusiasmo delle premesse e dai nostri miti, credo sia un primo ed importante passo da condurre verso noi stessi. Aldilà delle ragioni che possano aver condotto questo ragazzo alla scelta di interrompere la vostra frequentazione, non credo le sia utile rimuginare su quanto è accaduto e del perché sia accaduto. Credo sia importante valutare ed elaborare le emozioni dolorose di questa esperienza così difficili da gestire, maturare l’accettazione di una scelta (sebbene non condivisa e non profondamente chiarita), per emanciparsi dall’ emozione nociva di un’ aspettativa probabilmente irrealistica. Credo che potrebbe beneficiare di un percorso di supporto psicologico per gestire funzionalmente questa situazione di crisi e che possa restituirle un’adeguata qualità di vita. Resto comunque a disposizione. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Paura di camminare, come risolverla?

Apri domanda

Salve Alessia, è certamente molto funzionale che si “esponga” ad una situazione che le fa paura “facendosi forza ed uscendo”, anziché evitarla o fronteggiarla ricorrendo a comportamenti protettivi, condotte che costituirebbero fattori di mantenimento della problematica . Esistono tecniche cognitivo comportamentali per gestire l’ansia, ristrutturare la valutazione cognitiva del sintomo psicofisiologico ed affrontare le esposizioni alle situazioni temute: l' approccio cognitivo comportamentale, secondo le linee guida, presenta elevate evidenze di efficacia. Resto comunque disponibile per chiarimenti in merito. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Come superare gli attacchi di panico?

Apri domanda

Buongiorno Marica, l'attacco di panico consiste sostanzialmente nell'interpretazione catastrofica di sintomi psicofisiologici: tuttavia il trattamento è preceduto da un accurato assessment che evidenzi soprattutto i fattori di mantenimento della problematica nella persona . Certamente è possibile superare il disturbo di panico con la terapia di elezione per questo disturbo, ovvero la psicoterapia cognitivo comportamentale. Le consiglio pertanto di cercare nella sua zona un terapeuta con questo orientamento che le ispiri fiducia, per cominciare un percorso. Resto comunque disponibile ad approfondimenti in merito. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Aiuto dermatillomania

Apri domanda

Buongiorno, esistono strumenti psicodiagnostici che supportati da accurati colloqui clinici possano valutare il suo disturbo e profilarne un’ipotesi diagnostica. La psicoterapia cognitivo comportamentale presenta elevate evidenze di efficacia nel trattamento del disturbo da escoriazione (dermotillomania) . Il mio suggerimento è certamente quello di affidarsi ad un terapeuta di sua fiducia possibilmente di questo orientamento, nella sua zona di residenza. Resto comunque a disposizione per eventuali chiarimenti in merito. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Depressione al lavoro

Apri domanda

Buongiorno Alice, dalle sue parole si evince una grande e più che comprensibile demotivazione ma non mi è chiaro se essa si protrae da due anni o se vi sono stati cambiamenti che possano aver contribuito ad esacerbare questa problematica. Una soluzione potrebbe essere quella di beneficiare di un percorso psicologico di sostegno, con l’obiettivo di recuperare il senso di autodeterminazione ed autoefficacia necessarie per elaborare un progetto di cambiamento, cambiamento che possa essenzialmente concretarsi in un benessere percepito, in una comunicazione più efficace in ambito lavorativo e che contempli magari la possibilità di aprirsi nuove strade, mettendosi in gioco anche altrove. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Sono fidanzata con un uomo di 44 anni più di me.

Apri domanda

Cara Camomilla, dalla sua triste storia si evince abbandono, abuso, paradossali umiliazioni, coerentemente con le parole che lei riporta: ”dicono che sono la "cultrice dei ca*** mosci", quando mi vedono in giro da sola, mi mettono le mani addosso, mi strappano i vestitini che il mio fidanzato mi ha comprato tempo fa, e vorrebbero rubarmi una preziosa collanina d'oro con scritto il mio nome che il mio fidanzato mi ha regalato”  Si evince la disperata assenza di un luogo protetto e sicuro che evidentemente le rappresenta quest’ uomo. Credo che la sua difficile storia di vita meriti profondamente di essere accolta da una figura terapeutica che possa, con grande umanità e competenza, supportarla e fungerle da riferimento in un percorso psicologico orientato al modellamento di “un adulto sano” affinchè Lei possa un giorno rappresentare per se stessa quel mancato “luogo sicuro”. Auguri di cuore. dott.ssa Alessandra Melli...

Mi sento smarrito

Apri domanda

Buongiorno Gabriele, è difficile darle una risposta più specifica, poichè dalle sue parole non si evince se la sua ansia sia generalizzata o piuttosto “situazionale”. La “sensibilità all’ansia” ha comunque spesso familiarità e “quel mondo asettico e dorato” potrebbe magari sorprenderla se comunicasse il suo bisogno di ricevere un supporto psicologico per gestire il suo malessere. Resto a disposizione per eventuali approfondimenti. Cordialmente. dott.ssa Alessandra Melli...

Ricerca di attenzioni

Apri domanda

Buongiorno Crì, queste condotte sono spesso agite senza percezione di un carattere “disfunzionale” e giungono per questo molto raramente all’osservazione di un terapeuta. Tuttavia giungono all’osservazione clinica soltanto per le ripercussioni magari legali (ad esempio le cosiddette “parafilie”) od a carico della relazione di coppia, poiché il/la partner ne accusa un significativo disagio. Il mio suggerimento è quindi di proporre al suo fidanzato un percorso di psicoterapia di coppia lamentando questo suo senso di disagio per questa sua condotta manifesta. Cordialmente. dott.ssa Alessandra Melli...

Cambiamento personale e amore

Apri domanda

Buongiorno Emilia, è possibile che entrambi rispondano ai bisogni di parti differenti di se stessa, bisogni che conoscono radici nella sua storia di vita, nei valori trasmessi, nella sua relazione con le figure primarie di attaccamento, bisogni che nella vita adulta a volte restano insoddisfatti, rendendo problematiche le scelte di vita . Valuti la possibilità di approfondire questi temi con un terapeuta di sua fiducia. Cordialmente. dott.ssa Alessandra Melli...

Depressione, cosa posso fare per uscirne?

Apri domanda

Buongiorno Valentina, perdita di interesse, ritiro sociale, visione negativa e rimuginio su eventi passati, sono certamente indici di deflessione del tono dell’umore. Tuttavia sarebbe utile inquadrare adeguatamente la problematica con un’indagine a più ampio spettro che si avvalga di approfondimenti clinici e psicodiagnostici . Le suggerisco dunque di affidare questo delicato momento ad un terapeuta della sua zona. dott.ssa Alessandra Melli...

Dipendenza affettiva, come uscirne?

Apri domanda

Buongiorno Martina, dalle sue parole credo sia improprio definire il suo interesse come “dipendenza affettiva” : aldilà delle etichette diagnostiche, trovo piuttosto chiaro il punto di vista di questo ragazzo. “lui uscito da una lunga storia dopo un tradimento ... ho ceduto al corteggiamento del suo migliore amico, trascorrendo con lui una sola serata che però mi è costata cara. Per mesi non ci siamo parlati e mi ha fatto scontare questo “errore”, relazionandosi a me con indifferenza e con parole offensive e poco carine...” Esprime, come del resto lei stessa osserva, uno storico di perdita di fiducia e probabilmente, al tempo stesso, un sistema di credenze/ valori, sostenuti con forza ”con parole offensive e poco carine...” . Ma non possiamo escludere che possano esserci aspetti caratteriali che questo ragazzo trova per se stesso “incompatibili”. Quello che ritengo molto importante da attenzionare, è la modalità con cui si rapporta alla decisione di questo ragazzo : ” Non accetto che non sia voluto andare oltre, non accetto le sue motivazioni. Non si può giudicare una incompatibilità senza conoscere”, modalità evidentemente carica di emozioni che non la fanno vivere serenamente da molto tempo e per cui credo possa esserle di supporto un approfondimento clinico da parte di un professionista. dott.ssa Alessandra Melli...

Vorrei andare da uno psicologo per il mio DOC

Apri domanda

Buongiorno Giulio, secondo la letteratura, il trattamento farmacologico offre rare remissioni complete: alla sospensione delle terapie farmacologiche si assiste frequentemente ad una ricaduta. Sempre secondo la letteratura, sostenuta anche dalle linee guida, negli ultimi vent'anni l'approccio cognitivo comportamentale ha dato un notevole contributo alla valutazione clinica ed al trattamento del disturbo ossessivo compulsivo: la terapia cognitivo comportamentale è il trattamento di elezione secondo le linee guida per questo tipo di disturbo, con elevate evidenze di efficacia soprattutto se trattamenti comportamentali come il trattamento di esposizione con prevenzione della risposta (ERP) si abbina a tecniche cognitive. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Vorrei trovare me stessa

Apri domanda

Buongiorno Roberta, non c’è alcuna “pazzia” nel trovarsi coinvolte in una relazione emotivamente significativa, volerne superare i dubbi ( evidentemente fondati), alimentati da bugie e contraddizioni, per poi trovarsi catapultate nell’ “Assurdo Film” di una relazione durata anni e che per anni viveva parallelamente un’altra significativa realtà. Vorrebbe comprensibilmente capire il motivo di tutte queste bugie, ma rimuginando sulla paradossalità di questa storia, sulle intime ragioni che possano aver portato quest’ uomo a costruire una duplice realtà, non farà che esacerbare la delusione ed il senso di sfiducia in se stessa. Credo che forse una strada “giusta” per uscirne, potrebbe essere quella di lavorare su se stessa, col supporto di un professionista di sua fiducia, per potenziare le sue risorse che l’amarezza della conclusione di questa relazione, ha messo a dura prova. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Ansia ed eccessiva timidezza per ogni appuntamento

Apri domanda

Buongiorno Valeria, L’aspettativa di controllo è spesso una strategia impropriamente utilizzata per gestire le situazioni ansiogene che in realtà ne è paradossalmente un fattore di mantenimento. Se ritiene che la problematica che crei un disagio significativo, credo sia importante portarla all’osservazione di un professionista, al fine di approfondirne i pensieri automatici che inevitabilmente precedono ed accompagnano queste emozioni spiacevoli, anticipatorie di ogni incontro. Resto comunque a disposizione per chiarimenti in merito. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Perché sono chiuso scontroso ed insicuro?

Apri domanda

Buongiorno Giacomo, le modalità di approccio che descrive, unitamente ad uno storico di depressione, sono aspetti di un quadro che è certamente possibile approfondire col supporto di un professionista che si avvalga di colloqui clinici e di un accurato assessment psicodiagnostico (personalmente mi sono necessari quattro incontri , al fine di formulare un’ ipotesi diagnostica ed una proposta di trattamento). Resto comunque a disposizione per chiarimenti in merito. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Mancanza di fiducia e rispetto

Apri domanda

Buongiorno Manuela, mi chiedo se la comunicazione al suo fidanzato di un “leggero fastidio e di smetterla o di diminuire almeno”, rispecchi realmente le profonde emozioni che intimamente sente di fronte a questo comportamento ed alla modalità di portarlo avanti che la pone in discussione come persona “Mi dice sempre che sono stressante e invadente”. . Aldilà del considerare, prerogativa di alcune culture, determinate fantasie “appannaggio del maschio”, si chieda se le sia utile il monitoraggio della sua preoccupazione con l’utilizzo della sua password per ogni social, o se il controllo non la mantenga in una costante emozione negativa. Sarebbe forse più utile il supporto di un professionista nella definizione di una “bilancia decisionale” per focalizzare gli aspetti positivi, costruttivi, i punti di condivisione che la tengono legata a questa relazione, condivisione anche in termini di fantasie, per infine permettersi una piena espressione del diritto di scegliere senza sentirsi un problema. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Cosa devo fare?

Apri domanda

Buongiorno Laura, il suo è un bagaglio difficile, denso di complessità che inevitabilmente hanno incontrato difficoltà nel costruire una solida alleanza terapeutica, nel costruire obiettivi di terapia che andassero oltre il sollievo di un sostegno momentaneo, congruentemente con quanto lei scrive: "Qualche psicologo e psichiatra l'ho incontrato come potrete immaginare e credo (anzi, spero) nella terapia ma sono stata rimbalzata spesso da uno all'altro e viceversa e nessuno mi ha mai dato una soluzione duratura se non il sollievo del momento". Non so se il suo pensiero di affrontare un percorso di ipnosi sia sostenuto da qualche esperienza o suggerimento, in merito. Credo che forse potrebbe approfondire aspetti della sua personalità col supporto di un terapeuta cognitivo comportamentale con formazione integrata “Schema Therapy” che, a seguito di un accurato assessment psicodiagnostico, possa condividere con lei concettualizzazione della sua problematica pianificando obiettivi realistici, un terapeuta che possa eventualmente avvalersi di tecniche di intervento su schemi maladattivi precoci . Un caro augurio. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Madre depressa ed alcolista, come aiutarla?

Apri domanda

Salve Daniele, purtroppo non sempre l'ospedalizzazione per i pazienti con problematiche alcool-correlate è un' efficace soluzione. La deflessione del tono dell'umore è una tra le conseguenze dell'abuso di alcool, l'abuso di alcool può essere una tra le strategie poco funzionali agite dal paziente depresso, per fronteggiare il carico emotivo: il "problema di costanza", sta spesso nell'ambivalenza della richiesta di aiuto del paziente, ma ogni paziente è chiaramente un caso a se stante è pertanto necessario un accurato assessment psicodiagnostico, per elaborare un'adeguata proposta di trattamento . Ci sono diversi approcci per la presa in carico di problematiche alcool-correlate: il mio suggerimento è di muovervi nell'ambito di chi si occupi specificamente di questa complessa problematica. Un caro augurio. dott.ssa Alessandra Melli...

Svenire per attacchi di panico è normale?

Apri domanda

Buongiorno Cristian, immagino si sia rivolto al suo medico di base per effettuare approfondimenti medici in merito a questi svenimenti. "Io vorrei smettere di pensare a questo e per farlo devo capire se svenire è normale" : il problema è svenire o la preoccupazione di poterlo fare o che sia normale farlo? Il mio suggerimento è quello di rivolgersi , dopo adeguati approfondimenti medici, ad un terapeuta preferibilmente di orientamento cognitivo comportamentale, per approfondimenti psicodiagnostici da cui possa strutturare un' efficace proposta di trattamento. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Perché non riesco ad essere trasparente con la mia fidanzata?

Apri domanda

Buongiorno Anna Chiara, credo sia importante attenzionare ed eventualmente approfondire la pervasività di una comunicazione problematica, coerentemente con quanto esprime non solo in merito alla sua fidanzata ma anche in merito alla collega di lavoro: "Ho deciso di chiudere con questa mia collega solo che la settimana scorsa mi ha scritto e io ho ceduto e le ho risposto..". Credo potrebbe beneficiare di un supporto psicologico che possa approfondire i pensieri automatici e le emozioni che accompagnano il non percepirsi legittimata nell'affermare i propri bisogni . Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Friendzone in ufficio o...? Lui giovane, lei sposata

