Chiara  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 06/10/2021

Cosenza

Università, ansia e genitori

Buongiorno, mi chiamo Chiara e sono disperata. Ho 32 anni, studio Lettere e dovrei laurearmi a breve. Già, dovrei: non ho superato l'ultimo esame e nonostante la tesi pronta devo rinviare la seduta per recuperare questo esame. Il problema? Dirlo ai miei genitori.
Tutto inizia anni fa, quando frequentavo un'altra facoltà e sono arrivata a inscenare una laurea poi saltata perché non avevo dato che pochi esami. Decisa a riprendere gli studi, ho scelto una facoltà a me più affine ma sono ricaduta nel vortice di bugie, scoperto dai miei genitori. Questa volta abbiamo deciso di tacere tutto sia a mia sorella che agli altri, e mi sono rimessa in carreggiata. Arrivata alla fine del percorso, sono ricaduta nelle bugie per non deludere i miei e non sentirmi sempre indietro, sempre un fallimento, sempre sbagliata. Non so come venire fuori da questo ennesimo errore: proprio poche ore fa mio padre mi ha chiesto se fosse tutto ok, perché non avrebbe potuto sopportare un'altra delusione e avrebbe voluto dire che non ho imparato nulla dai miei errori. Mi sento sempre peggio, perché anche abbozzando una scusa (es. dover approfondire degli aspetti nella tesi) potrebbe innescare comprensibili dubbi che farebbero venire a galla l'esame mancante e so che sarebbe la fine del rapporto con loro. Come se questo non bastasse, abbiamo perso da qualche giorno la nonna materna e anche la nonna paterna sta molto male. Mi sembra di vivere un incubo di cui sono la sola regista e artefice.
Ho provato più percorsi psicologici, ma senza molti risultati. Mi sento sola, ho pochi amici ed esco poco, mi è stato offerto un lavoro e già collaboro saltuariamente con una piccola azienda, ma rimango sempre la bambina spaventata che non sa affrontare la realtà e la verità e cioè che sono un fallimento.
Come posso uscire da questo pantano senza ferire nessuno?

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Sacha Horvat Inserita il 11/10/2021 - 20:38

Milano
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Buonasera Chiara,
da quello che racconta emergono delle situazioni che tendono a ripetersi, di cui lei si definisce "regista" e che nel tempo le hanno fatto dire di essere un fallimento. Vede però una "bambina spaventata" che teme di "affrontare la realtà." Distinguerei e separerei queste due cose, il fallimento e la bambina.
Quando si è rivolta agli psicologi ha chiesto di curare il fallimento o la bambina?
Si renda "artefice" di curare la bambina con il supporto di un professionista.
Un caro saluto.
Dott. Sacha Horvat

Dott.ssa Loredana Trebisacce Inserita il 06/10/2021 - 13:13

Roma
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Cara Chiara,
ormai, anche se dovrai rimandare di poco, sei giunta alla fine del tuo percorso universitario, e quindi, necessariamente dovrai comunicare il ritardo, i motivi poco importano, alle persone a te più vicine.
Mi colpisce la tua disperazione, e soprattutto la descrizione di un comportamento che si è ripetuto varie volte nel tempo...
il punto però, temo, non siano le bugie dette, nè le scuse trovate, ma le aspettative che tu cerchi sempre di accontentare, senza , probabilmente, ascoltarti davvero. Al di là di quello che i tuoi genitori e la tua famiglia si aspettano da te, cosa vuoi realmente fare della tua vita?
Accenni a dei percorsi psicologici che però non hanno dato alcun esito, mi permetto di consigliarti di tentare ancora. probabilmente, assieme ad un professionista, potresti cercare di capire come mai ti ritrovi costantemente a mentire per non deludere gli altri, e questo credo sia da affrontare non soltanto riguardo ai sintomi, ovvero stare male, sentirsi in colpa, mentire, ripromettersi di non farlo più, ma a livello più profondo delle motivazioni che ti fanno sentire inadeguata, una bambina spaventata nonostante la tua età adulta, e non abbastanza in gamba per essere accettata per quella che sei, anche con i tuoi errori.
rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.
se vuoi scrivimi ancora
un caro saluto
dott.ssa Loredana Trebisacce

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 06/10/2021 - 20:39

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Chiara,
Credo che per "uscire da questo pantano" la prima cosa da fare sia preoccuparsi di non "ferire" Chiara.
Questo si può ottenere lavorando sull'immagine che ha di sé, la quale, coincidendo con un "fallimento", inevitabilmente la induce a commettere errori.
Consideri, infatti, che "ferire" costantemente Chiara con affermazioni come queste, non aiuterà Chiara a fidarsi di sé e a compiere le scelte giuste.
Pertanto, le consiglio di affidarsi al suo istinto e ricercare uno psicoterapeuta a cui senta di poter affidare Chiara, in modo che la aiuti ad elaborare il forte senso di autosvalutazione che ho avvertito leggendo il suo scritto.
Vedrà che risolto quello, tutto sarà più agevole per lei.
Un cat saluto.
Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma).