articoli di psicologia della Dott.ssa Helen Fioretti

risposte dello specialista Helen Fioretti

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Voler chiudere un matrimonio e avere sensi di colpa

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Maria Pia, non mi dilungherò molto perchè il quadro è fin troppo chiaro. Lei non ha altre soluzioni che recidere drasticamente questo legame e le consiglio di agire rapidamente senza ripensamenti di sorta. Contatti le persone che la possono aiutare seriamente, sicuramente una buona terapia l'aiuterebbe molto e si organizzi per un trasloco, il suo o quello del suo futuro ex marito. Coinvolga e metta conoscenza anche persone giuste se sente di correre dei rischi, ma veda di tira fuori la forza necessaria e abbandoni sciocchi sensi di colpa. Qui non c'è proprio nulla da recuperare nè da mantenere, non perda altro tempo. Spero di esserle stata utile. Un caro saluto Dott.ssa Helen Fioretti...

Come salvare una frequentazione? Non sono pronta a rinunciare a lui

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Cara Stella, spero si presenti subito la necessità di un confronto tra voi. Ritengo che sia mancata una profonda comunicazione tra le parti e che nessuno abbia compreso realmente le necessità dell'altro. Ho l'impressione che lei spesso si senta a disagio o a volte non adeguata alle situazione e tenda e evitare le occasioni che le si presentano se non rispecchiano ciò che ha in mente Forse anche un calo dell'autostima può averla spinta a rifiutare le uscite tra amici, desiderando situazioni di maggiore confort e sicurezza senza che però queste si realizzassero. Siccome dal tono delle sue parole avverto una sensazione di scarsa autostima la invito a lavorare su questo punto, un'acquisizione di maggiore potere personale potrebbe essere la chiave di volta al vostro rapporto e non solo. cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Perché le religioni non vengono considerate una psicopatia?

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Salve Stefano, definire un disturbo patologico il credo personale o condiviso di una religione come ad esempio quella cattolica o buddista ecc sarebbe un atto di estrema presunzione da parte della psicoterapia, che non ha certo la religione come scopo, ma l'unità e l'equilibrio della persona, nel pieno rispetto del suo pensiero e del suo modo di leggere e interpretare il senso di questa esperienza chiamata vita. Ugualmente una posizione profondamente atea non corrisponde affatto a nessuna "certezza di verità assoluta" "o obbligo di verità" ma semplicemente a una conclusione diametralmente opposta al credo religioso e/o personale, che sposta l'attenzione unicamente su un piano materico escludendo aprioristicamente il trascendente. l'esperienza umana mistica va sempre rispettata a priori perché il sentire è una "verità intima" non sempre condivisibile" che nessuno realmente può permettersi di giudicare falsa semplicemente perchè non esperita da chiunque. L'ateismo possiamo invece concepirlo tutti ma non per questo significa che sia reale. Le faccio un esempio: il colore rosso o verde non è mai esistito ma è ciò che l'occhio umano vede, traduzione di una realtà sempre diversa dal reale. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Asessuale o...?

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Cara Sara, più che focalizzare il punto sulla sessualità sono dell'idea che sarebbe il caso di approfondire la tua persona, in quanto la sessualità altro non mi appare se non il riflesso del tuo stile di vita, lontano, attento osservatore distaccato di ogni sfumatura. La mia paura è che tutto si fermi alla sfera personale della comprensione e con essa esaurisca un po' il suo slancio vitale. Ma la comprensione mentale è solo un aspetto delle nostre possibilità e non sempre è il migliore o ciò che rende possibile il cambiamento. Ciò che rende possibile il cambiamento è l'esperienza e l'emotività paradossalmente, molto meno l'astrazione. La invito a non accontentarsi delle sue capacità di lettura di stessa e della vita, ma a tuffarsi in ciò che va realmente esperito per essere vissuto e pianamente assimilato, non soltanto compreso. Un caro saluto Dott.ssa Helen Fioretti...

Soffro a pensare al mio ragazzo che si masturba

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Salve, ho letto la sua domanda, e da un lato sono rimasta piacevolmente colpita dalla sua apertura verso l'altro e verso il piacere anche auto-procurato che comunque suggerisce un rapporto con il proprio corpo sicuramente senza sovrastrutture mentali o sensi di colpa. D'altro canto lo stato di eccitazione e di euforia che l'ha portata a masturbarsi più volte successivamente e il prolungarsi di uno stato di turbamento misto a piacere e struggimento, denota comunque un importante impasse anche di tipo ossessivo compulsivo che lei probabilmente ha esorcizzato in questa masturbazione ripetuta. Le suggerisco comunque di intraprendere una terapia poichè soffrire di ansia abbandonica può far attuare comportamenti esacerbati che spesso sfociano in atti frenetici di ricerca e disperazione, non sempre innocui come la masturbazione ma spesso veri e propri vortici di dolore e inconsapevolezza misti a un piacere che altro non è se non il collante di un disagio da prendere realmente in considerazione. Cordiali saluti dott.ssa Helen Fioretti...

Mi ama ma butta la mia fiducia

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buongiorno Matteo, ho l'impressione che il vostro rapporto manchi di un intimità che non può essere espressa solo fisicamente ma anche da un dialogo aperto che si costruisce nel tempo e si basa anche sulla necessità di essere accolto dall'atro nella propria interezza. Per arrivare a questo traguardo è necessario affidarsi alla persona amata e aggiungere comprensione alle dinamiche di coppia che spesso sono tutt'altro che lineari, A volte le pause e gli allontanamenti non servono, ma si necessita invece di una profonda comprensione sia delle necessità che della visione che l'altro ha del rapporto a due. Da quanto ho letto non emerge nelle sue parole una volontà chiara di quello che vorrebbe da questa relazione e di cosa può tollerare e non tollerare. E' necessario che entrambi sappiate quali siano i limiti e quali siano le esigenze del vostro rapporto, io leggo chiaramente solo un susseguirsi di tentativi di ripresa e chiusura. Probabilmente una terapia, non per forza di coppia faciliterebbe la vostra comunicazione che credo sia per molti versi acerba e non abbia ancora raggiunto la maturità che serve per porre le fondamenta di un rapporto vero. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Masturbazione e convivenza

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Salve, spesso il sesso di coppia o l'assenza di questo svela notevoli cambiamenti nei riguardi del o della partner. Credo che la sua preoccupazione sia rivolta a sapere anche se i sentimenti del suo compagno, se hanno subito variazioni nei suoi confronti e se l'attenzione per l'attività sessuale intima di entrambi cela di più di un semplice abbassamento del desiderio. la chiave di volta resta comunque il dialogo che implica sia il coraggio di affrontarsi che di affrontare l'altro. Spero che la vostra relazione abbia raggiunto un punto di maturità tale da potere approfondire questo punto. Solo partendo da qui si può capire a cosa sia dovuto il cambiamento del vostro erotismo. Cordiali saluti dott.ssa Helen Fioretti...

Mia figlia parla da sola

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Cara Signora, per poterla rassicurare sullo stato di salute su sua figlia penso che una visita da uno specialista sia in realtà l'unica strada percorribile. Quello che lei descrive per il momento non ha parametri di gravità tali da far supporre una problematica seria ma ciò non esula comunque la possibilità di una supervisione che nel caso specifico potrebbe prevedere anche un intervento breve e indicazioni precise sia per lei che per suo marito da attuare nell'interazione nei confronti di sua figlia e monitorare poi l'andamento. Cordali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Fantasie cuckold che fare?

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Le fantasia erotica non vanno trasmutate in tormenti. Quando le fantasie erotiche prendono fortemente il sopravvento è meglio spostare l'attenzione quanto prima, visto che sua moglie per il momento non sembra più essere accondiscendente, le suggerisco di non alimentare questo desiderio poiché tenda a divenire ossessione, come credo già lo sia. Seguire un'ossessione potrebbe farle compromettere parecchi aspetti della sua vita relazionale. Se poi ritiene che la sperimentazione sessuale sia per lei necessaria , allora prosegua pure nel suo intento (magari con altre donne) ma stia attento a capire se il gioco erotico diviene dipendenza, una tra le cose più lantane dal piacere malgrado non se ne possa più fare a meno. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Il mio ragazzo mi ha dato uno schiaffo