Apri domanda

Buongiorno Maria, da quanto scrive si evidenzia un valore, una relazione significativa: “Con tutte le difficoltà della vita, abbiamo un bellissimo, forte e sano rapporto e non siamo per nulla annoiati” . L’ ammirazione, la stima ed il rispetto che il suo collega le porta a me come donna “e che nega alle altre“ potrebbe essere correlato alle sue resistenze, in nome di quel valore. Ma se una parte di lui la rispetta e la pone sinceramente in una sorta di piedistallo ideale forse per questo “quando si incanta a volte mentre passeggiamo o si sofferma sui miei occhi e viaggia con la mente chissà dove...” , un’altra parte di lui la svaluta, corteggiando le altre in sua presenza, e svalutando le sue relazioni, parlando apertamente in modo disinibito delle sue avventure sessuali. Credo sia importante focalizzare l’attenzione su ciò che per lei costituisce una solida relazione( e che ha percepito la sua assenza) e valutare i pro ed i contro di approfondire questa relazione, soprattutto alla luce di quanto lei scrive: “Se avessi la certezza che non gioca e fa sul serio, sarei pronta a mettere in discussione tutto...” Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Problemi di coppia, come aggiustare la situazione?

Apri domanda

Salve Carla, credo sia difficile stimolare una persona verso la motivazione ad un cambiamento attraverso il conflitto od il percepire la sua routine come qualcosa che ha varcato la sua soglia della sua sopportazione. Questo suo stile di vita contribuisce certo a mantenere emozioni negative come la rabbia e ruminazioni che la pongono al centro di aggressioni fisiche e verbali e di temi di svalutazione: ”si è costruito uno pseudo-lavoro a casa e tutta una rete che gli porta tutto ciò di cui ha bisogno a casa (dalla farmacia al salumiere). Passa le sue giornate a fumare sul divano”. Sarebbe forse più funzionale focalizzare l’attenzione su quello che ha valore e per cui”da meno di uno ci siamo sposati, più per mie insistenze che sue”, su quello che vi unisce, anziché quello che vi divide, cercando uno stimolo in quello spazio per motivarlo ad un percorso terapeutico di coppia che risponda ad un bisogno di due persone, senza porre al centro suo marito ed il suo malcontento che acuirebbe la sua percezione di essere giudicato e non accettato, congruentemente con quanto lei scrive in merito :”Si sente giudicato e poco amato da me e dalle mie osservazioni. Dice che sto distruggendo il rapporto e che le mie lamentele sono solo scuse perchè voglio altro, mentre dovrei concentrarmi sulle cose belle”.  Un caro augurio. dott.ssa Alessandra Melli...

Amica di un narcisista o preda da conquistare?

Apri domanda

Buongiorno Giulia, il narcisismo è un disturbo ( od un tratto) di personalità che merita adeguati approfondimenti psicodiagnostici e che presenta aspetti spesso non adeguatamente evidenziati dal senso comune , nutrito da infinito materiale in ambito, fino a farne un'etichetta, purtroppo impropriamente molto inflazionata . Non credo sia funzionale per lei decidere sulla base di strategie di relazione correlate all'immaginario stimolato da questa etichetta: " Ho letto che i narcisisti sono manipolatori pazienti e io mi sento un po' preda. Mi chiedo: non è che il fine di questa amicizia sia per il mio amico quello di sedurmi visto che non cedo ai suoi corteggiamenti? Mi dovrei lasciare andare o è meglio evitare relazioni con narcisisti?". Si dia il tempo ed il modo di conoscere questa PERSONA , essendo se stessa , valutando ciò che per se stessa è un valore importante, chiedendosi a quale bisogno risponda il suo piacere di averlo intorno, e quale bisogno rimanga al contrario insoddisfatto, quando lui è concentrato su se stesso ed il suo bisogno di conferme. Cordialmente. dott.ssa Alessandra Melli...

Ansia alla guida e paura di guidare

Apri domanda

Buongiorno Maria Chiara, imporsi di mettersi alla guida con la preoccupazione che il carico di ansia possa causare incidenti è più che comprensibile che possa aumentare il carico di tensione. Una soluzione potrebbe essere quella di affidarsi ad un terapeuta cognitivo comportamentale per una esposizione graduale alla situazione temuta e che possa avvalersi di tecniche per fronteggiare l'ansia situazionale. Cordialmente. dott.ssa Alessandra Melli...

