Franco Fusi

Dott. Franco  Fusi  Psicologo Psicoterapeuta albo #6008 - Piemonte

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    prima consulenza gratuita in studio

   Descrizione

Il Dott. Franco Fusi si è laureato presso la Facoltà di Psicologia di Padova con laurea quinquennale ad indirizzo: Psicologia Clinica. È iscritto all'Ordine degli Psicologi Regione Piemonte, num. iscrizione 6008. E' psicoterapeuta con specializzazione quadriennale post-laurem ad indirizzo cognitivo, sessuologo certificato presso il CENTRO CLINICO CROCETTA di Torino. Ha inoltre conseguito il master in Terapia della Coppia e il master in Età Evolutiva presso lo stesso centro. E' terapeuta formato in EMDR.

SERVIZI OFFERTI


Prima consulenza gratuita per chi contatta da Psicologionline.net


A) Sostegno psicologico
per nevrosi, disturbi d'ansia, depressione, fobie, stress, disturbi alimentari, dipendenze, momenti di crisi legati a processi decisionali difficili, relazioni problematiche (di coppia, familiari, lavorative e interpersonali in genere)


B) Facilitazione dei processi di autorealizzazione 
Per chi cerca una condizione di maggiore benessere attraverso interventi diretti allo sviluppo delle risorse personali (accrescere l'intelligenza emotiva, le strategie di gestione dei problemi e dei conflitti, la resilienza attraverso la mindfullness, ecc.)


C) Affiancamento e interventi circostanziati mirati ad affrontare eventi imprevisti ad alto impatto stressogeno (lutti, incidenti, perdita del posto di lavoro, malattie, rottura di legami senmtimentali importanti, ecc.)


IL METODO A GARANDI LINEE


L'ascolto empatico in un'ottica di alleanza cooperativa orientata al raggiungimento di obiettivi concordati, fa sì che nella relazione terapeuta-paziente possano venire alla luce le modalità di funzionamento interno della persona che chiede aiuto e collaborazione in vista della ricerca di soluzioni a problemi che man mano emergono e si definiscono più chiarmente a livello emotivo/cognitivo. Il paziente “usa” il terapeuta come strumento di acquisizione di consapevolezza su se stesso e, in un clima da costruirsi sulla fiducia reciproca,  entra
gradualmente egli stesso in contatto coi propri vissuti emotivi/affettivi/cognitivi non coscientizzati ed automatici, sentendo di poterli padroneggiare per la prima volta in condizioni di maggiore sicurezza. Dal canto suo, il terapeuta porta selettivamente l'attenzione del paziente su quegli aspetti che, per esperienza clinica e per dimostrata efficacia di metodo, si segnalano come importanti, in modo da facilitare al paziente il “reperimento” delle giuste chiavi che possono innescare cambiamenti nella consapevolezza del problema e nella percezione delle soluzioni allo stesso. Le chiavi sono quelle che il paziente stesso fornisce, ma spesso in modo accidentale e in parte, o del tutto, inconsapevolmente. Il terapeuta deve "tenere in mano le chiavi offertegli" e offrirle al paziente secondo le giuste tempistiche e modalità. 


DOMANDE

RIVOLGERSI ALLO PSICOLOGO PERCHE' ? 

È POSSIBLILE RIVOLGERSI ALLO PSICOLOGO PER TRE ORDINI DI MOTIVI:

MOTIVO1:

Per un malessere o disagio avvertito dalla persona. Periodi di malessere o difficoltà sono sperimentabili in forma più o meno intensa e duratura da tutti nel corso della vita. Ricorrere alla propria "forza" di volontà per ritrovare il perduto equilibrio spesso non migliora le cose, così come spesso non migliora le cose cercare di "attingere nuove energie" attraverso occasionali cambiamenti delle proprie abitudini, o tentativi più radicali e decisi di modificare “finalmente” il proprio stile di vita, o l'esercitarsi in tecniche fai da te, magari estrapolate da libri di divulgazione psicologica che a volte assomigliano più a una raccolta di sagge sentenze o citazioni citabili, articolate poi in testi “creativi e originali”.  Mettersi “in relazione con un libro” nutrendo speranze e aspettative è comprensibile, sembrerebbe la via più facile, economica, autonoma. Pur non negando che se ne possano trarre occasionalmente dei benefici (rimane il dubbio dell'effetto placebo) , l'atteggiamento -non proprio costruttivo- che sta dietro a certe ricerche più affannate e compulsive di informazioni e spiegazioni, può essere quello di aspettarsi che l'ottenere velocemente delle pronte risposte e pronte soluzioni già confezionate sulla propria persona sia un efficace, comodo e produttivo iter "fai da te". Occorre precisare che il cambiamento, salvo rare eccezioni, non è un processo istantaneo e neanche breve (salvo, ancora una volta, confondere lo stare meglio con la suggestione prodotta dall' effetto placebo), in cui, da soli, si rischia di smarrirsi nell'infinito mare magnum dei manuali fai da te, con le loro migliaia di informazioni, teorie, prescrizioni, metodologie. I testi davvero validi sono probabilmente davvero pochi, non di facile reperibilità, e difficilmente si propongono come guide. D'altronde è normale che tutti, nella propria vita, abbiano provato a risolvere in primis, i propri problemi da soli, anche per lungo tempo, provandoci e riprovandoci in vari modi, ma quante volte trovandosi infine in una frustrante situazione di stallo in cui ricompaiono, come fidati “nemici” gli antichi “fantasmi” di sempre ?