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Innanzi tutto mi spiace per questa sgradevolissima situazione che ha subito. Personalmente ritengo che uno schiaffo sia grave perché è un gesto che mette a tacere l'altro e definisce una una forma di prepotenza che in nessun modo va silenziata. Allo stato attuale forse per lei prendere una decisione drastica sulla chiusura del rapporto potrebbe non esserle possibile, in quanto come lei stessa ha scritto questa persona rappresenta molto e l'investimento su questo rapporto è tanto. La invito comunque ad essere estremante chiara a insistere che il gesto è stato per lei simbolicamente molto cruento, avendo anche riattivato dei ricordi del passato che l'hanno turbata profondamente. Se lui non ne comprende la gravità le suggerisco comunque di non tollerare ulteriormente altre forme di insensibilità o violenza perchè un rapporto deve sempre esigere il rispetto. Anche la mancanza di sensibilità e senso di colpo per il gesto che ha fatto è mancanza di rispetto nei suoi confronti, credo sia giusto ribadire l'importanza di empatia che una relazione necessita. Cordiali saluti, se ha necessità resto disponibile a ulteriori domande. Dott.ssa Helen Fioretti...

Genitori oppressivi

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Cara ragazza, raggiunta una età adulta la vita con i propri genitori non deve più essere una scelta. Da quello che leggo lei ha un lavoro e quindi immagino possibilità di una vita indipendente. Si orienti al più presto verso questa direzione poichè la convivenza con i suoi non sarà anche negli anni a venire una condizione da augurarsi. Lei deve vivere la sue esperienze al di là del concetto di giusto e sbagliato. Si imponga una modalità per raggiungere l'autonomia e non abbia paura di commettere errori, la priorità è la sua vita e l'affermazione di una sua volontà personale. Il conflitto con i suoi deve prendere una posizione subalterna, non può invadere tutta la sua esistenza. Se ha bisogno di aiuto in questo periodo non facile sono a disposizione. Si ricordi nessuno ha alternative al processo di divenire propriamente se stessi . Cordiali saluti. Dott.ssaHelen Fioretti...

Non avere una relazione a 21 anni

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Buongiorno, ci sarebbero un po' di questioni da capire sul fatto che non ha mai avuto relazioni. Per esempio il suo approccio verso l'altro sesso come è? Riesce ad essere se stessa senza imbarazzi o timori ? C'è qualcosa che la blocca ? il rapporto con il suo corpo è buono? le sue relazioni di amicizia sono sufficienti e soddisfacenti? Lei pensa possa essere anche un problema di autostima personale che forse non la fà essere abbastanza incisiva verso l'altro? Essere felici è un punto di realizzazioni che comporta processi lunghi e importanti di crescita.Le occasioni si manifestano inaspettatamente l'importante è acquisire sufficiente autostima per poterle vivere e accogliere al momento opportuno. Non stia a guardare le amiche fidanzate si concentri sulla sua persona, ognuno di noi ha la possibilità di essere amato e ricambiato per ciò che è, l'importante è non convincersi del contrario, perchè questo sarebbe una chiusura verso l'esterno che la potrebbe unicamente a sentirsi infelice. Se una delle mie domande le ha suscitato una qualche direzioni, una terapia potrebbe aiutarla tanto in questo processo di conoscenza di se stessa, non ne sottovaluti l'opportunità. Un caro saluto Dott.ssa Helen Fioretti...