Infatuazioni e amore

Apri domanda

Buongiorno Paola, da quanto scrive “non ho potuto vivere in pieno la mia adolescenza” si potrebbero inferire bisogni probabilmente non adeguatamente soddisfatti che potrebbero guidare le sue scelte affettive e le modalità di attaccamento, come si evince dalle sue parole:” Mi infatuo subito di uomini da uno sguardo da un complimento e fantastico”, complicando evidentemente una eventuale diagnosi di Doc ( di cui in realtà non scrive molto). Il mio suggerimento è certamente quello di affidarsi alle competenze di un professionista di sua fiducia: per i punti emersi, personalmente riterrei adeguato un approccio cognitivo comportamentale integrato con una formazione “Schema therapy”. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Ho problemi nelle relazioni interpersonali

Apri domanda

Buongiorno Naomi, da quanto scrive si evince una problematica modalità di gestione della relazione " da sempre, non sono in grado di gestirle in modo normale". Potrebbe esserle certamente utile un percorso psicologico che possa dopo un accurato assessment psicodiagnostico e colloqui clinici, adeguatamente esplorare stili di attaccamento e talora schemi maladattivi precoci correlati a bisogni insoddisfatti che spesso emergono oltre condotte spiacevolmente ripetute sebbene siano riconosciute dalla persona in quanto fonti di sofferenza. Resto comunque a disposizione per eventuali chiarimenti in merito. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Senso di colpa e ansia nella relazione

Apri domanda

Buongiorno Lidia, nella sua lettera emergono diversi temi che potrebbero come lei sostiene, effettivamente richiamare il funzionamento di un Doc "senso di colpa, dubbi, pensiero magico" , tuttavia essi necessiterebbero di accurati approfondimenti, di colloqui clinici ed uno strutturato assessment al fine di procedere per una adeguata restituzione con una ipotesi diagnostica . Emergono inoltre schemi non adattivi correlati a bisogni probabilmente non adeguatamente soddisfatti" A volte quando litighiamo mio padre tende a dire “guarda che carattere che hai, prima o poi anche lui si stancherà di te e ti lascerà come tutti gli altri”.. Bisogni insoddisfatti che comportano la ripetizione di comportamenti sebbene si percepiscano come fonte di sofferenza :"Premetto che anche in passato ho sempre avuto storie con ragazzi che si facevano rincorrere, che non mi davano certezze e io comunque facevo di tutto pur di stare con loro anche se stavo male alla fine". Il mio suggerimento è di affidarsi ad un professionista, valutando magari un servizio pubblico nella sua zona di residenza, se al momento ritiene di non avere disponibilità . un caro augurio Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Perché si è comportato così?

Apri domanda

Buongiorno Lili, oltre un comportamento potrebbero esserci infinite ragioni, non ultima il fatto che nonostante gli iniziali propositi, la vostra frequentazione in soli due mesi sia divenuta una quotidianità, forse oggi problematica da sostenere poichè deve tenere conto di altre priorità, forse non adeguatamente esplicitate all'inizio della conoscenza, coerentemente con quanto lei descrive:"Diciamo di viverci la cosa con leggerezza, senza pretese,senza correre... dal primo appuntamento, continuiamo a vederci tutte le sere, mi voleva a cena con lui tutte le sere, trascorrevano del tempo insieme, divano,film..e poi mi riportava a casa, fino a quando una sera mi dice:resti a dormire qui? Ho ceduto e sono rimasta..da quel momento in poi erano più le sere che restavo li,che quelle in cui mi riportava a casa". Per quanto sia difficile, credo sia necessario saper accettare, accogliendo questo difficile momento come un tempo per noi stessi, per praticare un sano attaccamento che esiste aldilà della dolorosa ostinazione che ci anima nel volere venire a capo di una ragione, un attaccamento che non può prescindere dall'accettazione dei rispettivi tempi e scenari di vita, sebbene attualmente non adeguatamente chiariti. Resto comunque a disposizione . Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Misofobia grave