MOTIVO 2.

Qualora si avverta che pur godendo di condizioni di relativo benessere, queste potrebbero essere migliorate. Faccio qui riferimento a un concetto di salute inteso non come semplice assenza di malattia (secondo la definizione dell'organizzazione Mondiale della Sanità), ma come qualità stessa della vita. Qualità di vita che a sua volta ha ricadute importanti sul corpo e sulla mente, essendo la dimensione somatica e quella psichica inscindibili. A tutti gli effetti l'individuo andrebbe sempre considerato nella sua interezza: un essere bio-psico-sociale dotato di un corpo, di emozioni e pensieri propri o sentiti come tali, di relazioni affettive più o meno stabili, esitenti/inesistenti, problematiche ecc. Quindi l'aiuto all'individuo è rivolto anche a:
Favorire una comunicazione efficace, adeguata, sollecita, pertinente e, a partire da una maggiore consapevolezza degli stati interni alla persona, portarla a migliorare i rapporti intra-personali e inter-personali. Nel rispetto dei propri valori e credenze riuscire ad operare scelte e decisioni critiche. Ottimizzare l'utilizzo delle risorse e potenzialità individuali.

MOTIVO 3.

Per la prevenzione di un disagio. Attraverso un'attività formativa di tipo psico-educativo è possibile colmare lacune conoscitive su argomenti di importanza vitale. A volte non disporre di informazioni sufficienti su determinati argomenti, se non essere condizionati da credenze irrazionali sugli stessi, può minare il benessere psicologico della persona sia in rapporto a se stessa, che in rapporto agli altri (rappresentazioni parziali o distorte relative alla sessualità, agli stili affettivi personali, alle problematiche di rapporto genitori - figli nelle varie fasi evolutive, ecc.). 


UN PAIO DI DOMANDE


CHIEDERE AIUTO AGLI AMICI O ALLE PERSONE CHE CI STANNO ACCANTO ?


Molto spesso anche le persone per noi significative fanno fatica - soprattutto perchè coinvolte - a inquadrare il nostro dolore, e nel tentativo di fornirci un aiuto procedono a caso, ognuno secondo la propria sensibilità ed esperienza personale, nella ricerca di una causa unica e scatenante che dovrebbe aiutarci a capire e quindi permetterci un reinserimento armonioso nella nostra quotidianità perturbata. Per lo più "la causa" individuata è molto superficiale secondo la mia esperienza, e rischia inoltre di far sentire inadeguati perché appare relativamente semplice e "ovvia". Non sempre accade questo, a volte c'è solo l'ascolto sincero di chi non ha pretese esplicative e non si profonde in consigli, valutazioni, giudizi/pregiudizi. Di per sè questo è già un toccasana a volte, ma rimane appunto un toccasana e l'ascolto sincero, umile, senza pretese, con l'unico scopo di far sentire la propria presenza, pur ammettendo di non capire, per ovvi limiti umani, l'origine del nostro malessere, quanti sanno elargirlo? Molte volte l'atteggiamento è più o meno benevolmente giudicante, ma giudicante (il bene sta di qua, il male sta di là).


QUINDI UN TERPEUTA QUALIFICATO E' LA MIGLIORE SOLUZIONE?


A ognuno il suo mestiere, purché lo faccia con passione e con la massima coscienziosità/umiltà possibile (in particolare se si tratta di professionisti della salute). Il terapeuta non è un mago, non  ha poteri taumaturgici, sfere di cristallo ma è, come ogni altra figura professionale, dotato di competenze che poggiano sull'approfondimento e sul confronto di molti casi clinici diversi con cui si è confrontato negli anni della sua esperienza lavorativa, attraverso cui avrà cercato -se valido- di mettere a frutto l'esperienza accumulata. Avrà anche cercato di poggiare le sue conoscenze sulla validazione scientifica in un costante confronto multidisciplinare. Infine avrà egli stesso, si auspica, lavorato molto sulla consapevolezza dei propri limiti al fine di poter testimoniare non solo a parole, ma anche per esperienza personale, la fiducia nel superamento di quei limiti e nel raggiungimento di una maggiore condizione di benessere psicofisico. 

Indirizzo studio Franco
   60  € in studio a partire da

   Percorsi di crescita

lo psicologo non ha ancora inserito percorsi di crescita...

   Approcci terapeutici

lo psicologo non ha ancora inserito approcci terapeutici...
Non si può insegnare niente ad un uomo, si può solo aiutarlo a trovare la risposta dentro di sé" (Galileo Galilei)