Amore senza innamoramento iniziale

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La sua ossessione è dovuta la fatto di doversi in qualche modo avvicinare a uno stereotipo di innamoramento oppure sente di non aver mai provato questo sentimento e vorrebbe provare anche lei forti emozioni? Ha premesso che soffre di doc spesso disturbo che invade ogni sfera della vita, per tanto in parte suppongo che questo disturbo possa essersi acuito in questo periodo e averla condotta a pensieri in realtà astratti sulle relazioni. Le consiglio comunque un colloquio con uno specialista per far emergere il fulcro del problema, da queste poche righe non è possibile darle una risposta esaustiva e ancor di più capire se vi è un alterazione importante del suo stato d'animo. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Il mio compagno non protegge me e suo figlio

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Salve gentile Signora, capisco che la situazione sia per lei difficile anche perchè da come ha scritto vedo che ha fatto più tentativi nel cercare di stimolare suo marito a una presa di posizione chiara che però non sembra aver esordito alcun risultato. Lanciare in aria un bambino di due mesi è certamente un gesto "maldestro". Se lei ritiene che le modalità di relazione col piccolo siano realmente nociva agisca comunque, anche senza l'approvazione di suo marito, poiché la tutela del minore deve venire prima di tutto. Se non si sente al sicuro con la famiglia paterna inizi a pensare anche a altre possibilità di allontanamento, probabilmente questa convivenza allargata non porta grossi giovamenti a tutto il nucleo famigliare. Le consiglio comunque un supporto psicologico poichè affrontare questa situazione da sola è realmente stressante e l'aiuto di un esterno potrebbe rivelarsi una chiave di volta. Spero possa trovare presto una sana risoluzione. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Infatuazioni e amore

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Gentile Signora innanzi tutto quale è il suo fine? Bisognerebbe partire da un'analisi più chiara dei vostri sentimenti reciproci, cosa desiderate da questo lungo rapporto e soprattutto come mai il dialogo è così spoglio? Sta forse finendo il rapporto di amore tra voi? Forse una terapia di coppia potrebbe aiutarvi magari anche a vivere le vostre relazioni parallele senza doversi nascondere...aprendo la coppia, senza sotterfugi. Mah le possibilità sono tante fare chiarezza su ciò che si desidera e chi si vuole avere accanto è un compito arduo ma impossibile da non fare, Spero di averle stimolato qualche riflessione in più. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Non so perché sto reagendo in questo modo...

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Buongiorno Anna, 27 anni è un ciclo della propria vita particolarmente delicato, in cui si aprono svariate domande e spesso in questa fase la propulsione esplorativa tipica della pulsione umana si spinge verso una richiesta di maggiore conoscenza esperienziale. In parole semplici ciò che le voglio dire è di chiedersi di cosa realmente sente necessità. Ora ha "un crollo del senso del vivere" e questa mancanza difficilmente può essere ignorata. Un compagno non può colmare questo vuoto. La invito a non avere paura e ad interrogarsi sinceramente verso questa direzione. Tutto ciò che avverrà dopo sarà la conseguenza della capacità con cui è riuscita a guardarsi dentro. un supporto psicologico è comunque un opzione da non sottovalutare se ne sente il bisogno. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Perché si è comportato così?

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Più che comprendere il motivo e la ragione, qualora questa persona decidesse di fornirgliela, terrei ben presente lo stile comportamentale poichè non sarebbe una rarità che la cosa si ripresentasse più e più volte tale e quale, con momenti di affetto e vicinanza importanti e improvvise chiusure o distacchi successivi. Quel suo " mi manca da morire" è ben comprensibile poichè brusche interruzioni come questa che avvengo solitamente dopo un picco di empatia reciproca molto intensa, suscitano veramente momenti di forte destabilizzazione e angoscia, pari a un trauma da abbandono. La invito alla prudenza nel caso in cui questo rapporto dovesse riprendere, poichè cambi di tendenza inaspettati sono spesso rivelatori di personalità "egocentriche" che possono causare forti turbamenti e dipendenze nell'altro, per niente innocue da un punto di vista di equilibrio psicologico. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Misofobia grave

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Non ho ben compreso se lei già sia in trattamento per questo disturbo e la situazione stia peggiorando comunque oppure sia consapevole del problema ma senza essersi rivolta a uno specialista in tempi recenti. In entrambi i casi è necessario che intraprenda o riveda la cura che sta facendo. Una terapia cognitiva comportamentale ed eventualmente anche un supporto farmacologico dovrebbero attenuare il disturbo. il doc, come lei sa è molto limitante e causa profonda sofferenza. Una forte opposizione alla cura è spesso uno dei sintomi inconsapevoli del doc. Anche la paura di investire economicamente per visite o terapie può essere un sintomo scaturito all'acuirsi della gravità del disturbo. La invito a non temporeggiare ulteriormente in quanto oltre a quelle già indicate ( terapia e supporto farmacologico) non ci sono altre strade. Un caro saluto Dott.ssa Helen Fioretti (roma)...

Sono istrionica e i genitori del mio ragazzo mi odiano

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Concludere una domanda aperta a psicologi con "vi chiedo di non offendermi" non può non farmi notare quanto in realtà lei abbia davvero molto timore di essere giudicata e esporsi fino in fondo. Su questo si rassereni non corre alcun pericolo. Come credo lei già sappia, il malessere che prova emerge intenso e frequente dalle righe che ha scritto. Mi sembra che la situazione di competizione e disagio sia diffusa ( tra l'altro la competizione è spesso una diretta espressione del disagio), più acuita sicuramente nel confronto con il suo ragazzo ma sicuramente coinvolge molti tratti del suo interfacciarsi agli altri sia in campo lavorativo che in ambiti più intimi. Feedback positivi (quali like su fb e instagram, nel caso siano questi a cui fa riferimento ) spesso, sono dovuti più alla simpatia che alla reale bravura di ciò che si è in grado di postare, e se questo crea malessere sarebbe meglio orientarsi su forme meno "ossessionanti" di divulgazione. In ogni caso, osservo in generale un processo di maturazione che stenta un po' ad affermarsi, intrattenendosi così in dinamiche di rabbia provocazione e pentimento poi. Più che darle un consiglio specifico su come relazionarsi ai genitori del suo compagno, le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico che la aiuti a sviluppare tutta la sua persona e uscire da questo forte " impasse" in cui si trova. La terapia le servirebbe di riflesso anche ad ampliare la sua propensione artistica per cui si troverebbe a giovarne doppiamente. Resto a disposizione per approfondimenti. Un caro saluto Dott.ssa Helen Fioretti...

Alienazione dalla società che mi circonda: cosa dovrei fare?

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buongiorno, da quello che ho letto credo che di base la situazione sia probabilmente dovuta in parte alle condizioni restrizioni che si trova a vivere in questo momento (il non avere un spazio adeguato condiziona certamente la nostra sfera intima e relazionale). e in parte a un tono dell'umore leggermente depresso. Denoto che il suo orientamento è sospeso in un limbo, non emergono obbiettivi e desideri personali. Certamente la dimensione che ha creato ulimente l'effetto del covid, diminuendo drasticamente le interazioni tra persone e oscurando le prospettive, ha suscitato in tante persone sentimenti di abulia e indifferenza. Le vorrei dare due suggerimenti, uno è quello di accettare la situazione con un po' di distacco ossia non attribuendo la responsabilità di tutto alla sua persona. il secondo consiglio è comunque quello di continuare a cercare finché non intravvederà ciò che le innesca stimoli sia di natura lavorativa che di natura relazionale anche se sente di farlo senza entusiasmo. Se avverte comunque il bisogno di un supporto o una guida che sia di natura psicoterapeutica o altro, non la rifiuti, ciò non posticipa e nemmeno si contrappone a nessuna autonomia. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Codiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

L'angoscia può scomparire improvvisamente?

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Nella vita psichica come in quella materiale le cose accadono sempre per una ragione. Credo che il suo indagare sia una strada importante su cui procedere . Una ragione e un senso sono fondamentali da acquisire anche se in una condizione di improvviso benessere e ottimismo, magicamente sembrano non servirci più. E' possibile e frequente che la stessa situazione di angoscia si ripresenti per poi scomparire di nuovo. Non voglio affatto dire che questa circostanza le riaccadrà, ma che nel caso in cui si dovesse accorgere che sta avvenendo di nuovo un brusco cambiamento in lei, di non spaventarsi e di cercare senza indugio qualcuno che possa aiutarla a comprenderne la causa e anche a gestire questo stato. Mi ha sorpreso un po' la sua frase conclusiva che sembra in realtà aprire un nuovo mondo :"Concludo che in generale sono una persona introversa e molto sensibile soprattutto ai giudizi negativi" Cosa può significare? un'eccessiva paura di crollare per poco? troppa fragilità per reggere una critica? troppa importanza a un giudizio ? E perché poi? Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Come fare quando non scatta la scintilla ?

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Sinceramente credo che lei una risposta l'abbia già ottenuta da questa persona, capisco che avrebbe desiderato altro ma dobbiamo essere in grado di accettare le cose che gli altri ci dicono esattamente per come ci arrivano, Le consiglio in ogni caso di non farsi ossessionare da questo pensiero di conquista dell'altro ma di sviluppare volontariamente un'attenzione verso altre persone. Un amore non corrisposto non è un punto in cui è bello rimanere appesi e mi sembra che lei sia da troppo tempo ferma su questa "amicizia" che non evolve in altro. Se mai dovesse avvenire "altro" ( ma le ricordo che uno psicologo non è un oroscopo da consultare) è perché lei sarà stata in grado di aggiungere qualcosa alla sua persona e allora forse sarà anche in grado di accogliere la possibilità di altri rapporti e altre persone senza che queste siano un ripiego, ma solo altre possibilità. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti (roma)...

Non so a chi rivolgermi per una prima esperienza

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Psicologo, significa avere un diploma di laura in psicologia. Psicologo e psicoterapeuta è un professionista che oltre alla laura quinquennale in psicologia ha anche conseguito una specializzazione quadriennale in psicoterapia, quindi tutti i titoli per esercitare appieno la professione canonica di psicoterapeuta. Le consiglio di scegliere un professionista psicologo-psicoterapeuta (così si dice e scrive, con il" doppio titolo") con cui si trova a suo agio durante il primo colloquio e dove la chiave empatica emerge in maniera significativa . Spero di averle chiarito qualche dubbio. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti (Roma)...

Gelosia ossessiva nei confronti del mio fidanzato

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Cara Francesca onestamente penso che lei la risposta la conosca già. Ha scritto in queste brevi righe che sono ben due anni che ha una gelosia ossessiva, che deturpa il suo pensiero e la sua relazione con il suo compagno. Credo che più che un consiglio sia ora di affrontare il problema afferrando " il toro per le corna" e iniziando un vero e proprio percorso Terapeutico ( potrei suggerire cognitivo comportamentale, tra i tanti),, non solo per se stessa ma anche per chi le è accanto e magari le vuole bene . La sofferenza psichica che descrive è intensa e pervasiva, tale per cui le può portare conseguenze pesanti nella vita. Non rimandi ulteriormente, Questo è il miglior consiglio che le posso dare. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Non riesco a capire

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Buonasera Signora Filomena, le rispondo in base alla mia deontologia professionale. Onestamente è molto difficile che io come psicologa psicoterapeuta imponga dei divieti in generale, in particolare così perentori poi, che vincolano l'autonomia della persona e sono in netto contrasto con gli affetti e i ruoli sociali e/o famigliari che questa persona ha, quindi in parte mi sento abbastanza legittimata a non credere che lo psicologo ( sempre che di psicologo -psicoterapeuta si tratti..) abbia fornito un'indicazione così drastica .. Certo il punto resta a mio parere comunque un altro... ossia che, anche nel caso in cui "qualcuno" ( mattiamo il mago Thelma invece che lo psicologo) avesse suggerito tale cosa a suo marito, è comunque una scelta che lui in piena volontà e lucidità ha deciso di seguire. Credo che su questo punto ci sia da interrogarsi e capire se veramente suo marito stia cecando una ragione di allontanamento che possa anche legittimarlo nella sua modalità "rancorosa". Anche questa modo di comunicarle che una terza persona " autorevole" sotto alcuni aspetti, ha deciso che la cosa migliore fosse non avere rapporti comunicativi con lei, mi suggerisce un modo aggressivo passivo di ferirla. Spero in parte di esserle stata utile e le auguro di poter al più presto di avere i chiarimenti che merita da parte del suo compagno. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Dovrei andare?

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Gentile Camilla, lei è stata messa in una situazione di conflitto, cosa in realtà mai troppo bella da subire da parte di nessuno. ovviamente la valutazione di cosa sia meglio per lei può essere fatta solo da lei medesima. Sicuramente si trova già in difficoltà da questo out out del suo compagno. Le voglio però far notare una cosa, lei è molto giovane e l'esperienza di vivere e conoscere il mondo non dovrebbe mai essere troppo sacrificata, poichè questa prima o poi riaffiora in rimorsi importanti, più avanti nella vita. A volte storie d'amore possono essere tutto ora e nulla domani... Indipendente da ciò, scelga comunque ciò che più desidera, e se si dovesse accorgere che qui per lei le cose non sono abbastanza una possibilità la colga senza chiedere permessi a nessuno, perchè le opportunità sono nostre, in quanto capitate a noi, non di chi ce le concede... un caro saluto Dott.ssa Helen Fioretti...

Ho una cotta per un uomo sposato

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I castelli mentali che si crea in realtà è facile che abbiano una base, ( sono più o meno storie all'ordine del giorno). Se lei ricambiasse in maniera più esplicita è facile che il suo collega più grande la inviti anche in situazione in cui vi sia ben poco all'equivoco. O invece spaventato improvvisamente neghi tutto.. In ogni caso si rivelano sempre storie travagliate e o più spesso mordi e fuggi, ... Le suggerisco cautela, non per il suo collega e la sua famiglia ma esclusivamente per lei che potrebbe avere un risvolto amaro da chi a volte provoca per sentirsi più vivo, pensando poco ai sentimenti altrui.. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Attratto da donne più grandi. Scappo, ma non riesco a dirle addio

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Il sesso e la persona non sono mai state due cose separate. Probabilmente sei riuscito a pensarla così poichè il coinvolgimento non è divenuto totalizzante in molte relazione che hai vissuto, ma quando si innescano più fattori il totale supera la somma...e anche di molto, La persona diviene tutta desiderabile non solo in un unico aspetto, il sesso è un amplificatore grande e potente che va tenuto nella giusta considerazione e rispetto. Ora che vi è un distacco la sofferenza non si può evitare ma ricorda che ogni relazione che inneschi, non va considerata controllabile perchè è proprio nella natura stessa della relazione la sua imprevedibilità di sviluppo . Siamo complessi, e il desiderio di essere amati è incredibilmente superiore a quello di accoppiarci in un amplesso. Infine non siamo ingranaggi e non siamo fatti per rientrare in ruoli prestabiliti quali quelli che possono essere il ruolo del marito della moglie dell'amante ecc.. l'integrità della persona emergerà sempre a dispetto di qualsiasi ruolo rivesta e rientrare poi in quelle vesti stretti per limitare danni o sconvolgimenti famigliari e interiori come quello che stai vivendo tu, comporterà sempre un dolore e un prezzo non preventivato. Questa è un'esperienza che hai fatto, fanne tesoro per la prossima volta. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...

Paura di non farcela

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Il punto è che in questa situazione è necessario ricreare una casa... per casa intendo la propria dimensione vitale, ossia gli obiettivi e le relazioni che vogliamo perseguire in questa vita. essendosi trovata nel "nulla" andando a vivere col suo compagno, ha subito inaspettatamente un trauma uno shock che ha causato un forte destabilizzazione su più piani, facendole probabilmente perdere il senso e il sapore di ogni cosa. Per lei questo momento è un vasto varco di nebbia che ancora non riesce a diradare. Per prima cosa le dico, non si lasci spaventare, nella vita questa è una situazione estremamente frequente. E' una fase di destrutturazione che può richiedere anche parecchio tempo prima che si intraveda un orientamento chiaro. Cerchi di mantenere UNA sola cosa utile al giorno, ( sottolineo che ho detto una e non più di una.. ) cioè qualcosa che lei possa ritenere utile per un suo miglioramento, fosse anche solo una telefonata ad una amica..... si ponga piccolissimi passi che sente di poter compiere con le forze che ha in questo ora, e soprattutto non rifiuti compulsivamente ciò che le può far star meglio, si accorga di questo nel caso lo stesse già facendo.... Per qualsiasi cosa resto a disposizione. Cordiali saluti Dott.ssa Helen Fioretti...