Come comportarsi con un uomo evitante
Ho avuto una relazione di tre anni con un uomo più grande di me di dieci anni. Sin dai primi mesi sono venute fuori alcune sue paure relative alle relazioni profonde e impegnative. A causa di una storia familiare complessa, con una madre depressa -e quindi assente- e un padre accondiscendente -quasi una vittima- lui ha sempre temuto le relazioni, ritenendole delle gabbie in cui uno dei due prima o poi diviene succube dell'altro. Si diceva però consapevole di questa sua tendenza a restare nella sua comfort zone - ovvero vivere da single- e sosteneva che fosse una vita più comoda ma non appagante, per cui aveva deciso di superare questa condizione impegnandosi a vincere ansie e paure, forte del sentimento che lo legava a me. Nell'ultimo anno di relazione a causa della pandemia e dei rispettivi problemi lavorativi pian piano si è distaccato - in modo silenzioso, perchè di fatto stavamo insieme come sempre, anche se meno affiatati rispetto ai primi tempi- fino a decidere poche settimane fa di troncare, pur giurando di amarmi e di non volermi abbandonare, ma di non riuscire a condividere con me emozioni nè ad essere empatico rispetto alle mie preoccupazioni, a causa delle quali si sentiva prigioniero della relazione, temendo di incappare in una dinamica relazionale da lui percepita come una prigione.
Io sono convinta di amarlo e soprattutto sono convinta del fatto che si tratti di problemi superabili -come d'altronde lui stesso ha sempre sostenuto con forza, anche perchè è sempre stato consapevole di questo suo "problema"-, però ora sembra di nuovo focalizzato su se stesso e sul suo lavoro, e non lascia intravedere ripensamenti. Non so come comportarmi.