Veronica  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 10/11/2021

Monza e Brianza

Come posso aiutare il mio ragazzo che soffe di Doc?

Buonasera Dottori, sono una ragazza di 23 anni e scrivo per poter avere un consiglio su come dovrei comportarmi con il mio fidanzato che soffre di DOC da circa 4 anni.
Per tutto questo periodo ( da quello che so, perché siamo fidanzati da poco più di 1 anno) è stato in cura da uno Psicologo e successivamente da uno Psichiatra ( per breve tempo) il quale dopo avergli riscontrato il Doc gli aveva consigliato l'assunzione di Sertralina, farmaco che lui sta assumendo già da 2 anni e mezzo ormai, 100 mg al giorno.
Purtroppo negli ultimi mesi ha avuto una ricaduta, ha perso la voglia di lavorare ( ha sempre odiato il suo lavoro ma solo 8 mesi fa ha deciso di mettersi in malattia e non è ancora rientrato), ha perso la voglia di uscire ed è privo di iniziativa, come se non avesse neanche più piacere a stare con me, e spesso e volentieri si ritrova in uno stato ansioso che gli fa assumere comportamenti assai ambigui nel senso che si isola e si chiude in macchina per stare da solo, diventa estremamente irascibile, di punto in bianco a volte siamo insieme e mi dice che vuole andare subito a casa, ha sbalzi d'umore frequenti per la serie che un giorno vuole lasciarmi, il giorno dopo no, mi sminuisce e mi incolpa di tutto, ma quando mi sente distante inizia a cercarmi per paura che io me ne vada del tutto...
Ho paura che il farmaco da lui assunto non lo stia più aiutando, ma sopratutto vorrei riuscire a convincerlo ad iniziare di nuovo un percorso con uno Psicologo perché ha perso fiducia anche nella terapia e a parer suo ormai non serve neanche più, anzi insiste sul fatto che sono io che dovrei farmi seguire da qualcuno. Credo che ognuno di noi abbia dei problemi nella vita, in passato anche io sono stata seguita da una bravissima psicologica dopo esser caduta in depressione e sono riuscita ad uscirne, la cosa che mi preoccupa è che forse lui non si accorge di quanto grave sia il suo problema. A volte mi ritrovo impotente e senza energia perché non riesco più a stargli dietro, e la sua famiglia sta chiedendo aiuto a me per un ulteriore sostegno .
Purtroppo lui non ha un bel rapporto con la sua famiglia e crede che questo sia stata la causa scatenante del suo disturbo ossessivo compulsivo, ma io penso proprio ci sia anche altro dietro.
Dottori, secondo voi dovrebbe iniziare immediatamente una terapia e cambiare farmaco? Come posso convincerlo ad affidarsi ad uno specialista se ritiene non sia più utile e si arrabbia se cerco di spronarlo a farlo..?
Vi ringrazio in anticipo per l'eventuale e cordiale risposta!

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Sacha Horvat Inserita il 15/11/2021 - 16:13

Milano
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Gentile Veronica,
per il suo compagno è importante essere seguito a livello psicologico e psichiatrico come lo è stato prima, in modo che possa essere supportato nella maniera più adeguata per lui.
La scelta di una terapia è personale, siamo noi a deciderlo e non possono farlo gli altri. È sconsigliabile cercare di essere di supporto oltre il nostro ruolo e anche richiedere che qualcuno faccia quella parte.
In questa complessa situazione sembra soffrire molto anche lei e su questo può sicuramente fare qualcosa, chiedere aiuto. Potrebbe servirle per capire meglio quello che sta succedendo e poter esprimere la sua sofferenza.
Un caro saluto.
Dott. Sacha Horvat

Dott.ssa Loredana Trebisacce Inserita il 10/11/2021 - 13:34

Roma
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Cara Veronica,
certamente, nonostante la tua giovane età, ti stai trovando ad affrontare una situazione molto complicata e difficile. Non è possibile stabilire, in base a ciò che hai scritto, se sia necessario cambiare la terapia farmacologica o meno. Quello che è certo è che il tuo ragazzo abbia bisogno di aiuto, ma soltanto se lui ne è pienamente consapevole potrà iniziare un nuovo percorso e trovare delle strategie per affrontare in maniera più accettabile il suo disturbo.
Purtroppo anche tu stai vivendo un forte disagio ed inoltre ricevi richieste di sostegno dalla sua famiglia.
Il tuo sentirsi impotente e priva di energia credo che richiedano anche essi un sostegno e un aiuto.
Quando le persone che ci stanno accanto soffrono, stanno male, ci fanno anche soffrire ma non vedono il problema e si rifiutano di chiedere aiuto, può diventare molto problematico stargli accanto e forse, più che capire come aiutarli o convincerli a curarsi, dovremmo prenderci cura di noi stessi, dei nostri sentimenti feriti e delle nostre emozioni di frustrazione e impotenza, magari con l'aiuto di un terapeuta.
Dato che in passato hai già affrontato con successo un percorso di terapia potresti ricontattare la tua terapeuta e chiedere a lei un sostegno per questo difficile momento.
Ti auguro di trovare la serenità che meriti.
Se vuoi scrivimi ancora, resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
un caro saluto
Dott.ssa Loredana Trebisacce

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 10/11/2021 - 20:46

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Veronica,
Da quanto narra, è comprensibile che il suo ragazzo sia restio a rivolgersi nuovamente ad uno psicologo o psichiatra.
Ma c'è una strada che potete seguire e che, dalla mia esperienza clinica, può aprire degli scenari risolutivi molto utili.
Ossia proporre al suo ragazzo di andare in consulenza psicologica insieme.
In questo modo lui non avvertirà il pressing della terapia, e quindi non si sentirà il paziente designato che porta il peso della sofferenza da solo, e al contempo lei Veronica potrà ricevere delle indicazioni pratiche su come muoversi in questa situazione.
Qualora questa opzione non fosse praticabile, le consiglio di richiedere una consulenza psicologica, anche on line, per se stessa, che possa aiutarla a fare maggiore chiarezza sula situazione.
Un caro saluto.
Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma).