articoli di psicologia della Dott.ssa Nausicaa Securo

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neofobia cibo bambini

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E’ tempo di diventare grande, lo svezzamento è finito da un bel po’. Ed il separarsi della mamma=latte passa anche attraverso il cibo. Ha mai mangiato nulla a pezzetti? Magari inizi con qualcosa di morbido che mangia già, ad esempio i biscotti. Ed i dolci, che di solito piacciono molto, come li mangia? Provi a dare a suo figlio dei cibi che può tenere in mano e mangiare da solo. Provi con la carota tagliata a striscioline visto che è una cosa che mangia. Lo renda indipendente da se. Nonostante imiti i fratello in tante cose, ma non nel cibo, può voler dire: sono e resto il piccolo di casa e voglio le attenzioni di mamma per me! La cosa importante è che comunque non se ne preoccupi troppo, altrimenti il bambino lo capisce e usa ciò come arma. Cominci a fargli mangiare quello che gli piace a piccoli pezzetti, magari qualcosa tra il resto della pappa frullata. Non gli metta molto cibo davanti così che capisca che può mangiare quello e che poi non c’è più niente. Ma anche perché porzioni grandi lo possono scoraggiare. I bimbi, per amare il cibo, devono toccarlo, manipolarlo, assaggiarlo… Non preoccupiamoci se si sporca, fa briciole, o tocca con le sue manine in giro, provi a cucinare assieme a lui qualche volta. Non deve essere imboccato, ma mangiare autonomamente. Importante è che mangi a tavola, assieme a tutti gli altri. Che abbia le posate a disposizione. Iniziamo a dargli non solo il cucchiaio, ma anche forchetta e coltello. Apparecchiamo per bene la tavola, soprattutto il suo posto-tavola. Se è possibile lo faccia assieme a lui. Si può scegliere al massimo tra due opzioni: a casa non esiste il menù personalizzato, e si mangia tutti la stessa cosa. E’ meglio non usare il cibo come un premio o una punizione, altrimenti assume un valore che non deve avere e può diventare oggetto di ricatto. I bambini sono influenzati dal colore che c'è nel piatto. Se in effetti l’aspetto visivo lo aiuta si potrebbe provare più avanti a creare delle "faccine" o altre cose simpatiche, per rallegrare la pietanza. Non si dovrebbe esagerare con le merende è meglio puntare ai pasti principali. Cerchiamo di non compensare un pranzo scarso o scarsissimo con una merenda faraonica, perché poi ci ritroveremo da capo all’ora di cena. Non lo forzi, se smette di mangiare non insista. Provi così, se ha bisogno di qualche altro consiglio non esiti a contattarmi. Cordiali saluti. Dott.ssa Nausicaa Securo...

L'ho tradito e adesso devo lasciarlo andare

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Provi a prendersi il suo tempo, senza necessariamente sentire di dover fare qualcosa con urgenza. Cerchi di capire cosa è veramente accaduto dentro di lei, se ritiene onestamente (onestamente nei confronti di se stessa) di aver sbagliato. Vede, per esempio quel “momento di debolezza” di cui lei parla…. Alle volte si tratta di spinte vitali che hanno bisogno di camuffarsi come debolezze perché già il senso di colpa è lì in agguato. Non credo lei sia una persona egoista. E’ preoccupata per il suo fidanzato, gli vuole bene, vorrebbe fosse felice. Ma sente che ha bisogno di essere felice anche lei. Questo necessariamente alle volte passa attraverso una presa di consapevolezza non semplice e che fa stare male, all’inizio soprattutto. Nutre qualcosa per il ragazzo che ha baciato? Lo rivedrà? A volte il bisogno di comunicare quanto accaduto al fidanzato può servire per vedere la sua reazione e così capire quanto lui tenga al rapporto. E’ importante però che lei provi a capirlo per lei, indipendentemente dalle reazioni dall’ altra parte. Cari saluti. Dott.ssa Nausicaa Securo Psicologa a Cittadella (PD) e Online...

Conflitto interno

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Buongiorno, leggendo la sua lettera si percepisce benissimo la sua fatica di ogni giorno. Si deve sentire molto sola. Lei è giovanissima, mi chiedo se sia giovane anche il suo compagno. Perché pensa che la tradisca? Lei sente di amarlo ancora? Provi a parlare con lui. Gli spieghi il suo stato d’animo, i suoi sentimenti, le sue paure. Provate a trovare insieme una possibile soluzione, a pensare ad una progettualità. Così potrebbe diventare più semplice sostenere questa situazione sapendo che può essere legata ad una fase temporale. Cari saluti Dott.ssa Nausicaa Securo Psicologa Clinica - Cittadella (PD) e Online...

Mia figlia non riesce ad addormentarsi

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Buonasera Giovanna, il sonno notturno è prezioso ed è importante che, sia lei, che sua figlia, possiate riposare e recuperare le energie spese durante la giornata. Potrebbe darsi che la figlia di tre anni, come è normale che sia, le richieda molte attenzioni e che questo la figlia più grande lo percepisca tentando di voler avere la mamma per lei la notte, anche solo per qualche momento, con tutte le conseguenze, ma è sempre meglio di niente. La notte è il momento della separazione e sua figlia fa fatica ad accettarlo, rilassarsi ed abbandonarsi al sonno. Provi, se può, in questo periodo, a trascorrere del tempo con lei durante il giorno, solo voi due. Provi a darle delle attenzioni anche prima di andare a letto. Cerchi di capire se qualcosa la inquieta, se le è successo qualcosa a scuola.... o altrove. La paura che possa succedere qualcosa a lei o al papà può essere una paura proiettata che invece prova per se stessa. Ha bisogno delle sue rassicurazioni. Potrebbero essere molto utili delle storie da raccontare prima che le bimbe si addormentino, che magari si inventa lei, che riprendano dei fatti della giornata in cui una bambina di dieci anni è protagonista, eroina, amata e possa sentire la mamma vicina. Con nomi e luoghi diversi da quelli reali, ma con i quali sua figlia possa identificarsi ed immedesimarsi. Lei legge sulla sedia o sul lettone? Se le fa piacere resto a disposizione. Dott.ssa Nausicaa Securo Psicologa clinica - Consulente sul sonno dei bambini...