articoli di psicologia della Dott.ssa Flavia Achermann

risposte dello specialista Flavia Achermann

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Non riesco a ripartire dopo una relazione finita

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Buongiorno Ilaria, la mia sensazione nel “leggerla” è che questi tre anni siano stati un periodo di grande investimento emotivo, in cui si è dovuta destreggiare tra la voglia di restare con un ragazzo che le piaceva molto e quella di non farsi prendere in giro. Le molte ore di lavoro inoltre, mi fanno pensare che la sua vita affettiva e relazionale fosse concentrata proprio su quella relazione, come unico momento di piacere affettivo, dopo la tanta fatica lavorativa. Quando mettiamo tutte le nostre risorse sul tenere in piedi un qualcosa in cui crediamo, andando anche contro alle volte alle nostre stesse “spie rosse”, la delusione finale è ancora più grande che se non ce ne fossimo mai accorti. È un po’ come se avessimo cercato di illudere noi stessi al posto che proteggerci e questo a posteriori fa ancora più male. Ma si sa, non sempre la ragione è la via intrapresa, si vive più con le emozioni e questo può esporci alla sofferenza, ma anche all’aver provato qualcosa di intenso. Quando scrive “mi sento come se mi avessero strappato un braccio” utilizza un’espressione che ricorda molto da vicino quella che viene da dire dopo un lutto importante, ed effettivamente lasciarsi con un compagno, su cui si era investito non solo l’affetto ma anche le aspettative costruite attorno alla sua figura, è un lutto e come tale va affrontato. Mi viene, quindi, da dire che sei mesi possano non essere un tempo abbastanza lungo per aver rielaborato “ il lutto” e per potersi realmente ritenere emotivamente libera. Una storia d’amore non è solo quella che si vive, ma anche quella che ci si è costruiti come immagine interiore, con annesse fantasie, desideri e aspettative future, che sono la cosa più difficile da rimuovere, proprio perché derivate da forti motivazioni interne. Per quanto riguarda la scelta di cosa fare con l’attuale ragazzo, non c’è risposta che possa arrivare dall’esterno. Anche questa dev’essere una scelta motivata dall’interno, perché sarà quella più convincente e di cui non potrà pentirsi. Può sicuramente però valutare se le condizioni descritte finora si avvicinino alla sua situazione passata e presente e se quindi possa affrontarle da sola o con l’aiuto di un professionista. Esplorando il proprio mondo interno e ascoltandosi di più, non si sbaglia mai....

Problemi di alimentazione

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Cara Beatrice, è proprio come dice lei “quando sono nervosa, stressata o quando litigo con qualcuno mangio...”. Mi sento di tradurre le sue parole in “quando sto male ho trovato il cibo come consolazione”. Il cibo sembra diventato un modo per misurare il suo star bene o male, un po’ come il termometro ci indica se abbiamo la febbre, ma non ce la provoca. Mi colpisce nella sua descrizione sul come si sente, le parole molto forti che rivolge a se stessa “mi sento insoddisfatta, delusa” ma soprattutto “non riesco a volermi bene”. Partirei da questo punto fondamentale: è sicuramente più difficile dire basta a un comportamento disfunzionale quando non siamo motivati dal volerci bene. Potremmo pensare ad alcune domande : da dove origina il suo non volersi bene? Sente che qualcun altro le voglia bene? L’insicurezza di cui parla potrebbe essere stata presente da prima del problema del peso? Tutte queste ed altre ancora possono essere un mero spunto di riflessione. È probabile che sia una ragazza dalla forte sensibilità e che questo l’abbia tenuta lontana nel tempo dal vedere le sue parti più delicate e di prendersene cura. È fondamentale che lei cerchi i motivi profondi che la fanno sentire insoddisfatta e delusa e può essere difficile farlo da sola. Chiedere a un esperto di essere condotta in un viaggio così profondo, potendola accompagnare, farà sì che questo peso non sia unicamente suo, ma lo si affronti nella condivisione. Per ironia della sorte, si usa spesso l’espressione “scrollarsi di dosso un peso”... dove peso, s’intuisce, non è quello corporeo, eppure la mente può optare difensivamente per quello - più concreto e controllabile - rispetto all’affrontare l’intangibilità delle nostre emozioni. Sono sicura che la richiesta d’aiuto per prendersi cura di sé sarà un primo grande passo per affrontare il cambiamento da lei desiderato. Disponibile per qualsiasi chiarimento, approfondimento, le invio i miei saluti. Dott.ssa Flavia Achermann...