Apri domanda

Buonasera Liliana, la terapia con maggiori evidenze di efficacia nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo è la terapia cognitivo comportamentale. Si affidi ad un professionista della sua zona che possa innanzitutto validare questa ipotesi diagnostica e strutturare una proposta di trattamento. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Mi sento persa

Apri domanda

Salve Aurora, da quanto scrive si evince un ricorrente bisogno di iniziare una nuova relazione a seguito della conclusione della precedente, coerentemente alle parole che esprime :"Mi sono messa con lui dopo che mi ha aiutata a chiudere una relazione tossica ";"non sono mai riuscita a relazionarmi bene con i ragazzi e saltavo da una relazione all'altra" . è certamente importante approfondire aspetti del proprio funzionamento: l' approccio cognitivo comportamentale è un approccio strutturato che attraverso una valutazione psicodiagnostica e colloqui clinici può approfondire valutare in termini di ipotesi diagnostiche, i diversi temi che emergono in quanto scrive : "Non riesco a concentrarmi nelle attività quotidiane come la scuola o anche guidare (mi sento pericolosa alla guida) senza la necessità di sentire qualcuno strettamente vicino"; "Vorrei evitare di fare male alle persone a cui tengo perchè non riesco a esprimere emozioni e molte volte mi chiudo o finisco di essere aggressiva per poi sentirmi in colpa". Le suggerisco di appoggiarsi ad un professionista con approccio cognitivo comportamentale integrato schema therapy, l'approccio può approfondire quelli che sono stati i suoi bisogni insoddisfatti nella sua storia di vita e che sono alla base della formazione degli schemi non adattivi che emergono nei disturbi della personalità. Un caro augurio. dott.ssa Alessandra Melli...

Storia giunta al capolinea?

Apri domanda

Buongiorno Noemi, da un lato scrive di trovarsi bene col suo ragazzo, ma dall’altro esprime “pesanti mancanze” affettive “emotivamente non mi sento più legata a lui come quando gli proferivo quei “ti amo” mai stati ricambiati”, comunicative e sessuali “ un altro problema tra noi è la comunicazione e il dialogo, davvero poco stimolante; e tutto ciò va a riflettersi ovviamente sulla sfera sessuale, perché, non accendendomi mentalmente, non mi sento attratta da lui, nonostante l’atto “meccanico” in sé sia ottimo nel complesso. Ho provato a parlarne a lui più e più volte, ma con scarsi risultati”. Da un lato esprime la paura di perdere un grande affetto, “una routine “, “una comodità”, aspetti che prima correla alle “storie consolidate, lunghe, belle da morire…”, ma che infine correla alla “noia”. Ed inoltre:“ Un altro problema tra noi è la comunicazione e il dialogo, davvero poco stimolante; e tutto ciò va a riflettersi ovviamente sulla sfera sessuale, perché, non accendendomi mentalmente, non mi sento attratta da lui, nonostante l’atto “meccanico” in sé sia ottimo nel complesso. Ho provato a parlarne a lui più e più volte, ma con scarsi risultati”. Una parte di se sembra percepirsi in una situazione affettiva poco stimolante ma sembra esserci al tempo stesso un’altra parte di se a cui l’idea di lasciarlo “spaventa da morire”: “ho paura di commettere un grande errore di cui poi mi pentirò amaramente”. Se l’ obiettivo comune è "salvare la relazione", potrebbe essere importante scegliere un terapeuta che possa supportarvi ,come coppia, verso un' adeguata comunicazione. Tuttavia al tempo stesso credo che lei possa beneficiare di un percorso parallelo, individuale, volto ad approfondire eventi della sua storia di vita e delle sue relazioni di attaccamento che possono aver comportato l’organizzazione di schemi non adattivi, correlati a bisogni non adeguatamente soddisfatti nell’infanzia per cui, in età adulta, emerge la difficoltà di elaborare emotivamente un distacco da situazioni affettive, sebbene esse comportino “pesanti mancanze”. Resto comunque a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Amanti ma non amici...

Apri domanda

Buongiorno Giovanna, nella profonda analisi che esprimono le sue parole e nella “grande angoscia” di cui sono investite le sue riflessioni ,si evince la percezione del raggiungimento di un limite . Quella parte di sé che teme di “accontentarsi e di magari un giorno conoscere una persona diversa e allontanarsi facendo soffrire lui o rinunciare facendo soffrire se”, sembra a propria volta faticare nel vestire i panni dell’altro che, seppure nella propria “estrazione concreta”, sembra aver empaticamente colto questa sua insoddisfazione: “ lui sta iniziando a farmi più domande per intrattenere una conversazione con me”. Tuttavia ,come osserva, percepire l’altro a volte forse non basta se non è comunque facile esprimere adeguatamente le nostre emozioni, lasciando l’altra parte con tutto l’amaro peso della convinzione di sentirsi l’unica a connettersi con le altrui emozioni. Una terapia di coppia potrebbe forse supportarvi nella valutazione dei punti di fragilità della vostra relazione e nella costruzione di una adeguata comunicazione emotiva. Resto comunque a disposizione per eventuali approfondimenti. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...

Possibile depressione a 22 anni?

Apri domanda

Buongiorno Arianna, la mia formazione di approccio cognitivo comportamentale , le suggerisce l'importanza di appoggiarsi ad un professionista per una accurata valutazione psicodiagnostica che possa restituirle una eventuale diagnosi di "depressione". Tuttavia, dalle sue parole, si evince come lo stile di vita possa essere uno dei fattori di mantenimento dei suoi sentimenti di scoraggiamento che la portano al ritiro dalle attività positive e piacevoli, ritiro che potenzia i pensieri negativi attivando un circolo vizioso, coerentemente con quanto da lei espresso "È una specie di impotenza, passo le giornate a letto, tutte uguali, non riesco a trovare la chiave per accendere il motore della mia esistenza, procrastino e basta....L'altro giorno sono andata a fare una camminata al mare e devo dire che mi ha fatto tanto bene, mi sentivo più positiva. Poi però il pomeriggio sono stata tutto il tempo a letto perché mi sentivo stanca".  Resto disponibile ad eventuali approfondimenti, in merito. Cordialmente. dott.ssa Alessandra Melli...

Ci si può sentire come i depressi?

Apri domanda

Buongiorno Maria, la depressione sul piano cognitivo ha generalmente come oggetto di ruminazione i temi del passato,( contrariamente all'ansia che è uno stato di allerta verso eventi che debbono ancora avvenire), rielaborati con senso di colpa, fallimento, inadeguatezza, catastrofismo: la persona può sentirsi senza speranza , con una visione negativa di se stessa e del proprio futuro. La sintomatologia può essere data da rallentamento od al contrario agitazione, apatia, mancanza di desiderio, di appetito od al contrario di iperfagia, calo od aumento di peso, talora disturbi del sonno e del desiderio sessuale: la sintomatologia ansiosa è caratterizzata da tachicardia, sudorazione, tremori, palpitazioni, vertigini, dispnea... Depressione ed ansia spesso possono essere ipotizzati all'interno di un medesimo quadro diagnostico. La sintomatologia depressiva non è soltanto riconducibile a quadri di depressione maggiore, bensi anche ad esempio, all'umore deflesso che consegue al ritiro sociale e dalle attività piacevoli conseguente ad esempio, all'evitamento di situazioni che si percepiscono come minacciose (esempio nel disturbo di panico). Evidentemente questo in estrema sintesi. Tuttavia se questa sua preoccupazione della sensazione (di aver sperimentato sintomi di depressione)dovesse presentarsi come pensiero intrusivo e persistente che le crea un senso di profondo disagio, le suggerisco certamente un approfondimento diagnostico. Spero di essere stata esaustiva, resto comunque a disposizione per eventuali chiarimenti in merito. Cordialmente dott.ssa Alessandra Melli...